IndyCar – St.Petersburg, Gara: Newgarden, l’ottava è quella buona

 

L’ottavo tentativo è quello buono avrà pensato Josef Newgarden tagliando vittoriosamente il traguardo del Grand Prix of St.Petersburg, primo appuntamento dell’IndyCar Series 2019.

Il pilota del Team Penske è riuscito infatti a sfatare il “jinx” del tracciato della Florida che fin qui non lo aveva mai visto nemmeno a podio, differentemente dall’Indy Lights, dove vinse al primo e unico tentativo.

Non si è trattata però di una vittoria facile, perché Will Power e Felix Rosenqvist hanno fatto del loro meglio per mischiare le carte in tavola da subito. L’australiano, partito bene dalla pole, dopo 13 giri non riusciva ad arginare il rookie svedese, pronto a fare la lepre per il caposquadra Scott Dixon su un circuito che ben conosceva avendoci gareggiato (e vinto) tre anni fa nella serie cadetta.

La mossa vincente del Team Penske però consisteva in un treno nuovo di “alternate” salvato dalle qualifiche da montare al secondo pit, che ha permesso a Newgarden di prendere il comando da Rosenqvist e di scavare un solco difficilmente colmabile dagli avversari, specie in assenza di lunghe interruzioni. Chi ha provato strategie alternative infatti, come Graham Rahal, Spencer Pigot o Marco Andretti (quest’ultimo a lungo nella top five), ha visto vanificati i propri sforzi dall’assenza di neutralizzazioni.

Due sole infatti le full course yellow, entrambe nelle prime fasi di gara. La prima, al lap 20, per recuperare nientemeno che Ryan Hunter-Reay, giratosi all’inizio del rettilineo, mentre poche tornate dopo la crew AMR era costretta a riparare i danni causati dalla monoposto di Ed Jones, violentemente a muro in curva 9. Tutte le altre macchine riuscivano ad evitare la monoposto di Scuderia Corsa salvo quella di Matheus Leist, che rimediava danni non riparabili.

La gara frattanto aveva perso quasi immediatamente il vincitore dello scorso anno, Sebastien Bourdais, parcheggiato in curva 4 col motore ko. Poca fortuna anche per Marcus Ericsson e Takuma Sato, entrambi fuori gara per problemi meccanici.

Dietro Newgarden si faceva largo Dixon, che dopo aver disposto di un Power ancora una volta troppo remissivo (forse lo striscione “lisciato” a muro a 25 giri dalla fine e prontamente recuperato dai commissari di gara lo ha indotto a più miti consigli), si lanciava all’inseguimento del battistrada.

Il campione in carica riusciva però solo ad avvicinarsi a Newgarden, che poteva così festeggiare con gli uomini del ”Captain” e la neofidanzata, Ashley Welch.

A seguire nella top ten dietro Rosenqvist, ottimo quarto, un metodico Alexander Rossi (forse già con un pensiero al campionato dopo la volata del 2018), James Hinchcliffe, Simon Pagenaud, Colton Herta, un Santino Ferrucci caparbiamente risalito dalla penultima piazzola e Jack Harvey.

E’ tutto qui da St.Petersburg. Il prossimo appuntamento con l’IndyCar Series al Circuit of The Americas, fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo del GP of St.Petersburg


Stop&Go Communcation

Rosenqvist, gran protagonista delle fasi iniziali, termina quarto. A podio Dixon e Power

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