Takuma Sato si aggiudica l’Honda Indy Grand Prix of Alabama, terza tappa dell’IndyCar Series 2019. Il giapponesino, alla quarta vittoria di sempre nel suo decimo anno nella serie, ha dimostrato che la vecchia guardia ha ancora ben diritto di giocarsela insieme ai giovani leoni, così come i team di seconda fascia – sempre se il Rahal Letterman Lanigan può essere definito tale.

Il podio di Barber Park si completa con altri due “vecchietti terribili”, Scott Dixon e Sebastien Bourdais (nove titoli in due), che hanno dato spettacolo sino all’ultima goccia di etanolo, contenendo quel Josef Newgarden vincitore qui per ben tre volte.

La gara ha avuto uno sviluppo abbastanza semplice. Al via, con meteo favorevole dopo le piogge della nottata, Dixon attacca Graham Rahal per la seconda posizione mentre Sato inizia solitario dalla pole la sua cavalcata. Da dietro irrompe Ed Jones, che ha anticipato lo start per non tamponare Tony Kanaan, e si ritrova addirittura quarto, ma la direzione gara lo richiama immediatamente ai box per scontare il sacrosanto drive through. Buona anche la partenza di Alexander Rossi, che guadagna tre posizioni transitando quinto dietro James Hinchcliffe e davanti a Sebastien Bourdais e Spencer Pigot.

Presto Marcus Ericsson e Josef Newgarden, che occupavano posizioni di rincalzo dopo le non convincenti qualifiche, optavano per anticipare la prima sosta, imitati da altri protagonisti quali Felix Rosenqvist, Will Power e Colton Herta. Il motore Honda di quest’ultimo però da subito segni di misfire, ed il vincitore del COTA precipita a fondo classifica.

Il primo pit potrebbe essere disastroso per l’accoppiata dell’RLL, con i meccanici di Sato a pasticciare con la posteriore sinistra e Rahal con problemi nel mettere a terra la macchina, ma il giapponese riesce comunque a transitare davanti a Dixon dopo la prima sosta del campione in carica, mentre il figlio del grande Bobby perde il contatto dalla vetta.

Appare chiaro che un ristretto manipolo di piloti cercherà la strategia a due soste: Bourdais, Spencer Pigot, a lungo il migliore degli Chevy, e Jack Harvey. Frattanto Will Power in un weekend “no” compie un perfetto 360 in curva 5, forse complice una foratura lenta, ed esce dalla top ten, così come Harvey, che dal canto suo incappa in una penalità per speeding in pitlane.

Ormai siamo alla metà gara e anche il secondo giro di pit vede Sato primeggiare. La svolta della gara al lap 57, allorquando uno spento (in tutti i sensi) Rahal si ferma lungo il circuito col motore ko e contemporaneamente Max Chilton finisce nelle barriere a protezione di curva 13 nella lotta con Kanaan.

Nell’inevitabile Full Course Yellow tutti si precipitano al box, vanificando in parte gli sforzi di cha aveva rischiato (a ragione) sulle due soste. Specie Pigot, che deve ripetere il passaggio per unsafe release e deve rimandare i proprio sogni di successo.

Il restart a 25 giri dalla fine (prorogato ad hoc dalla direzione gara per evitare un ulteriore splash), non è un problema per Sato, “ben coperto” dal doppiato Leist, coi primi tre che mantengono le posizioni. Da dietro invece Newgarden, corroborato dall’ultimo treno di “red”, si fa largo dalla P8 e si sbarazza in un giro di Hunter-Reay, Ericsson ed Hinchcliffe.

Rossi viene agguantato a 4 tornate dalla fine, proprio mentre Sato va largo in curva 5, ma a differenza di quanto avvenuto nelle libere-1, il giapponese riesce a tenerla per portare a casa la vittoria. L’inseguimento di Bourdais a Dixon termina a vantaggio dell’alfiere del Team Ganassi, nonostante un treno di red e i tanti secondi di push-to-pass risparmiati nei primi due terzi di gara dal francese.

Completano la top ten dietro Rossi: Hinchcliffe, Ericsson, Hunter-Reay, Pagenaud e Rosenqvist. Menzione d’onore ancora una volta per Patricio O’Ward, che nonostante qualche problema al propulsore ha dato battaglia con la veemenza e la maestria di un veterano, e per Santino Ferrucci, un altro giovanissimo che non teme niente e nessuno, che gli termina davanti al 15mo posto.

In classifica generale, Newgarden conduce ora con 125 punti contro i 98 di Dixon. Con la vittoria odierna salta addirittura in terza posizione Sato con 91, a precedere Rossi (84), Herta (81) e Bourdais (72).

Prossimo appuntamento con l’IndyCar Series già la settimana prossima a Long Beach.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Strategia ancora una volta determinante per Bourdais, P3 subito dietro Dixon

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/04/Satowin-1024x683.jpg IndyCar – Barber, Gara: Sato sconfigge i grossi calibri