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L’UE annuncia restrizioni sulla pubblicità per Meta

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restrizioni alla pubblicità per Meta
restrizioni alla pubblicità per Meta

Meta non smette di accumulare problemi nell’Unione europea (UE). I regolatori europei della privacy hanno stabilito che la società proprietaria Facebook, Instagram, WhatsApp e altre applicazioni non possono richiedere ai suoi utenti di accettare annunci pubblicitari in base alla loro attività all’interno della piattaforma, secondo quanto ha riportato in esclusiva il Wall Street Journal. Si tratta di una decisione che minaccia direttamente l’attività commerciale di questo tipo di piattaforme digitali.

Quando accetti i termini di servizio per utilizzare Facebook, Instagram o WhatsApp, accetti che l’azienda tenga traccia di tutto ciò che fai all’interno della piattaforma, il che li aiuta a conoscerti meglio e offre agli inserzionisti la possibilità di bombardarti di pubblicità personalizzate.

La sentenza è stata approvata lunedì dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), l’organismo incaricato di garantire il rispetto delle leggi comunitarie sulla protezione dei dati.

Le restrizioni alla pubblicità sono un colpo agli affari di Meta

La pubblicità è il principale modello di business di Meta. Nel 2021 il colosso dei social network ha guadagnato 114,93 miliardi di dollari grazie alla vendita di pubblicità, che rappresenta il 97,5% dei suoi introiti. Una parte significativa di questi introiti proviene da società con sede nell’UE, quindi la decisione delle autorità rappresenta una vera e propria minaccia alle sue attività.

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La decisione europea arriva in un momento particolarmente difficile per la società guidata da Mark Zuckerberg. Per la prima volta da quando si è quotata in Borsa nel 2012, Meta ha avuto due trimestri consecutivi di calo dei ricavi.

Ciò è dovuto, tra gli altri fattori congiunturali, all’investimento nel cosiddetto metaverso, alla feroce concorrenza di TikTok e alle informative sulla privacy di Apple che ha ridotto le entrate pubblicitarie di Meta fino a 100.000 dollari all’anno.

D’altra parte, le turbolenze macroeconomiche hanno portato molte aziende a ridurre i propri investimenti pubblicitari, il che ha danneggiato il business del vecchio Facebook. Ecco perché il 9 novembre l’azienda ha annunciato il licenziamento di circa 11.000 dipendenti in tutto il mondo.

La reazione del titolo in Borsa

Questa battuta d’arresto è già stata notata in Borsa: dopo la diffusione della notizia sulla decisione UE, Meta ha ceduto quasi il 6%, trascinando verso il basso altre aziende social che dipendono dallo stesso tipo di business pubblicitario, come ad esempio Pinterest. Dall’inizio dell’anno la valutazione azionaria di Meta è crollata del 66%.

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Secondo fonti a conoscenza della decisione, il regolatore europeo ha ordinato alla Commissione irlandese per la protezione dei dati di emettere una decisione in tal senso. La divisione europea di Meta ha la sua sede fiscale in Irlanda, quindi è l’ente di quel Paese che deve emanare disposizioni sulla società.

La scorsa settimana, il regolatore irlandese ha già sanzionato Meta con una multa di 265 milioni di euro per una violazione della sicurezza a causa della quale sono trapelati i dati sensibili di 500.000 utenti europei.

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