Arriva l’alba su Daytona e con il sole arrivano anche le Full Course Yellow, ben tre dalla diciannovesima ora, dopo quasi otto di corsa libera consecutiva. Prima del ricompattamento del gruppo sono stati infatti tre gli eventi chiave che hanno investito i leader di altrettante categorie.

Innanzi tutto la sosta per sostituire i dischi freni anteriori della BMW #24, che lasciava la leadership della GTLM alle due Porsche; poco più tardi era la volta dell’Oreca LM P2 del PR1/Mathiasen, che perdeva 3 giri in pitlane alla ricerca di un problema al cambio; infine il battistrada Ryan Briscoe optava per una sosta extra precauzionale per sistemare il servosterzo della sua Cadillac DPi. Sempre nella categoria regina, una foratura minava il buon lavoro eseguito da Felipe Nasr, fino a quel momento terzo.

Con un vantaggio ridotto ora a 17” rispetto al minuto e oltre sull’altra Cadillac di Loic Duval, era la Mercedes AMG GT3 di Felipe Fraga a riportare in pista la vettura di servizio per una panne, probabilmente di natura elettrica, all’International Horseshoe.

La sosta in regime di neutralizzazione potrebbe essere fatale alla nera DPi V.R., a causa dello Stop&Hold+60” assegnato a Briscoe per non aver rispettato il semaforo rosso all’uscita della pitlane.

La leadership assoluta andava quindi a Loic Duval sulle due Mazda, tornate entrambe nel giro dei primi, al contrario della vettura del WTR. La battaglia infiamma intanto in GTE, con l’Audi di Dries Vanthoor che si appropriava nuovamente del comando sulla Lamborghini del PMR di Corey Lewis.

Il regime di corsa libera durava però poco perché la Christina Nielsen parcheggia in pista la Lamborghini del GEAR, tornata in pista dopo una sosta di 2 ore, col motore in fiamme, propiziando la quinta neutralizzazione. Mentre Briscoe guadagnava l’occasione per rifarsi sotto, la rossa Cadillac dell’Action Express soffriva una sosta extra al garage che la toglieva dalla lotta per il primato.

Anche la BMW si rifaceva sotto alle due Porsche, con la Corvette residua a seguire da presso, a propria volta seguita dalla Ferrari del Risi Competizione, che riguadagnava il giro perso.

Al restart, John Edwards non perdeva tempo e disponeva della Porsche di Mathieu Jaminet e riconquistava il comando della GTLM così come Dries Vanthoor in GTD, questa volta nei confronti di Spencer Pumpelly, che nel frattempo era sivolato davanti ai due battistrada della categoria.

Ma non era ancora finita, perché a metà della ventesima ora la direzione gara chiamava la sesta Full Course Yellow per la Lamborghini del PPM ferma lungo il circuito. Al restart Briscoe perfezionava l’inseguimento sulle due Mazda portandosi alle spalle di Joao Barbosa, nel frattempo subentrato a Duval, che dopo lo scadere della lancetta corta superava a sua volta, tornando al comando. A seguire le due Mazda, sempre nello stesso giro dei primi.

Anche tra le LM P2 le neutralizzazioni (ed il solito turno lento di Henrik Hedman) sono riuscite a riaprire la gara, con l’Oreca del PR1/Mathiasen nuovamente nello stesso giro della macchina del DragonSpeed.

Le lotte infinite in GTLM e GTD a quattro ore dal termine vedono Jaminet nuovamente davanti a Edwards e Corey Lewis con la Lamborghini del Paul Miller Racing davanti all’Audi del WRT Speedster.

Piero Lonardo

La classifica dopo venti ore di gara


Stop&Go Communcation

Le caution riportano in orbita la Cadillac del WTR, il PR1/Mathiasen in LM P2 e la BMW in GTLM

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/01/Mustang_Sunset.jpg USCC – Daytona, 20ma Ora: Si compatta il gruppo ed è di nuovo lotta aperta