Il meteo texano ha dato tregua mercoledì al Circuit of The Americas per la seconda giornata di test collettivi dell’IndyCar Series, e i risultati non sono mancati.

La pioggia e le temperature hanno consigliato gli organizzatori di modificare in corso d’opera la schedule, posticipando l’avvio delle ostilità alle 11.00 AM locali e conglobando l’effort in un’unica sessione fino praticamente al tramonto, per permettere ai 27 piloti presenti di saggiare la pista e prendere confidenza con il nuovo aeroscreen in condizioni simili alla gara.

Il tracciato si è via via asciugato, permettendo di abbandonare le gomme wet ed ottenere prestazioni di qualità. Alla fine è stato Will Power, già polesitter qui nel primo outing ufficiale lo scorso anno, a primeggiare col tempo di 1.46.7603, non lontano, grazie anche al permesso di sfruttare al massimo l’uscita dall’ultima curva, dalla migliore prestazione assoluta nonostante il nuovo sistema di protezione del pilota.

In generale il team Penske si è dimostrato il più pronto, con tutti e quattro i suoi piloti tra i primi sei ed il neozelandese Scott McLaughlin ad impressionare ancora, a parte un paio di stop dovuti forse all’inesperienza con i tanti sistemi elettronici delle DW12, con la terza prestazione assoluta, a mezzo secondo dal caposquadra e a tre decimi da Alexander Rossi, P2.

L’alfiere del team Andretti è stato protagonista di un cambio di “pelle” al volo tra martedì e mercoledì (costato al team cinque ore di lavoro) per poter presentare entrambe le livree che sfoggerà la #27 durante la stagione.

Più complicato invece dal punto di vista tecnico il transfer dell’assetto di guida per le due vetture che hanno ospitato altrettanti diversi driver, vale a dire la #14 del team Foyt di Sebastien Bourdais e Dalton Kellett – sotto gli occhi del grande vecchio il quale, fisso al muretto box, ha potuto apprezzare le evoluzioni della monoposto, tornata alla livrea classica nera e rossa del team – e la #31 del team Carlin per Felipe Nasr e Sergio Sette Camara.

I due rookie, ancorchè non sia ancora stato definito nulla di ufficiale, sembrano destinati a dividere la vettura durante la stagione, permettendo così di continuare la striscia che vede un pilota brasiliano – stante il programma parziale di Tony Kanaan, terzo attore della #14 del Team Foyt, al COTA in veste di commentatore – essere sempre presente ad una gara IndyCar dal lontano 1998.

Tra i rookie, ottima prestazione anche per il campione Indy Lights Oliver Askew, settimo con la migliore delle monoposto dell’Arrow McLaren SP, e per Alex Palou, P9 con la seconda vettura di Dale Coyne, ribattezzata col numero 55 in onore del comproprietario della entry, il Team Goh (cinque in giapponese).

In totale sono stati 1480 i giri percorsi, nonostante le tante interruzioni dovute a problem tecnici ed uscite di strada che hanno comportato altrettante interruzioni, nessuna con conseguenze di rilievo per piloti e vetture, sempre gestite al meglio agli uomini dell’AMR.

Infine, l’aeroscreen, croce e delizia dei commentatori da tastiera, non ha dato particolari problemi a nessuno, a parte forse una performance fin troppo efficace dei sistemi di raffreddamento lamentata da alcuni piloti a causa delle impreviste condizioni meteo; condizioni che saranno assai diverse nel season opener di St.Petersburg, in programma fra un mese esatto.

Piero Lonardo

I risultati dell’open test – Day 2


Stop&Go Communcation

Il team Penske inizia in gran spolvero: tra i tanti rookies, impressiona ancora McLaughlin, P3

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/02/Pow_COTA-1024x682.jpeg IndyCar – Power al top nei test del COTA