Simon Pagenaud continua a migliorarsi in quello che, almeno sino a questo momento, sembra IL SUO mese di maggio, primeggiando anche nelle ultime libere prima del Carb Day di questa 103ma indy 500.

Il francese, dopo la vittoria di due sabati fa nel Grand Prix e la pole position conquistata ieri, in mezzo alle tradizionali foto commemorative, ha ribadito il proprio momento di grazia segnando la miglior media anche a motori depotenziati con 228.441 mph davanti al compagno di squadra e leader provvisorio dell’IndyCar Series, Josef Newgarden.

Stupisce ma non più di tanto la terza posizione di James Hinchcliffe, tornato al top dopo le vicissitudini di queste due giornate, mentre il compagno di squadra Marcus Ericsson, che al contrario del Sindaco ha comodamente guadagnato la 13ma piazzola già durante la prima tornata di qualifiche, è stato protagonista dell’unico inconveniente della giornata, con una “lisciata” a muro in curva 3.

Completano la top five Scott Dixon ed Alexander Rossi, con Charlie Kimball, unico sopravvissuto del disastro Carlin, immediatamente dietro.

E proprio del disastro Carlin, ma soprattutto di McLaren, di cui il team inglese era partner tecnico, sono affiorate oggi una serie di ammissioni che hanno dell’incredibile, emerse per bocca dello stesso CEO McLaren.

Fernando Alonso, ricordiamo escluso dai mitici 33 insieme a Max Chilton e Pato O’Ward, ha espresso volontà negativa riguardo l’acquisizione – a suon di dollari – di un eventuale posto in griglia nei confronti di Zak Brown, ma che dire del fatto che la vettura di riserva sia stata resa disponibile praticamente due giorni dopo il crash in prova dell’asturiano solo perché non era stata dipinta della giusta tonalità di “Papaya orange”?

E che dire ancora del fatto che le ultime prove di domenica prima del diluvio siano state compiute con la vettura che non aveva una corretta altezza da terra perché le specifiche fornite da Penske e Andretti, le squadre accorse in aiuto del team di Woking, erano state “tradotte” in pollici e non in centimetri ?

Si termina – volendosi limitare beninteso solo agli errori più eclatanti – con un’errata configurazione dei rapporti del cambio, che avrebbe impedito ad una vettura capace di oltre 229 mph (cioè da prime file) di arrancare di poco al di sopra delle 227 miglia orarie nel momento della verità.

Alonso in questo non ha alcuna colpa, se non quella di essersi fidato dell’unico package tecnico disponibile dopo il gran rifiuto Honda, che in un giorno peraltro si è presa la rivincita di tre anni di amarezze e commenti al vetriolo in F1.

Non sappiamo se il due volte campione del mondo di F1 vorrà ritentare il prossimo anno l’assalto alla Triple Crown, ma il futuro di McLaren a Indianapolis e nella serie dovrà certamente tenere conto di questi errori per ripartire al meglio, magari insieme ad SPM, come dicono tante voci del paddock.

Ora le attività in pista della Indy 500 si fermano sino a venerdì, il cosiddetto Carb Day, dove le monoposto più veloci del pianeta scenderanno in pista per le ultime libere prima della gara di domenica 26 maggio.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 8


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Sorprende Hinchcliffe terzo, mentre vengono a galla gli errori McLaren

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/05/Firstrow.jpg IndyCar – Indy 500, Libere 8: Pagenaud anche oggi il più veloce