Cadillac piazza uno sweep al podio della 67ma edizione della 12 Ore di Sebring, secondo atto del WeatherTech SportsCar Championship e della Michelin Endurance Cup.

Dopo la vittoria di Daytona da parte del WTR, è ora la volta di Action Express, che piazza sul gradino alto del podio i campioni in carica Felipe Nasr ed Eric Curran, integrati da quest’anno a tempo pieno da Pipo Derani. Per il brasiliano tascabile è nientemeno che la terza vittoria, la seconda consecutiva, sui bump dell’ex-aeroporto, ma a differenza delle altre due, questa volta le fasi finali non lo hanno visto protagonista.

E’ stato infatti il connazionale Nasr a rintuzzare gli attacchi di Jordan Taylor, ritrovatosi a contatto nell’ultima mezz’ora dopo l’ultima neutralizzazione della giornata, occorsa per lo stop della BMW M6 GT3 del Turner Motorsport.

Una volta tanto però le caution non sono state un fattore; se escludiamo infatti gli eterni 40’ intercorsi dallo start dietro safety car all’effettivo inizio della gara, la gara è stata calmierata per un’ora solamente in quatrto diverse occasioni. L’affidabilità, a dispetto delle mutevoli condizioni meteo odierne, è stata la chiave del successo nelle due categorie prototipi.

Tra le DPi infatti, solo le Mazda potevano impensierire le V.R made in Dallara, che hanno chiuso il podio con l’altra entry di Action Express di Filipe Albuquerque, Joao Barbosa e Brendon Hartley (bottino niente male per il fresco sposino con due podi in due gare nel weekend). Purtroppo, questa volta sono stati un problema di elettronica del motore della Soul Red #77 e un’uscita di strada della #55, giunta comunque al traguardo con soli due giri di stacco dal vertice, a frenare le ottime prestazioni velocistiche delle RT24-P. La strada imboccata dal Team Joest pare però finalmente quella giusta, e le soddisfazioni da qui alla fine dell’anno non dovrebbero mancare.

Problemi tecnici anche per le Acura Penske, assolutamente a disagio quest’oggi, soprattutto sul bagnato, e che chiudono al quarto posto come migliore risultato con Alexander Rossi, Helio Castroneves e Ricky Taylor, nello stesso giro dei vincitori, davanti alla Nissan DPi del CORE Autosport, che se non dovesse schierare il patron Jon Bennett potrebbe aspirare a ben altri traguardi.

Sfortuna anche per le altre due Cadillac del JDC-Miller, a lungo nella top five, mentre ancora una volta indecifrabile la corsa dell’esemplare del Juncos Racing.

Affidabilità indispensabile anche tra le LM P2, che ha visto premiata la gara senza sbavature del Performance Tech con Kyle Masson, Cameron Cassels ed Andrew Evans nei confronti dei rivali del PR1/Mathiasen, che vantavano comunque un equipaggio di tutto rispetto.

Le fasi finali hanno invece regalato alla Porsche una vittoria decisamente inaspettata in GTLM con Patrick Pilet, Nick Tandy e Fred Makowiecki, almeno per come si erano messe le cose dopo la partenza, che li vedeva in pole. La #911 in livrea Brumos ha infatti iniziato col piede sbagliato per poi recuperare il giro dei primi solo nel corso della quarta Full Course Yellow, occorsa nel corso della decima ora per recuperare l’Audi R8 LMS GT3 di Parker Chase ferma in curva 8.

Da lì in poi l’alternanza al vertice della categoria con le due Ford e la Corvette superstite dei campioni in carica Antonio Garcia e Jan Magnussen, qui coadiuvati da Mike Rockenfeller. La Ford #67, in testa per gran parte della gara si è però trovata davanti la Lamborghini di Andy Lally, pure in lotta per il primato della propria categoria, e Ryan Briscoe nella foga del momento è finito per girarsi in testacoda, lasciando il successo alla GT di Stoccarda.

La casa dell’Ovale può consolarsi con il secondo posto dell’altro equipaggio formato da Dirk Mueller, Sebastien Bourdais e Joey Hand; quest’ultimo riesce a tenere a bada uno scatenato Antonio Garcia, che chiude il podio della categoria.

Finale al cardiopalma anche in GTD, con le due Lamborghini del GRT Grasser di Mirko Bortolotti e del Magnus Racing a darsi battaglia sino alla bandiera a scacchi. Alla fine è l’esemplare del team austriaco a primeggiare, come a Daytona, grazie anche a Rik Breukers e Rolf Ineichen. La grande rimonta di Jeff Westphal e Toni Vilander permette infine un podio tutto italiano con la Ferrari 488 GT3 di Scuderia Corsa, che negli ultimi giri riesce ad avere la meglio sull’Audi del Montaplast di Cristopher Mies.

Da segnalare fra i protagonisti mancati a causa di inconvenienti tecnici, ancorchè non terminali, la Porsche del Pfaff Motorsport, risorta dalla ceneri di Daytona, e la già citata BMW del Turner Motorsport.

E’ tutto per il weekend all’insegna dell’endurance, la “SuperSebring”. Al momento in cui scriviamo non sappiamo se l’esperienza, sicuramente affascinante ma altrettanto faticosa per piloti, team e addetti ai lavori, nonchè non particolarmente apprezzata, a livello di numeri, dal pubblico, verrà ripetuta nella prossima stagione, e che nella schedule del WEC risulta ancora da confermare.

Il WeatherTech SportsCar Championship tornerà invece fra quattro settimane nel tradizionale appuntamento cittadino di Long Beach in coabitazione con l’IndyCar Series. Protagoniste le sole DPi e GTLM nel formato corto dei 100 minuti di gara.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 12 Ore di Sebring


Stop&Go Communcation

Porsche beffa tutti in GTLM. La GTD parla italiano con Lamborghini e Ferrari

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/03/PL56293-1024x682.jpg USCC – Sebring, Finale: Podio tutto Cadillac. Vittoria a Derani, Nasr e Curran