I test di fine agosto a Varano de’Melegari sono l’occasione giusta per parlare serenamente con Federico Rossi, del suo presente, del suo passato e del suo futuro. Quella che segue è l’intervista integrale che ne è scaturita dopo il difficile weekend di Magny Cours.

Federico, manca un solo appuntamento per concludere la stagione nel Campionato Svizzero di F. Renault 2000 che ti ha visto indiscusso protagonista. Il 30 settembre al Salzburgring, in Austria, ti giocherai tutto per vincere questo titolo. Ma come mai la scelta di disputare questo trofeo?

"Dopo il primo approccio ed il debutto in monoposto nella F. Renault 1600, ero alla ricerca di un impegno in una categoria seria, professionale, di alto profilo propedeutico, con una monoposto competitiva, affidabile, con una potenza adeguata e capace di formare le doti di guida di un pilota, alle prese con differenti regolazioni di assetto e di aerodinamica. Una "monoposto palestra" che fosse un buon punto di partenza al professionismo delle corse, l’inizio di un percorso di crescita concreto, con traguardi ambiziosi. Non potevo che scegliere una stagione in F. Renault 2000: telai in fibra di carbonio della Tatuus, motorizzati con il 2 Litri della Régie transalpina. Un Campionato monomarca, formativo, con un Regolamento Sportivo e Tecnico chiaro ed applicato correttamente, con prestazioni delle monoposto livellate ed equilibrate tra i vari Team preparatori, con la possibilità, quindi, per un pilota capace, di mettersi in mostra e di emergere, assecondato, inoltre, da un buon ritorno mediatico. Sono ormai diversi i piloti in Formula 1 che si sono formati proprio in questa formula cadetta, da Massa a Raikonnen, da Kubica ad Hamilton, e tanti altri. Al Campionato Italiano, trofeo blasonato ed in cui competono i migliori talenti internazionali, ho preferito quello Svizzero, perché a parità di livello agonistico (quest’anno si contano più di 30 partecipanti), richiede un investimento economico decisamente inferiore, garantendo comunque un calendario strutturato su piste di rinomata importanza europea e la medesima serietà garantita dall’organizzazione Renault".

Ed hai scelto il Team CO2 Motorsport per affrontare questa serie …

"Non c’era tanto da pensarci sopra. Nel Campionato Svizzero è la miglior squadra, è LA squadra di riferimento. D’altronde lo ha ampiamente dimostrato. Nel 2005 ha concluso, al debutto nel trofeo, al 3° posto in classifica di Campionato con Fabio Mena. L’anno scorso è arrivata 2° con il debuttante Benjamin Salvatore, proveniente direttamente dal kart. E quest’anno, dopo aver schierato ben quattro monoposto, è stata capace di portare sul podio tutti i propri piloti, ed assicurandone la vittoria a tre di essi. La squadra lavora molto bene, è ben organizzata. Si fa un ottimo lavoro con gli ingegneri e con i dati della telemetria. Mi piace molto il fatto che, nel team, meccanici ed ingegneri ascoltino sempre il parere del pilota e che insieme si prendano poi le decisioni che contano, sul set-up della macchina e sulle strategie di gara. Sono cose gratificanti, che ti fanno sentire importante e ti danno gli stimoli giusti a dare il meglio. E poi, a livello di immagine e di comunicazione è al top, cosa da non sottovalutare per il proprio ritorno mediatico".

Ad una gara dal termine 16 punti ti separano dal leader del Campionato, il ceco Adam Kout. Come siamo arrivati a questo?

"Il potenziale per vincere c’era fin dalla prima gara, a Dijion, nella quale ho anche conquistato la Pole position per gara 2. Ma un po’ per sfortuna (che comunque una persona si crea) ed in parte per errori miei, abbiamo rimandato il colpo all’evento successivo, quello di Hockenheim, dove ho vinto la seconda corsa in programma. Un’altra vittoria l’ho ottenuta a Varano de’Melegari. In quella gara è stato poi fantastico: io, Mihaescu e Spilthooren, i miei compagni di scuderia, abbiamo occupato l’intero podio… Fortuna che Faccin era impegnato nella gara dell’Italiano, altrimenti non avremmo avuto spazio dove metterlo … Comunque fino ad oggi in questa stagione ho ottenuto 5 pole position, 2 vittorie e 3 podi. Se devo farmi un esame di coscienza, mi addebito due gare "no", nelle quali ho buttato via risultati che adesso avrebbero potuto rivelarsi preziosi. Manca una gara, i punti di distacco sono quello che sono, ma lavorando bene ce la possiamo giocare. Io parto convinto di vincere! Se dovessi andare col presupposto che è dura, che non ce la farò, beh, sarebbe inutile andare".

Il futuro di Federico Rossi? Da vincitore, o non, del Campionato?

"Il futuro, come il passato e come il presente viene deciso insieme a mio zio: Vincenzo Sospiri. Sono un suo "osservato speciale" e sapevo fin dall’inizio che dall’esito di questa stagione sarebbero dipese molte cose. Insieme volevamo renderci realmente conto delle mie potenzialità. Io ritengo, bene o male, di essermi comportato bene quest’anno. Comunque dovesse andare, sono certo di classificarmi entro i primi tre del Campionato. A grandi linee, comunque, prevediamo certamente un test con la Formula Master, nell’ipotesi di valutarne la fattibilità ad un mio impegno nella categoria per la stagione prossima".

Ma come si è avvicinato alle corse Federico Rossi?

"Mio papà e mio zio correvano. Sono nato in una famiglia di piloti. Mi sarebbe piaciuto dedicarmi al motocross. Ma fino ad una certa età non avrei potuto partecipare ad alcuna competizione. Così mio papà mi regalò un go-kart. Da lì capii che il mio mondo sarebbe stato a 4 ruote e non 2. Iniziai a gareggiare in kart, avendo sempre avuto un forte potenziale. Avrei potuto concludere molto di più (si potevano vincere 2 titoli Italiani ed alcune gare Internazionali), ma per errori ed incomprensioni con il team, gettammo via diversi risultati".

Ti conosco da quando corri in monoposto: mi sembri maturato parecchio …

"Sì, sono maturato; quest’anno sono migliorato tantissimo. Ho imparato anche molto dalla vicinanza di Luca Filippi, protagonista in GP2. Quando mio zio, che è manager di Luca, ci ha presi per le orecchie e nel suo ufficio ci ha fatto una bella ramanzina, da ottobre a questa parte ho iniziato a fare una vita che nemmeno mai mi sarei immaginato. Sei giorni la settimana di palestra, alla sera a letto presto, la discoteca me la potevo sognare. Ho iniziato un programma serio di preparazione atletica che porto avanti in compagnia di Luca ed il mio allenatore Raffaelli. E’ cambiato il mio modo di vivere le gare: non porto più con me nessuno, nessun amico, nessun parente. Voglio rimanere concentrato per tutti il weekend. Voglio arrivare in circuito, spaccare il culo a tutti in pista e tornarmene a casa. Questo è il mio lavoro. Per me è cambiato tutto, sia a livello mentale che fisico. Per rimanere concentrato contano molto la preparazione atletica e le ore di sonno regolari. Conta molto arrivare in pista e sapere già cosa devi fare. Sei già pronto e concentrato".

La Formula 1, Federico …

"Sì, la mia ambizione è arrivare in F.1. Poi, in realtà, lì ce ne arriva 1 su 50. Penso però, una volta arrivato in GP2, di mettermi in luce e di potermi far notare da chi conta. Se vali, in qualche modo devi arrivare in alto!".

Se non ci fossero state le corse, chi sarebbe Federico Rossi?

"Se non fossi diventato un pilota, immagino che il mio futuro sarebbe stato sempre nell’ambito del motorsport. Studiare non mi piaceva molto. Altrimenti mi sarebbe interessato un coinvolgimento nella moda, lavorare in un negozio di abbigliamento, che so … magari avessi avuto 15 cm in più di altezza avrei fatto il fotomodello … ".

Chi vorresti ringraziare per il Federico Rossi che sei oggi?

"Ringrazierei innanzitutto mio papà a mio nonno, che mi hanno sempre seguito nei kart. Poi, in ordine cronologico, Achille Parilla. Sono stato suo pilota ufficiale. Devo ringraziarlo per avermi sempre dato dell’ottimo materiale. Grazie ai preziosissimi consiglio di mio zio Vincenzo Sospiri. Con lui abbiamo fatto sempre delle ottime scelte. Ed un grazie a tutto lo staff della CO2 Motorsport che non mi ha mai fatto mancare nulla. Ringrazierei innanzitutto mio papà e mio nonno, che mi hanno sempre seguito nei kart. Poi, in ordine cronologico, Achille Parilla. Sono stato suo pilota ufficiale. Devo ringraziarlo per avermi sempre dato dell’ottimo materiale. Grazie ai preziosissimi consiglio di mio zio Vincenzo Sospiri. Con lui abbiamo fatto sempre delle ottime scelte. Ed un grazie a tutto lo staff della CO2 Motorsport che non mi ha mai fatto mancare nulla".

Juri Weisz 

Nella foto, Federico Rossi (CO2 Motorsport)


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