Sul circuito del Bahrain dopo la 8 Ore di sabato si è svolto nella giornata di domenica il tradizionale rookie test dopo l’anno di stop a causa dell’introduzione della “Super-Season” ed il conseguente spostamento infra-anno del World Endurance Championship.

Come noto, la selezione ufficiale delle migliori promesse dell’endurance aveva premiato Nicky de Vries, Mikkel Jensen, Job van Uitert e Vincent Abril, tutti destinati a provare le quattro vetture vincitrici delle rispettive categorie nella scorsa stagione, cui si sono aggiunti diversi altri piloti selezionati dalle squadre.

Tra questi spiccavano i due test & reserve drive Toyota, Thomas Laurent, protagonista anche del rookie test 2017, e Kenta Yamashita. Alla fine è proprio il pilota dell’High Class Racing a spiccare il miglior tempo fra i giovani, con 1.44.075 ottenuto nel pomeriggio, dopo che al mattino un violento acquazzone aveva limitato le attività in pista. La migliore prestazione assoluta va comunque a Kamui Kobayashi con 1.43.264 sulla stessa vettura.

Buona prestazione anche per Louis Deletraz, che ha effettuato 48 giri complessivi sulla Rebellion insieme a Norman Nato, autore della migliore prestazione al mattino con 1.44.867.

Tra le LM P2, Mikkel Jensen si è alternato fra l’Alpine campione 2018-2019 e la Aurus del G-Drive, sua probabile destinazione 2020, ma la migliore prestazione è stata di Will Stevens con l’Oreca del Jackie Chan DC Racing che ha condiviso con l’enfant du pays Isa B.Alkhalifa ed il tempo di 1.46.855. Il Racing Team Nederland ha invece proposto la sua Oreca ad Harrison Newey e Charles Milesi.

Presente ai test anche un rookie non proprio di primo pelo, Jan Magnussen, che ha provato l’Oreca dell’High Class Racing in vista del suo ritorno a Le Mans su di un prototipo dal quarto posto assoluto del 2003. Il team battente bandiera danese, che ha alternato all’ex-bandiera Corvette anche Michael Markussen, ha provato le gomme Michelin in funzione del prossimo passaggio al fornitore francese. Ricordiamo che nella categoria, dove si confronta anche Goodyear, prossimo fornitore unico WEC, è permesso un solo cambio di fornitura per stagione.

Job van Uitert, attuale pilota G-Drive, ha saggiato per 39 giri totali la Porsche ufficiale in GTE-Pro che ha svettato nella lista dei tempi con Gianmaria Bruni ed li tempo di 1.56.730, mentre AF Corse ha dato spazio a Nicklas Nielsen sulle sue due 488 GTE Evo. In casa Aston Martin infine sono stati  Andrew Watson, Lasse Sorensen e Thomas Canning ad alternarsi sulle due Vantage GTE-Pro.

L’unica vettura iscritta in GTE-Am fra le 16 che hanno calcato la pista di Sakhir a calcare la pista è stata la Porsche vincitrice della gara di sabato, la #57, dove Maxwel Root ha capitanato col tempo di 2.00.982 un plotoncino formato, oltre che da Vincent Abril, anche da Marius Nakken e Philipp Sager.

E’ tutto per l’endurance mondiale 2019. Se ne riparlerà il 23-24 febbraio 2020 sul Circuit of The Americas per la Lone Star le Mans. Nell’attesa, spazio all’Asian Le Mans Series, di ritorno in Australia, a The Bend il 12 gennaio, ma soprattutto al WeatherTech SportsCar Championship, che inizierà le proprie attività dal 3 al 5 gennaio con i test collettivi di Daytona, la Roar Before the 24, preludio alla Rolex 24 del 25-26 gennaio.

Piero Lonardo

I risultati della morning session

I risultati della afternoon session


Stop&Go Communcation

Prima presa di contatto di Jan Magnussen sulla Oreca LM P2

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/12/5df608f051cc1.jpg WEC – Yamashita chiude l’annata col rookie test del Bahrain