Il primo grosso colpo di scena del secondo quarto di questa 8 Ore del Bahrain viene regalato da Rebellion, che è costretta ad estendere la sosta ai box per riparare il selettore del cambio. I 3 giri di stop costano al team svizzero la terza posizione, che viene ereditata dalle due Ginetta.

Davanti le Toyota conducono senza particolari problemi, con i due prototipi inglesi a distanza di sicurezza; il miglior giro segnato sin qui da Jordan King di 1.45.246 non è infatti tanto lontano (dati alla mano) dalla migliore prestazione delle TS050-Hybrid, ottenuta dalla più leggera tra le due entry nipponiche, la #7 di Mike Conway, nonostante il tanto criticato success handicap, che non ha mancato di generare polemiche anche alla vigilia di questo round mediorientale della serie mondiale.

Tra le LM P2, il leggero sfalsamento delle soste fra United Autosports e la wild card G-Drive non permette mai un vero avvicendamento al comando della Aurus russa, che si alterna all’inseguimento con le altre Oreca di Jota e Jackie Chan DC Racing. La Dallara del Cetilar Racing procede di conserva come permesso dalle specifiche tecniche definite ormai quattro anni fa dal regolamento di categoria.

Grande battaglia e colpi di scena invece in GTE-Pro. Miguel Molina regala spettacolo infilandosi fra l’Aston Martin di punta e la Porsche di Richard Lietz, viene sanzionata con una bandiera bianconera ai danni dell’austriaco.

Il forcing imposto da Kevin Estre frattanto permetteva alla sua Porsche di sorpassare anche in pista la Ferrari di Alessandro Pier Guidi. I festeggiamenti in casa Porsche però duravano ben poco, perché solo pochi minuti dopo, in regime di bandiere gialle causate dalla spettacolare uscita di strada di Khaled Al Qubaisi con la Porsche #88 del Dempsey-Proton in curva 14, forse per qualche goccia di pioggia caduta proprio in quel punto del circuito, la 911 RSR-19 #92 era costretta a fermarsi con problemi al fondo vettura.

Non bastasse questo stop, che costava tre giri al team tedesco, nel giro dopo la sosta esplodeva la gomma anteriore destra alla vettura gemella, con Gianmaria Bruni alla guida. Anche qui un paio di giri persi: un’eternità in una categoria così competitiva. Largo quindi nuovamente all’Aston del “Dane train”, anche se a a causa delle diverse strategie è la gemella #95 a condurre sulla Ferrari di Pier Guidi dopo 240’.

In GTE-Am infine, dopo uno stint infinito di Ben Keating, è Larry ten Voorde a prendere il volante della Porsche Project 1 #57 e a farsi largo sino a conquistare la testa della categoria. Nello stesso giro solo l’altra Porsche del Gulf Racing e l’Aston Martin ufficiale ora con Mike Wainwright e Ross Gunn al volante. La migliore delle Ferrari rimane l’argentea #54 di Fisichella, Castellacci e Flohr, quinta, ricordiamo partita dal fondo dello schieramento.

Piero Lonardo

La classifica dopo 4 ore di gara


Stop&Go Communcation

Porsche, doppio problema in GTE-Pro

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/12/PL50443-1024x682.jpg WEC – Bahrain, Half: Sosta per Rebellion e Toyota sempre più sole