Scott Dixon conquista la sua 48ma vittoria di sempre nell’IndyCar Series bissando oggi nel Grand Prix of Indianapolis, secondo appuntamento della martoriata schedule 2020, il successo del Texas.

La gara dell’infield più famoso del pianeta è stata sin dal suo varo nel 2014 appannaggio assoluto del Team Penske con sei vittorie in altrettante edizioni; il pentacampione IndyCar era arrivato per ben tre volte secondo prima di riuscire ad ottenere questo successo.

Successo annunciato dalle premesse della mezz’ora di warm-up mattutino, dove Dixon ha riportato la miglior prestazione davanti a Josef Newgarden e Ryan Hunter-Reay, ma che era assolutamente impensabile nei termini della sua dominanza, pensando alla settima piazzola di partenza su di un tracciato, apparentemente non particolarmente impegnativo, che di solito regala un discreto vantaggio al polesitter.

La chiave di volta della gara è stata l’unica neutralizzazione, regalata da Oliver Askew, a muro al giro 37 degli 80 previsti. Will Power, che fino a quel momento aveva dominato la gara, era costretto ad effettuare la sua seconda sosta in regime di neutralizzazione, lasciando davanti Graham Rahal, fino a quel momento stabilmente nella top three, e Spencer Pigot.

Dixon, terzo dopo la green flag, imponeva un ritmo feroce che gli permetteva di andare a riprendere le due vetture dell’RLL, e alla fine del terzo e definitivo giro di pit poteva gestire un gap di tutta tranquillità sul nativo dell’Ohio, finalmente in palla dopo un annata 2019 non particolarmente foriera di soddisfazioni.

Con il campione in carica Newgarden pure coinvolto nella fallimentare – per una volta – strategia Penske, e Power ulteriormente rallentato da una terza sosta che ha fatto ricordare i vecchi tempi dell’australiano, l’onore del “Captain” è stato salvato da Simon Pagenaud che, partito dalla 20ma piazzola, ha regalato una rimonta epocale che lo ha portato a pochi decimi da una spettacolare seconda piazza, che Rahal, terminato a 20” dal vincitore, è stato bravo a mantenere.

La top five si completa con Colton Herta, autore di una gara attenta, senza sbavature, e Rinus VeeKay, protagonista della seconda rimonta di rilievo della giornata, dalla 18ma piazzola di partenza. Il veloce olandese ha sicuramente fatto dimenticare al team di Ed Carpenter la disastrosa prestazione in Texas.

A seguire Marcus Ericsson, Josef Newgarden, Pato O’Ward, Santino Ferrucci, Takuma Sato, James Hinchcliffe, undicesimo dopo una gara di sostanza davanti al sempre più convincente Conor Daly, nuovamente sullo “Squalo” dell’USAF dell’ECR.

Delusione per Harvey, alla fine solo 17mo, penalizzato da problemi di misfire che hanno colpito anche il motore Honda di Spencer Pigot, a lungo tra i primissimi, e classificatosi 24mo dopo il ritiro a 2 giri dalla bandiera a scacchi. Bandiera che non ha nemmeno visto Alexander Rossi, secondo ritiro in altrettante gare, bloccato nella corsia box pure da problemi di motore.

La serie ritornerà già la settimana prossima con il doubleheader a Road America, e per la prima volta in stagione, dovremmo assistere – salvo diverse determinazioni dell’ultimo momento ai protocolli COVID, che priveranno la star NASCAR Jimmie Johnson del previsto test col Team Ganassi – ad una gara in presenza di pubblico.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Pagenaud a podio dalla 20ma piazzola salva l’onore del team Penske

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/07/DixIMS-1024x682.jpg IndyCar – Indy GP, Gara: Dixon concede il bis