Nelle gare su ovale non sempre vince il più veloce in senso assoluto, tanti sono gli imprevisti possibili, men che meno colui che ha dominato le libere e le qualifiche, ma in questa 103ma Indy 500 è accaduto proprio questo, con Simon Pagenaud che si aggiudica la gara dopo un dominio pressochè continuo in tutto il mese di maggio, iniziato alla grande con la vittoria nel Grand Prix due sabati or sono.

Occorre anche tanta fortuna per rimanere fuori dai guai, quella che non ha baciato per esempio Scott Dixon, tamponato dal compagno di squadra Felix Rosenqvist nel tentativo di schivare i rottami delle macchine di Sebastien Bourdais e Graham Rahal, a contatto in curva 3 a 20 giri dalla fine. Coinvolto nel crash anche Zach Veach e ovviamente i marshals che hanno speso circa 20’ per raccogliere i detriti, in regime di bandiera rossa.

Pagenaud, dopo aver condotto praticamente per tutta la gara, ha poi gestito al meglio uno shooutout finale di 13 giri al cardiopalma nei confronti di Alexander Rossi – il quale era riuscito a recuperare dopo una disastrosa quarta sosta per problemi al bocchettone di rifornimento – con continui cambi di leadership tra i due, riservando la zampata definitiva per il penultimo giro per transitare davanti a tutti sulla brickyard.

Terzo un coriaceo Takuma Sato, abile a sorpassare e contenere prima Ed Carpenter, alla fine sesto dietro Will Power, e poi Josef Newgarden, unico ora del Team Penske a dover attendere ancoa almeno un anno per versarsi addosso la fatidica bottiglia di latte.

Tra i mancati protagonisti sicuramente Colton Herta, out praticamente da subito, 5 giri dopo la green flag sbandierata da Matt Damon e Christian Bale, protagonisti del film che riassumerà le battaglie di Ford e Ferrari alla 24 Ore di Le Mans, per problemi al cambio, mentre la bella favola di Kyle Kaiser e del Team Juncos si è infranta contro le barriere a protezione di curva 3 dopo 73 tornate. Nel frattempo si era già arresa anche la vettura del DragonSpeed di Ben Hanley, con la trasmissione ko.

Questi, salvo appunto le macchine coinvolte nel big crash del lap 180, gli unici ritirati di una Indy 500 corsa a medie record. Al traguardo persino Marcus Ericsson, in testacoda in corsia box e propiziatore di una neutralizzazione assassina al giro 137 che ha di fatto tolto di mezzo ogni strategia alternativa, e Jordan King, troppo irruente in pitlane, al punto di far rimbalzare una gomma sul suo meccanico incaricato dell’anteriore destra, mettendolo ko.

Un’altra incomprensione ai box tra Helio Castroneves e James Davison, con un’altra gomma a spasso per la corsia box, non ha per fortuna sortito conseguenze fisiche per le vetture ed i presenti.

Da segnalare la bella prestazione di Conor Daly, anche se alla fine soltanto decimo al traguado dopo aver viaggiato a lungo fra i primi quattro, nonchè di Santino Ferrucci, decisamente in palla fin dalle libere, che gratifica il Dale Coyne Racing di un settimo posto finale davanti a mostri sacri come Ryan Hunter-Reay e Tony Kanaan, entrambi vincitori in precedenza della 500 Miglia.

Peccato anche per Spencer Pigot, a lungo nella top five e addirittura al comando all’interruzione. Purtroppo il team di Ed Carpenter ha ritardato troppo l’ultima sosta, costringendo il floridiano ad un doppio pit (il primo di emergenza) proprio nelle fasi calde del finale di gara per un quantomai poco veritiero quattordicesimo posto.

Grazie alle due vittorie consecutive e alla pole position, che ricordiamo alla Indy 500 assegna punti pesanti, ora Pagenaud è saltato alla testa della classifica generale dell’IndyCar Series con 250 punti, uno in più di Newgarden, contro i 228 di Rossi ed i 203 di Sato e Dixon, oggi 17mo e ultimo dei piloti a pieni giri dietro Pippa Mann.

La serie ritornerà già il prossimo fine settimana col doubleheader di Detroit-Belle Isle, come di consueto in compagnia del WeatherTech SportsCar Championship.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 103ma Indy 500


Stop&Go Communcation

Gara interrotta a 20 giri dalla fine e vinta con uno shootout finale da brividi su Rossi

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/05/PagwWIn-1024x683.jpg IndyCar – Indy 500, Gara: Pagenaud completa un maggio perfetto