Rebellion Racing si aggiudica la Lone Star Le Mans presso il Circuit Of The Americas. Bruno Senna, Norman Nato e Gustavo Menezes non hanno incontrato particolari problemi sul circuito texano, a parte un bloccaggio del brasiliano prima delle metà gara, procedendo dalla partenza all’arrivo e dominando in modo convincente.

Il momento più difficoltoso del (compresso) weekend per il team svizzero sicuramente la sostituzione del motore Gibson tra le libere-2 e le qualifiche, ma superato questo imprevisto, nessun problema nel portare a casa la seconda vittoria stagionale dopo il successo di Shanghai, forti della robusta disparità di prestazioni imposta dal Balance of Success alle due Toyota.

Le due TS050-Hybrid hanno fatto la loro gara, distanziandosi presto dal pacchetto delle LM P2 nonostante i timori della vigilia; unico aspetto curioso, i due giri di distacco imposti alla #7 – peraltro ancora capolista –  di Josè Maria Lopez, Mike Conway e Kamui Kobayashi, forse non giustificati dall’handicap in vigore.

Gran battaglia invece in LM P2, dove Filipe Albuquerque, Phil Hanson e Paul di Resta hanno portato a casa il secondo successo consecutivo dopo il Bahrain con l’Oreca dello United Autosports, conquistando anche il comando in classifica generale.

L’inizio della gara sembrava volgere a favore della squadra di Zak Brown e Richard Dean, al comando già alla prima curva sul polesitter Nicolas Lapierre. Purtroppo un problema al primo set di gomme ha imposto uno stop extra ed il palcoscenico è stato preso prima da Giedo van der Garde e dal Racing Team Nederland, poi dal Jackie Chan DC Racing.

La strategia perfetta del team angloamericano, nonostante la sosta extra, ha però permesso a di Resta di trovarsi in testa con un distacco sufficiente anche dopo l’ultimo splash sull’accoppiata gommata Goodyear gestita da Jota Sport. Il duello finale tra Cool Racing e gli olandesi premiava i primi, che chiudono così la top five, a parità di soste coi vincitori.

Al traguardo tutte e trenta le vetture, compresa la Dallara del Cetilar Racing dei nostri Giorgio Sernagiotto, Andrea Belicchi e Roberto Lacorte, che evitano il ruolo di fanalino di coda a causa di un problema finale ai freni per la wildcard DragonSpeed.

Che dire invece del dominio imposto alla gara dal Dane Train dell’Aston Martin #95 in GTE-Pro? Nicki Thiim e Marco Sorensen non hanno sostanzialmente avuto rivali dalle qualifiche in poi, conducendo comodamente la gara sino al traguardo come in Bahrain, segno che forse c’è qualcosa da rivedere nel BoP tra le tre case impegnate.

Case ancora una volta peraltro tutte e tre sul podio grazie a Michael Christensen e Kevin Estre, alfieri della Porsche #91, e a James Calado ed Alessandro Pier Guidi, portacolori della Ferrari #51, i quali hanno avuto alla fine la meglio sull’altra Aston di Alex Lynn e Maxime Martin. I piloti della Rossa vedono il distacco dai leader aumentare di altri 7 punti (108 contro 80) e farsi assai sostanzioso, a tre gare dal termine della stagione.

Corvette dal canto suo sostanzialmente non pervenuta, penultima, dietro la seconda Ferrari di Davide Rigon e Miguel Molina, solo a causa del guasto alla batteria che ha impedito nel finale a Gianmaria Bruni e Richard Lietz di lottare per le posizioni che contano.

Aston padrona anche in GTE-Am, dove addirittura ha fatto doppietta con TF Sport e AMR. Charlie Eastwood, Johnny Adam e Salih Yoluc centrano la terza vittoria stagionale dopo una intensa battaglia con l’altra Vantage di Paul dalla Lana, Darren Turner e Ross Gunn.

Le fasi iniziali sono state dominate dalla Porsche del Project 1, partita dalla pole con Egidio Perfetti e Matteo Cairoli. Il deb Laurents Horr non ha però resistito al passo delle due Aston, che alla metà gara hanno preso il largo, lasciando alla 911 #56 il gradino basso del podio.

Nello stesso giro dei leader anche la Ferrari AF Corse #83 di Nicklas Nielsen, Francois Perrodo e Manu Collard, che col quarto posto odierno mantengono la leadership della categoria con 85 punti contro gli 83 dei vincitori odierni e i 78,5 dell’equipaggio della Vantage ufficiale.

E’ tutto dal Texas. Il World Endurance Championship rimane in terra statunitense, per la 1.000 Miglia di Sebring, in programma il 20 marzo. Dalla Florida si attendono anche sostanziose novità sul futuro, tecnico e sportivo, della serie mondiale.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della Lone Star Le Mans


Stop&Go Communcation

United Autosports, seconda di fila in LM P2. Aston Martin sbaraglia il campo tra le GT

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