Felix Rosenqvist è andato vicino alla vittoria in almeno un paio di occasioni da quando si è insediato nell’abitacolo della DW12-Honda #10, e lo svedese ha finalmente coronato il proprio digiuno in gara 2 a Road America, quarto appuntamento dell’IndyCar Series 2020.

La gara è stata dominata sin dalle qualifiche del mattino da Pato O’Ward e dalla sua McLaren Arrow SP, ma il sogno del messicano di ripetere le gesta di Hector Rebaque, primo vincitore in Wisconsin nel 1982 nella massima serie di monoposto USA, ma soprattutto di Adrian Fernandez, 11 successi tra CART ed IRL, si è infranto a due sole tornate dalla fine, quando si è portato a compimento l’inseguimento dello svedese del Team Ganassi.

Team Ganassi che, nonostante la quarta vittoria in altrettante gare di questa convulsa stagione, ha peccato proprio ai box. Ben due soste del leader in classifica, Scott Dixon, sono state inficiate da errori della crew blu-arancio della vettura #9, costringendo il pentacampione, già afflitto da problemi al retrotreno, al 12mo posto finale. Sotto esame invece per Rosenqvist la seconda sosta, quando la vettura è stata fatta scendere troppo in fretta dai cavalletti (un errore raro da vedere nella pitlane IndyCar), facendo perdere allo svedese, lanciato all’inseguimento del battistrada, 4 preziosi secondi.

Tanta era la superiorità però del package della #10, che ha affrontato l’ultimo decisivo stint con gomme black al posto delle “scuffed” (usate) red del messicano, che i circa 6” di vantaggio rimasti dall’ultima sosta non sono bastati, nonostante la quantità di push-to-pass risparmiati fino a quel momento da entrambi i contender, a portare a casa il primo storico successo della partnership tra Zak Brown, Sam Schmidt e Ric Peterson.

A podio termina anche (finalmente) Alexander Rossi, autore di una gara d’attacco ma senza sbavature, davanti ad un solido Marcus Ericsson e ad un altrettanto consistente Colton Herta.

La classifica prosegue con l’accoppiata del Dale Coyne Racing formata da Santino Ferrucci ed Alex Palou, autori di due gare completamente diverse. Il ragazzino del Connecticut è stato costretto ad una gara di conserva dopo essere stato coinvolto nella bagarre che al via ha generato la prima delle due Full Course Yellow della giornata, subendo un drive-through per aver tamponato l’incolpevole Jack Harvey.

Vittime eccellenti del primo giro, Ryan Hunter-Reay e Graham Rahal, entrambi toccati da un Will Power tornato falloso (a causa sua la seconda neutralizzazione, per un lunghissimo all’ultima curva) pure costretto a correre in difesa per l’undicesimo posto finale. Peraltro Rahal prima di uscire picchiava anche contro la fiancata sinistra di Rosenqvist, evidentemente senza conseguenze particolari per la monoposto del futuro vincitore.

Tornando a Palou invece, nelle prime fasi di gara sembrava l’unica vera alternativa ad O’Ward, ma nelle fasi centrali di gara il rookie catalano, ricordiamo 20 anni e alla quarta gara sul suolo USA, subiva più di altri le gomme black, rimanendo intruppato nella seconda fascia dello schieramento fino a riprendersi nel finale, a colpi di push-to-pass.

A seguire in graduatoria Takuma Sato, un Josef Newgarden insolitamente spento, e Charlie Kimball, finalmente nella top ten per la gioia del Team Foyt. Menzione d’onore per Rinus VeeKay, partito 15mo e già nei primi giri a ridosso della top five, scivolato poi nelle retrovie sino al 14mo piazzamento nella pista che lo aveva visto vincitore in gara 2 lo scorso anno nella serie cadetta.

In classifica generale Dixon conduce ora con 173 punti mentre Pagenaud, che oggi gli è terminato alle spalle in 13ma posizione, perde il ruolo di primo contender a vantaggio di Herta, unico pilota fin qui a terminare nella top ten in tutte le gare, a quota 119.

La prossima settimana l’IndyCar Series tornerà in pista con un altro doubleheader sull’ovale corto dell’Iowa Speedway.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Ganassi infila la quarta vittoria di fila. Il sogno di O’Ward si infrange a due giri dalla fine.

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/07/Rosewin-1024x682.jpg IndyCar – Road America 2, Gara: Rosenqvist rompe il digiuno