Quale serie dell’attuale motorsport permette ad un pilota di rimontare tutto lo schieramento dopo una partenza disastrosa e di vincere (in volata) su un altro pilota partito dalla 17ma piazzola dello schieramento? La risposta è semplice: L’IndyCar Series, aiutata dall’ovale corto di Gateway con Takuma Sato che si aggiudica qui sotto la luce dei riflettori la sua quinta gara nella serie su Ed Carpenter.

La gara era iniziata male per il vincitore della Indy 500 2017, nonostante la quinta piazzola in griglia, Sato si era infatti trovato ancora una volta in mezzo alla bagarre, toccandosi anche leggermente con l’ex teammate Ryan Hunter-Reay.

Davanti a tutti alla prima curva ancora il polesitter Josef Newgarden, reduce però da problemi di motore nelle ultime libere di ieri sera, tali da consigliare il team Penske ad un cambio dell’unità nel finale della sessione, senza però poterne provare l’efficienza. Anche Alexander Rossi peraltro non partiva tranquillo, dopo la sostituzione del cambio a pochi minuti dall’entrata in griglia, ma dietro il campione 2017 c’erano Sebastien Bourdais, Will Power e Santino Ferrucci a farsi largo.

Dopo un innocuo testacoda di Marcus Ericsson era proprio l’australiano, nel frattempo avanzato insieme a Ferrucci sul tetracampione ChampCar, a provocare il primo colpo di scena, uscendo largo da curva 4 a gomme fredde e andando a muro.

Della neutralizzazione ne approfittava James Hinchcliffe, che a parità di soste emergeva davanti a tutti. Durante questa Full Course Yellow anche Scott Dixon era costretto a fermarsi ai box per problemi di motore. Sato in questo momento era ultimo.

Dal successivo restart, nemmeno ad un terzo di gara, iniziava lo show di Ferrucci, che andava a prendersi la testa della corsa sul “Sindaco”, sul quale iniziava a macinare un cuscino di sicurezza che sarebbe arrivato ad oltre 7”, a riprova dello stato di grazia del rookie del Connecticut.

Al lap 122 era ancora una volta Ericsson a movimentare la gara, lisciando il muro, permettendo a Sato, con la conseguente Full Course Yellow, di recuperare il giro di svantaggio dai primi, mentre davanti si è creata una inaspettata accoppiata del Dale Coyne Racing con Bourdais alle spalle del giovane compagno di squadra. Una nuova uscita della safety car per il contatto terminale per Spencer Pigot dopo una lotta al coltello con Charlie Kimball manteneva lo status quo ancora per diverse tornate, ma al restart Rossi decideva che era il momento di agire e si impossessava della terza piazza.

Ma la gara si decideva alla successiva sosta, dove il Dale Coyne Racing combinava un pasticcio con la macchina di Ferrucci, al contrario del box Penske, che invece aiutava il capoclassifica a riprendersi il terreno perduto su Rossi e Hinchcliffe. Purtroppo per il team di Piainfield, anche Bourdais non riusciva a capitalizzare, terminando a muro con le gomme fredde, chiudendo la porta ad un ipotetica doppietta, ma soprattutto lasciando davanti un inaspettato trio di vecchie volpi quali Sato, Kanaan e Carpenter.

I tre, grazie alla strategia sfalsata, potevano anche approfittare di un rabbocco extra senza perdere il giro dei primi, così da permettere loro di terminare tranquillamente i 248 giri in programma senza ulteriori soste. Tim Cindric dal box Penske richiamava astutamente Newgarden, mentre dal muretto Andretti inspiegabilmente non si pensava di copiare la strategia per Rossi.

Nell’ultimo restart, a 43 giri dalla bandiera a scacchi, il trio di testa manteneva facilmente il vantaggio, mentre Ferrucci, dopo aver disposto faticosamente di Newgarden, nelle ultime tornate iniziava un forcing che lo portava fino alle spalle di Kanaan, che nel frattempo aveva dovuto cedere la piazza d’onore a Carpenter.

L’unico owner/driver della serie cercava in tutti i modi di avvicinarsi a Sato, ma il giapponese manteneva anche in volata un distacco di soli 39 millesimi che vale un pieno riscatto dopo le polemiche di Pocono. Gli ultimi fuochi riguardano Newgarden, che si girava all’ultima curva nel tentativo di rientrare su Ferrucci, il quale lo chiudeva senza deferenza.

Il capolista avrà parole di fuoco per il rookie nell’immediato dopo gara, che lo vede solamente P7 dietro un Simon Pagenaud sempre ben concentrato sull’obiettivo finale, e a Conor Daly, altro mattatore della serata. Partito dalla 18ma piazzola, il sostituto del team Carlin, reduce da una splendida sessione di libere finali, ha lottato con le unghie e i denti fino ad attivare ai margini della top five.

In classifica generale, è proprio Pagenaud che diventa ora la maggiore insidia per Newgarden, a -38 contro le 46 lunghezze di Rossi, che alla fine si classificava 13mo dopo un ultimo splash. Dixon, rientrato in pista intorno a metà gara, a due gare dalla fine mantiene ancora qualche speranza, anche grazie al punteggio doppio di Laguna Seca, a quota -70. Prima del season finale, la serie tornerà la settimana prossima a Portland.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Ferrucci eroe del giorno, termina in P4. Newgarden e Rossi sprecano. Dixon out

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/08/Finish.jpeg IndyCar – Gateway, Gara: Sato, all’inferno e ritorno