Manca poco alla 104ma edizione della Indy 500, circa un mese, per assistere ad uno degli eventi sportivi più seguiti del pianeta, paragonabile solamente per importanza, prestigio ed affluenza di pubblico, nell’ambito del motorsport, alla 24 Ore di Le Mans, che anticipa a sua volta di tre settimane.

Ma se nella “douce France” si inizia a respirare nuovamente aria di libertà, in virtù della migliorata situazione sanitaria generale, nella capitale dello stato dell’Indiana siamo ancora ben aldilà dall’avere scongiurato i pericoli del COVID19. A tale scopo l’Indianapolis Motor Speedway ha deciso di ridurre al 25% la capacità delle tribune, al fine di mantenere l’opportuno social distancing.

Obbligatorio inoltre l’utilizzo delle mascherine per tutti all’interno dell’autodromo ed altrettanto obbligatoria misurazione della temperatura all’entrata. Stiamo parlando di 75.000 anime contro circa 250.000, capacità concordata con le autorità statali e la contea di Marion, ma ricordiamo che la presenza del pubblico era la conditio sine qua non per il patron Roger Penske affinchè la gara potesse svolgersi regolarmente.

Cancellate gran parte delle manifestazioni di contorno, a partire dai concerti alle parate dei campioni del passato fino ovviamente alle sessioni autografi, ma crediamo sia il prezzo minimo da pagare per poter assistere comunque all’edizione più travagliata del dopoguerra del Greatest Spectacle in Racing.

L’accesso al pubblico verrà consentito anche nelle prove libere, nelle qualifiche e nel Carb Day, vale a dire le prove del venerdì antecedente la gara, e la gara verrà trasmessa televisivamente anche a livello locale, evento questo non da dare per scontato negli States.

Prima ancora della 104ma Indy 500, ricordiamo che tra due domeniche l’IndyCar Series farà visita al circuito di Mid-Ohio. Le modifiche alla martoriata schedule 2020 della serie, completamente rivista in funzione dell’emergenza Coronavirus, potrebbero non essere ancora terminate, con la doppia trasferta della costa ovest, vale a dire Portland più il doubleheader di Laguna Seca, in programma dal 13 al 20 settembre. pronte ad essere sostituite da tre doubleheader, proprio a partire dal tracciato di Lexington.

Le altre candidate ad ospitare una doppia gara sono l’ovale di Gateway, il 30 agosto, ed ancora una volta l’infield di Indianapolis, il 3 ottobre, per l’Harvest GP in coabitazione con la 8 ore organizzata dall’SRO, che diventerebbe la penultima tappa prima di chiudere l’anno a St.Petersburg il 25 dello stesso mese.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Capacità ridotta al 25%, ma pubblico anche per libere e qualifiche. Calendario 2020 senza pace

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/07/20190526_INDY_500_0115.jpg IndyCar – Un mese alla Indy 500