Alla fine è andata come doveva anche stavolta, con l’uno-due Toyota e la #8 di Fernando Alonso, Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi davanti alla vettura gemella di Kamui Kobayashi, Josè Maria Lopez e Mike Conway.

Ancora una volta c’è stato un evento sfortunato che ha colpito la TS050-Hybrid #7, rappresentato da un contatto con l’Aston Martin del TF Sport di Johnny Adam nel corso della quinta ora, che ha comportato una sosta imprevista ed il cambio del diffusore posteriore ed il giro di distacco dai battistrada.

Il gradino basso del podio si completa nuovamente per eliminazione; come a Shanghai, lo champagne tocca alla BR dell’SMP Racing #17 di Mikhail Aleshin, Vitaly Petrov e del neoacquisto Brendon Hartley. Quest’ultimo prosegue al meglio il suo super-weekend che lo vedrà impegnato anche domani nella 12 Ore IMSA. Il distacco di 11 giri, determinato è vero anche da una foratura nelle prime fasi di gara, la dice comunque lunga sullo strapotere dei prototipi del Sol Levante sulla concorrenza sui temibili bump dell’ex-aeroporto.

Nella seconda parte di gara Rebellion ha ceduto definitivamente le armi con la R13-Gibson #1 dopo un contatto e una sospensione piegata e nel corso dell’ottava ed ultima ora di gara ha perso anche la terza piazza per un problema elettrico con la #3, classificandosi settima assoluta a 16 giri. Anche la BR a motore Gibson del DragonSpeed ha dovuto ritirarsi per noie al motore.

La classifica prosegue pertanto con la migliore delle LM P2. Ancora una volta è un’Oreca del Jackie Chan DC Racing cinque vittorie in sei gare finora, ma non è la capolista #38, vittima di noie elettriche subito ad avvio gara, bensì la vettura gemella dell’equipaggio rinnovato dopo l’abbandono dei tre piloti malesi, vale a dire Will Stevens, Jordan King e David Heinemeier Hansson.

All’Alpine la piazza d’onore, mentre DragonSpeed, dopo una serie di disavventure che sono costate in totale 2 giri, riesce a conquistare il terzo podio stagionale. Peccato per la Dallara del Racing Team Nederland, alla fine solamente quinta dietro anche la Ligier del Larbre Competition, e record di vittorie consecutivo Dunlop intonso a quota 46.

La tradizionale gara di durata sprint in GTE-Pro ha visto questa volta primeggiare la Porsche #91 di Gianmaria Bruni e Richard Lietz. Dopo lo Stop&Go inflitto alla Porsche di Michael Christensen e Kevin Estre per il contatto con l’Aston Martin #95 poco dopo la metà gara, vi è stata alternanza al comando, grazie alle strategie, fra la Ford #67, la BMW #81 e la Porsche #91.

Solo nel finale però la Porsche è riuscita a conquistare la leadership che è valsa la vittoria, aiutata anche dal box nell’ultimo decisivo pit per montare le wet, dato il forte scroscio di pioggia che ha complicato l’ultima mezz’ora di gara, per la prima meritatissima vittoria stagionale del fortissimo equipaggio austro-italiano.

La Ford di Harry Tincknell, Andy Priaulx e Jonathan Bomarito (grande esordio per quest’ultimo con la GT dell’ovale) ha patito più di tutti le mutate condizioni meteo e non ha avuto modo di insidiare la BMW di Martin Tomczyk, Nicky Catsburg e Alexander Sims per la seconda piazza, rimediando anche due testacoda sul bagnato che non hanno però mutato la classifica finale.

Giornata non particolarmente felice invece per le Ferrari, che si devono accontentare del quarto posto con PierGuidi, Calado e Serra e del sesto della 488 gemella di Rigon, Bird e Molina. Peggio è andata alle due Aston Martin, vittime di altrettanti contatti e fuori dal giro dei primi, che comprende anche la Corvette “wild card” di Jan Magnussen, Antonio Garcia e Mike Rockenfeller, subito penalizzata da problemi di erogazione della potenza. I piloti delle C7.R avranno però modo di rifarsi domani nella 12 Ore IMSA.

Ferrari che, trascinata da un Giancarlo Fisichella in una di quelle giornate in cui tutto gli è possibile, agguanta caparbiamente il secondo gradino del podio in GTE-Am con l’esemplare di Spirit of Race iscritto per Francesco Castellacci e Thomas Flohr.

Senza la penalità conseguente al contatto del romano con la Porsche del Project 1 sarebbe stata sicuramente un’altra storia, ma la vittoria va invece alla Porsche del Dempsey-Proton del recordman di presenze nella serie mondiale, Christian Ried, e dei giovani talenti Julien Andlauer e Matt Campbell.

Per Egidio Perfetti e c. la soddisfazione del podio, che permette loro di consolidare la leadership in campionato sui campioni in carica dell’Aston Martin: Mathias Lauda, Paul dalla Lana e Pedro Lamy. La foratura occorsa all’austriaco nel corso della quinta è costata una lunga sosta anche per rimuovere i detriti dal cambio e 2 giri extra, che valgono solo la sesta piazza finale.

E’ tutto, per ora, da Sebring, atteso che la classifica è da ritenersi provvisoria in attesa delle debite verifiche tecniche; verifiche che, dato l’orario, verranno espletate domattina. Il prossimo appuntamento con la “Super Season” del World Endurance Championship a Spa il 6 maggio.

UPDATE: La classifica finale è stata pressoché confermata in toto. Fa eccezione solamente il risultato della Dallara del Racing Team Nederland, cui sono stati aggiunti 20″ per speeding in pitlane (come nelle qualifiche peraltro), che non mutano il piazzamento finale di categoria. 

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 1.000 Miglia di Sebring


Stop&Go Communcation

Hartely subito a podio con SMP Racing. Bruni-Lietz, primo successo. Un Fisico super regala la piazza d’onore alla Ferrari in GTE-Am

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/03/PL52864-1024x682.jpg WEC – Sebring, Finale: Toyota batte anche la pioggia