Mai l’ultima fila è contata più della prima in una gara automobilistica. Oggi invece ad Indianapolis si è assistito esattamente a questo, con l’attenzione del pubblico e dei media quasi totalmente focalizzata sull’assegnazione dei tre ultimi posti in griglia per la 103ma Indy 500 e i potenziali migliori relegati in secondo piano.

Sei i piloti in lizza per tre posti. Tra loro un due volte campione del mondo di F1, un ex-polesitter sopravvissuto ad uno spaventoso incidente e un rookie. Tutti salvo uno peraltro, in qualche modo penalizzati da disavventure occorse nelle libere o nella prima giornata di qualifiche. Quattro vetture su sei ricostruite o riconvertite da specifiche stradali. Mai plateau poteva essere più eterogeneo.

Alla mattina il cielo è grigio come da previsioni. In cinque escono per provare gli assetti, manca solo il bicampione del mondo di F1, vincitore a Le Mans e a Daytona, che corre per un team che ha conquistato per tre volte la 500 Miglia, oltre a dodici mondiali piloti e otto campionati costruttori in F1, ma che per il rientro si è affidato alla partnership tecnica col team Carlin, che ha la qualifica di due delle sue tre macchine iscritte in prima persona appese a un filo.

Non c’è tempo per provare gli ammortizzatori speciali forniti nella serata di ieri dai vecchi amici dell’Andretti Autosport (si vocifera anche di aiuti negli assetti da parte di Penske), perché, sempre come previsto, arriva la pioggia e la pista si ferma per oltre 4 ore.

A pista asciutta bisogna fare tutto in fretta e James Hinchcliffe, quello sopravvissuto per miracolo nel 2015 e escluso lo scorso anno, piazza una buona media, superiore alle 227 miglia orarie. con la T-car. Segue Max Chilton, che invece fa fatica come per tutta la settimana, con una vettura, quella buona per lui, stranamente poco performante.

Poi è la volta di Fernando Alonso, che fa un mezzo miracolo ponendosi alle spalle del Sindaco, che però nel tentativo seguente viene eclissato da Sage Karam che si piazza davanti a tutti. Chilton, quarto all’arrivo lo scorso anno, è out, l’asturiano invece “on the bubble”. Pato O’Ward non ce la fa con il muletto di Chilton, e il suo debutto è posticipato ad almeno il 2020.

Tocca infine a Kyle Kaiser, quello che ha schiantato la macchina tutta bianca per assenza di sponsor e che ieri si è presentato con una monoposto nuova, questa volta con i colori del team Juncos, e inizia a girare più o meno nei tempi di Alonso, ma qualche decimo meglio. Bisogna a vedere se reggerà il ritmo, e al termine dei quattro giri previsti compie il miracolo, buttando fuori dalla griglia di partenza il due volte campione del mondo di F1, vincitore di Le Mans e Daytona, per 0.019 miglia orarie, al cambio pochi decimillesimi di secondo. Poi ci si chiede perché la chiamano “Greatest spectacle in racing”!

 

Ah immediatamente dopo c’è tempo anche per la Fast Nine, che invece deve “solamente” assegnare la pole position e le prime tre file della griglia nel Memorial Day. A sorpresa è Simon Pagenaud ad aggiudicarsi la pole position, alla media di 229.992 mph, regalando la 18ma partenza al palo ad Indianapolis al team Penske e superando tutta la pattuglia dell’Ed Carpenter Racing, capeggiata dal team owner, cui seguono in griglia Spencer Pigot, il migliore di ieri, e Ed Jones con la entry condivisa con Scuderia Corsa.

 

A seguire Colton Herta, rookie sempre più imprevedibile e migliore delle Honda, Will Power, ancora una volta a bocca asciutta nelle qualifiche della Indy 500, Sebastien Bourdais, Josef Newgarden e Alexander Rossi.

Lunedì le monoposto più veloci del pianeta torneranno in pista per una sessione di libere a motori nuovamente “sgonfiati” dei 50 HP extra prima del Carburation Day di venerdì 24 maggio e dello start della Indy 500 alle 12.45 PM locali di domenica 26.

Piero Lonardo 

La griglia di partenza della 103ma Indy 500


Stop&Go Communcation

Non bastano gli aiuti a McLaren da parte di Penske e Andretti. Dentro anche Karam e Hinchcliffe

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/05/05-19-Kyle-Kaiser-on-track.jpg IndyCar – Indy 500, Pole Day: Kaiser butta fuori Alonso. Pole per Pagenaud