Doccia fredda per Fernando Alonso alla vigilia dell’annuncio dell’accordo che avrebbe legato l’asturiano all’Andretti Autosport per la prossima Indy 500.

La Honda, che inizialmente sembrava non essere un fattore per il terzo outing di Alonso del mese di maggio sull’Indianapolis Motor Speedway, ha posto il veto sulla presenza dell’asturiano su di una monoposto spinta dal proprio motore.

La notizia, non ancora confermata ufficialmente né da Alonso né tantomeno da Michael Andretti, ha rimbalzato sui maggiori media statunitensi. La famiglia di Nazareth in settimana ha peraltro dovuto far fronte al decesso di John Andretti, figlio di Aldo, gemello del patriarca Mario, sconfitto dal cancro a 56 anni dopo una lunga battaglia.

Ora Alonso, che aveva fatto del proprio ritorno ad Indianapolis e alle monoposto americane il fulcro della stagione entrante dopo aver lasciato da campione del mondo l’impegno Toyota nel WEC, dovrà necessariamente trovarsi un sedile su di una macchina spinta dal motore Chevrolet.

Non necessariamente un ripiego, visti i successi degli ultimi due anni dei motori del farfallino, ma sicuramente un ostacolo, vista la penuria di sedili competitivi rimasti da quella parte dello schieramento.

Ricordiamo che Alonso, il quale recentemente è stato sollevato anche dal ruolo di ambasciatore del marchio McLaren, ha già partecipato due volte alla Indy 500, nel 2017 con l’Andretti Autosport, guidando anche la gara per 27 giri prima del ritiro, e lo scorso anno per la joint venture McLaren-Carlin, fallendo clamorosamente la qualifica.

Vedremo se Roger Penske, recentemente divenuto proprietario della serie e dell’IMS, considererà la presenza del bicampione del mondo di F1 un fattore così da impegnarsi per trovare una soluzione alla sua partecipazione alla 104ma edizione del Greater Spectacle in Racing.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Poche le opzioni Chevy rimaste per l’asturiano, ora non più ambasciatore McLaren

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/02/Alonso_ko.jpg IndyCar – Alonso, no della Honda per Indy