Prosegue imperterrita la marcia della Rebellion nella Lone Star Le Mans, che dal terzo stint ha proposto Gustavo Menezes al posto di Bruno Senna. Da segnalare solo un bloccaggio che però non ha intaccato più di tanto la leadership del prototipo battente bandiera svizzera, il cui vantaggio permette comunque alla Toyota più leggera di appropriarsi del comando della gara al pit-stop, come appunto alla scadenza della metà gara. Da segnalare comunque il doppiaggio tra le due TS050-Hybrid.

Con le posizioni cristallizzate nella categoria regina, è la LM P2 che ha invece regalato le maggiori emozioni in questa fase di gara. Frits van Eerd, subentrato a van der Garde al volante dell’Oreca olandese, non è stato in grado di mantenere il vantaggio conquistato dall’ex-F1, e si trovava a combattere ad armi impari con le altre vetture della categoria.

A parte il sorpasso da parte di Phil Hanson con la vettura di United Autosports, su altra strategia, “Mr.Jumbo” ha dovuto cedere ad Anders Fjordbach sulla entry dell’High Class Racing, e alle due Oreca gommate Goodyear di Jota di Ho-Pin Tung e Roberto Gonzalez. Proprio col pilota messicano il contatto che fa girare la vettura olandese che precipita in P5.

Dopo due ore di gara Tung prende il comando della categoria sul danese, che in precedenza aveva avuto il suo daffare per evitare la Corvette, volando sugli insidiosi cordoli texani. Dalle prime posizioni è frattanto sparita l’Alpine, vittima di un problema ai freni che ha richiesto in intervento ai box.

Al volante della Oreca #39 sale però dopo 150’ “Quick Nick” de Vries, che impone subito il proprio ritmo e alla metà gara ha già rimontato quasi tutto lo schieramento della categoria ed è ora alle calcagna di Gabriel Aubry, subentrato a Tung, anche se la leadership temporanea alla metà gara è appannaggio di Gonzalez e Filipe Albuquerque, grazie alla diverse strategie.

In GTE-Pro, l’Aston Martin del Dane Train prosegue indisturbata al comando, ma i riflettori sono tutti per il duello tra la seconda Vantage di Maxime Martin e la Porsche #92 di Michael Christensen, che lottano per la piazza d’onore. I due si scambiano la posizione un paio di volte ma al momento è ancora uno-due per le GT inglesi. Alessandro Pier Guidi difende l’onore delle Ferrari AF Corse al quarto posto.

Non accenna infine a fermarsi la marcia vittoriosa della Porsche #56 anche con Laurents Horr, neoacquisto Project 1, che ha rilevato al volante Cairoli. I pit-stop delle due Vantage di Johnny Adam e Ross Gunn regalano una terza piazza provvisoria alla Ferrari AF Corse #83, ora nuovamente con Francois Perrodo. Da dietro stanno invece guadagnando terreno l’altra entry del Project 1, con Jeroen Bleekemolen, e l’altra 911 del Dempsey-Proton con Thomas Preining.

Piero Lonardo

La classifica dopo tre ore di gara


Stop&Go Communcation

Spettacolo in LM P2. Aston e Porsche Project 1 sempre al top nelle due classi GT

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/02/Toys-1024x683.jpeg WEC – COTA, Half: Hartley davanti grazie alle soste