Simon Pagenaud concede il bis nell’IndyCar iRacing Challenge. La serie virtuale giunta al quarto appuntamento, a sorpresa (la pista è stata estratta a sorteggio) ha fatto tappa sull’ovale di Motegi, sede dell’unica vittoria di sempre di un’esponente del gentil sesso in una serie top di monoposto grazie a Danica Patrick nel 2008.

La gara ancora una volta vedeva una notevole partecipazione , con 33 concorrenti iscritti. A rinfoltire le fila dei full-season driver, Helio Castroneves, Takuma Sato, Rinus Veekay – runner-up nell’Indy Lights reale lo scorso anno, al debutto (anche virtuale) nella serie maggiore – e anche qui un rappresentante della NASCAR: dopo Jimmie Johnson e Dale Earnhardt Jr è stata la volta di Kyle Busch.

Pole position per Robert Wickens, che scattava bene dalla prima piazzola davanti a Will Power, Jack Harvey, Oliver Askew e Scott McLaughlin. Il polesitter di St.Petersburg 2018 veniva però presto risucchiato da Harvey ed Askew, ma poco dopo volava Tony Kanaan, ottimo sesto in qualifica, e quindi era la volta di Max Chliton, “aiutato” da Santino Ferrucci, infine un crash a tre con protagonisti tre vecchie volpi del calibro di Castroneves, Sato, Bourdais ed è subito caution.

Nel frattempo la corsa aveva già perso James Hinchcliffe afflitto, per la seconda volta su quattro gare, da noie tecniche alla sua postazione.

Al restart Harvey non perdeva tempo e passava al comando su Power e su Scott Dixon, il quale aveva già guadagnato quattro posizioni, ma Power rompeva presto gli indugi balzando in testa sul pilota britannico dell’MSR, imitato poco dopo da Dixon, McLaughlin e Simon Pagenaud, autore come in Michigan di una partenza prudente.

Tutto il quartetto ritardava per quanto possibile la prima delle due soste ai box previste per i 113 giri di gara e dopo le soste, al giro 56, il campione delle V8 Supercars si ritrovava alle spalle di Power, ma Dixon non ci stava e iniziava la caccia ai due battistrada.

L’inseguimento si completava a due terzi di gara, al lap 75, ma la successiva sosta vedeva le posizioni nuovamente ribaltate con Power di nuovo davanti a Pagenaud, McLaughlin e Dixon. In testa alla gara però c’era l’altra Penske di Josef Newgarden, che aveva in mente l’azzardo del teammate della settimana precedente.

Purtroppo per il campione in carica, il vantaggio di circa 17” non era abbastanza per garantire un pitstop in sicurezza, e doveva cedere a 14 giri dalla fine. Frattanto, show in pitlane per Veekay, giratosi come tanti colleghi sabato scorso in entrata box dopo una buona prestazione alle spalle proprio di Newgarden.

La gara si decideva al lap 103, allorquando l’inseguimento di McLaughlin, che nel frattempo aveva disposto di Pagenaud, a Power sembra avviarsi a compimento. I duellanti passavano threewide insieme ad Oliver Askew, che però si allargava quel tanto a toccare Power. McLaughlin dietro inchiodava e andava a muro.

Con l’ala anteriore danneggiata Power cercava di contenere Pagenaud, divenuto ora l’inseguitore principale; i due si sorpassavano un paio di volte e si toccavano anche, ma alla fine il francese passava. Nelle ultime tornate il vincitore dell’ultima Indy 500 doveva vedersela con Dixon, che però non riuscciva ad avere la meglio e – complice anche la “guardia” attenta di Castroneves – terminava secondo davanti a Power.

Curiosamente, Dixon, che a differenza del battistrada non ha praticamente esperienza nelle gare virtuali, poco dopo la bandiera a scacchi tamponerà il vincitore, coinvolgendo anche la vettura di “Spider-man”.

Completano la top ten Marcus Ericsson, Robert Wickens, Jack Harvey, Sage Karam, Zach Veach, Santino Ferrucci e Graham Rahal.

L’iRacing IndyCar Challenge proseguirà sabato prossimo 25 aprile al Circuit of the Americas, in attesa del gran finale del 2 maggio su una “Dream track” scelta al di fuori delle abituali piste IndyCar.

Frattanto la serie “vera” pensa a come far fronte alle esigenze dettate dal Coronavirus. Lo start è previsto per il 6 giugno prossimo presso il  Texas Speedway, ma l’obiettivo è ovviamente Indianapolis, con il Grand Prix del 4 luglio e la 500 Miglia del 23 agosto. Il grande capo Roger Penske ha reso noto di non volere correre a porte chiuse: speriamo che vi siano le condizioni per permettere l’accesso in sicurezza al pubblico e agli addetti ai lavori.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

McLaughlin e Power sfiorano la tripletta Penske, ma dietro al francese c’è Dixon

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/04/Mote-1024x576.jpg IndyCar – Pagenaud fa doppietta virtuale a Motegi