I motori hanno appena smesso di ruggire sul Circuit de la Sarthe dopo la giornata dedicata ai test collettivi che già si parla di futuro del World Endurance Championship.

Innanzi tutto si contano i numeri delle iscrizioni alla prossima stagione. Tra i prototipi, dovrebbero essere ben 9 le LM P1 presenti, col ritorno delle Ginetta, ora a motore AER, per supplire all’abbandono già annunciato di DragonSpeed, insieme a Toyota, Rebellion, SMP e ByKolles, mentre anche le LM P2 dovrebbero crescere di numero, grazie ai nuovi commitment già certi di Cetilar Racing, United Autosports, Jota Sport e Cool Racing, che integrano le conferme di Jackie Chan Dc Racing, TDS Racing, Larbre Competition e Alpine Signatech, più potenziali wild card come G-Drive.

Anche la GTE-Am dovrebbe vedere un’ulteriore infusione di forze, con la conferma dei programmi di Aston Martin AMR, TF Sport, Project 1, Dempsey-Proton ed AF Corse, che dovrebbero portare le unità iscritte a superare le 9 attuali, specie se Ben Keating riuscirà a trarre il meglio dalla sua partecipazione a Le Mans con la Ford GT ex-Ganassi, facendo da apripista ad una ulteriore partnership full-season supportata tecnicamente da Multimatic.

Il vero problema però sta nella GTE-Pro, categoria fin qui al top – insieme alla GTLM IMSA, con cui condivide sostanzialmente la piattaforma tecnica – delle vetture Gran Turismo. L’abbandono contemporaneo di Ford e BMW lascerà il parco partenti a 6 sole unità certe, a meno di sorprese da parte di Corvette, della cui nuova C8.R a motore centrale, in fase di avanzato sviluppo, non si conoscono ancora i programmi sportivi.

Alla luce di queste informazioni, il totale delle iscrizioni al WEC 2019-2020, che partirà da Silverstone il 1° settembre prossimo dovrebbe comunque perlomeno eguagliare le 33 unità mediamente presenti nel corso dell’attuale “Super-Season”.

Altrettanto sicuramente la prossima settimana a Le Mans assisteremo ad una revisione – nel caso, la terza in tre anni – del regolamento sportivo futuro.

E’ noto che la piattaforma “Hypercar”, presentata lo scorso giugno, non ha incontrato, nella sua forma originaria, il favore di tutti i costruttori, e che è assai probabile che venga “calmierata” mediante lo sviluppo di vetture GT top di gamma già esistenti, così come proposto da Aston Martin e Ferrari, con Porsche alla finestra ma sostanzialmente in linea con questa proposta.

Anche Toyota peraltro, l’unico costruttore apparentemente già pronto con la sua GR Super Sport Concept, starebbe mordendo il freno per maggiori chiarimenti sulla piattaforma, che rischia seriamente, oltre che di diventare una sorta di “SuperGT1”, anche di slittare di una ulteriore stagione, la 2021-2022.

Nel frattempo gli “amici-nemici” dell’IMSA hanno annunciato i piani per le DPi 2.0, con una maggiore connection con l’universo ecologico grazie all’utilizzo obbligatorio di un’unità ibrida al posteriore della prossima generazione di prototipi, che rischia di catalizzare le attenzioni di ulteriori costruttori, Ford in testa.

In tutto questo i vertici di WEC ed ACO, pronti come non mai a garantire due entry extra all’European le Mans Series grazie ai box provvisori inaugurati nel weekend e già occupati da United Autosports, debbono pensare al regolamento sportivo della prossima stagione, e per rendere le cose ancora più complicate pare stiano pensando di mutuare dalla serie europea il “Success Ballast”, la zavorra legata ai risultati, introdotta a partire dalla presente stagione per le GTE, per cercare di appianare ulteriormente la differenza di prestazioni fra le LM P1.

Insomma, una gran confusione, da cui per fortuna dovrebbe salvarsi questa 87ma edizione della 24 Ore di Le Mans, che magari non sarà destinata a chiudere un ciclo, ma che dovrebbe garantire uno spettacolo degno nelle categorie diverse dalla LM P1, ancora troppo sbilanciata verso Toyota, sempre che tra le GT un anniversario di troppo non faccia pendere la bilancia delle equivalenze verso un particolare costruttore.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Tra le indiscrezioni in chiave futura il “Success ballast” per le LM P1

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