Il primo terzo di gara non vede cambiamenti nelle prime due posizioni, sempre saldamente occupate dalle due Toyota, ma con la #8 davanti alla #7. Complici di questa situazione un paio di safety car, conditi da due errori da parte di Josè Maria Lopez, che hanno permesso a Kazuki Nakajima di trovarsi davanti nel gioco delle soste, dopo che la vettura gemella aveva depauperato gli oltre 80” di vantaggio accumulati in precedenza.

Gli interventi della macchina di sicurezza si sono resi necessari per recuperare l’Oreca LM P2 di Arjun Maini, nelle gomme di Tertre Rouge e poi per il big crash che ha coinvolto alla seconda delle curve Porsche la Corvette di Marcel Fassler e la Porsche Dempsey di Satoshi Hoshino.

In questo caso il gentleman giapponese, fin qui vera mina vagante del lotto, non ha comunque alcuna colpa, e può continuare la propria corsa con danni minori, al contrario della C7.R #64, completamente demolita e prima ritirata ufficiale di questa 24 Ore.

Dietro le due P1 ibride, problemi anche per la Rebellion di Thomas Laurent, giratosi poco dopo aver conquistata la terza piazza all’entrata della seconda chicane, forse per avere sfiorato una pozza d’acqua frutto di una breve quanto rada precipitazione. A causa di ciò, sono le due BR dell’SMP Racing ora ad inseguire, rispettivamente a -1 e -2 giri dai battistrada.

Problemi tecnici a ripetizione infine per le altre due P1 private, la Enso CLM del ByKolles e la BR a motore Gibson del DragonSpeed, fanalini di coda in classifica generale.

Il duello fra le LM P2 ha visto la Aurus prendere definitivamente la testa della categoria sull’Alpine Signatech, nonostante un breve scambio di posizioni durante la sesta ora. Un problema tecnico per l’Oreca #38 del Jackie Chan DC Racing ha promosso nuovamente la vettura del DragonSpeed quale quarta forza di classe dietro all’esemplare condotto da Gabriel Aubry, Ho-Pin Tung e Stèphane Richelmi.

La GTE-Pro vede la Ferrari di Daniel Serra, James Calado ed Alessandro Pier Guidi alternarsi al comando con la Porsche di Michael Christensen, Kevin Estre, ad un passo anche dal titolo piloti GT WEC, e Laurens Vanthoor.

Il brasiliano, che si è reso protagonista insieme al teammate britannico di sorpassi mozzafiato alla fase del tardo pomeriggio, ha perso temporaneamente il comando durante le fasi successive alla safety car per l’Oreca RLR grazie alla strategia giocoforza differenziata rispetto all’immediata concorrenza. Terza forza della categoria la Corvette superstite, a contatto della Porsche #94.

Da segnalare l’uscita di strada ad Arnage da parte dell’Aston Martin #95 da parte di Marco Sorensen poco dopo lo scadere della nona ora di gara. Le Vantage, così come le BMW M8, non sono riuscite ancora a trovare il bandolo della matassa di questa gara; ricordiamo che Sorensen giovedì aveva conquistato la pole della categoria.

In GTE-Am infine, è la Ford privata del Keating Motorsport a menare le danze. Purtroppo per la Ferrari, un’uscita di strada e conseguente insabbiamento alla Virage du Pont nel corso della quinta ora, forse a causa di una foratura, ha tolto la 488 di Spirit of Race fuori dalla bagarre per la vittoria.

Il testimone di major contender è quindi passato all’esemplare del JMW, che a sua volta tiene a bada le due Porsche del Project 1 e la #77 del Dempsey-Proton. Notte fonda infine in casa Aston Martin con la #98 dei campioni in carica Lauda, Lamy e Dalla Lana penultima e sfacciatissima. Poco dopo lo scadere della mezzanotte ne è stato annunciato il ritiro ufficiale, il secondo della gara.

Piero Lonardo

La classifica dopo 9 ore di gara


Stop&Go Communcation

Porsche e Ferrari si scambiano la leadership in GTE-Pro

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/06/PL56932-1024x682.jpg WEC – Le Mans, 9a Ora: Big crash per Fassler. Toyota sempre davanti