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Gli USA vieteranno l’uso di TikTok ai dipendenti pubblici

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Gli USA sembrano avere più di un problema con TikTok. In soli sei anni di vita, la piattaforma video è cresciuta a un ritmo mai visto prima nel mondo dei social media e, con oltre 1 miliardo di utenti in tutto il mondo, è diventato uno strumento cruciale per plasmare la cultura del Paese a stelle e strisce. Questo straordinario successo, però, non è nato nella Silicon Valley, mecca dell’industria tecnologica statunitense, ma in Cina, il più grande rivale geopolitico di Washington.

Le ripercussioni geopolitiche di TikTok

La costante espansione di TikTok preoccupa da anni la Casa Bianca. Nell’agosto 2020, l’allora presidente Donald Trump aveva minacciato di vietare l’app negli USA per “ragioni di sicurezza nazionale”, poiché, nonostante milioni di americani la utilizzino in modo innocuo, potrebbe essere utilizzata da Pechino come cavallo di Troia per spiare i suoi cittadini.

Sebbene l’attuale amministrazione Biden non si sia spinta così in là nelle dichiarazioni, il Congresso si prepara ad adottare una legge che vieterà l’uso di TikTok sui dispositivi di proprietà federale.

Il 13 dicembre il Senato ha votato a favore di un disegno di legge per vietare ai dipendenti federali l’utilizzo dell’applicazione video di proprietà dell’azienda cinese ByteDance. Questo martedì, i legislatori statunitensi hanno incluso la misura in un disegno di legge di spesa generale da 1.660 miliardi di dollari per finanziare il funzionamento del governo federale e impedirne la chiusura, che ha iniziato a essere votato martedì.

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Se approvata, si tratterà della maggior restrizione su TikTok negli USA fino ad ora. Se la legge andrà avanti, alla Casa Bianca verranno concessi 60 giorni “per sviluppare regole e linee guida per le agenzie esecutive che richiedono la rimozione” della piattaforma.

Il provvedimento, che ha saputo unire Democratici e Repubblicani, non riguarderà gli oltre 100 milioni di cittadini statunitensi che utilizzano l’app. Anche i dipendenti pubblici potranno continuare ad accedere a TikTok, ma solo dai loro telefoni cellulari e personal computer.

Crescono le restrizioni su TikTok

Molte agenzie federali, come la stessa Casa Bianca o il Dipartimento della Difesa USA, vietano già l’uso di TikTok sui dispositivi governativi; la stessa cosa vale per le forze armate. Ora la restrizione sarà estesa ad altri enti ed enti pubblici. Ben 19 dei 50 Stati americani hanno bloccato l’accesso alla piattaforma cinese, in modo più o meno restrittivo. Un altro disegno di legge per vietare a titolo definitivo TikTok non è passato al Senato.

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Questa ondata di divieti giunge in risposta ai timori secondo cui Pechino, in base alla legge cinese, potrebbe richiedere a ByteDance di consegnare i dati degli utenti di qualsiasi Paese. In questi mesi, il Senate Intelligence Committee ha messo in guardia sui rischi di TikTok e ne ha persino chiesto il blocco. Oltre al suo utilizzo per spionaggio, la società è stata anche accusata di utilizzare la piattaforma per distribuire contenuti favorevoli al governo comunista cinese all’estero o per censurare messaggi scomodi per il regime.

La risposta degli sviluppatori

TikTok ha respinto queste “false” accuse, assicurando di conservare i dati in modo sicuro in centri al di fuori della Cina, il che, dicono, consentirebbe loro di eludere le richieste di Pechino. TikTok, infatti, non è disponibile in Cina, dove ByteDance ha creato un’altra app che segue le politiche di propaganda e censura di Pechino.

Secondo il New York Times, l’amministrazione Biden starebbe per raggiungere un accordo con TikTok. In attesa di tale accordo, Washington continua ad applicare la politica del bastone e della carota.

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