Una vittoria definita a più voci storica, la prima forse di un nuovo capitolo del World Endurance Championship quella conquistata da Rebellion Racing e da Bruno Senna, Gustavo Menezes e Norman Nato con la R13-Gibson nella 4 Ore di Shanghai.

Dopo la pole position conquistata ieri, una partenza al rallentatore da parte del pilota francese sembrava aver rovinato tutto il piano costruito con pazienza non solo dal team svizzero ma anche dall’organizzazione della serie, che col sistema del Success Handicap ha penalizzato gradatamente le Toyota pigliatutto di quanto basta per permettere (finalmente) una lotta ad armi pari con le P1 private (chissà cosa starà pensando il buon Pescarolo…).

Per tutta la durata del primo stint sono state le Ginetta a motore turbo AER ad ereditare (e con merito) la leadership della gara, ma i prototipi inglesi sono letteralmente crollati nel secondo stint – in crisi di gomme, fattore determinante in questo insolitamente soleggiato pomeriggio cinese – quindi approcciati e poi superati dalla Toyota di Sebastien Buemi. La penalità assegnata in modo colpevolmente tardivo alle due GT60-LT-P1 e alla TS050-Hybrid #7, ree effettivamente di avere sorpassato la vettura in pole prima della linea di partenza ha poi tolto definitivamente dal podio le due Ginetta, che hanno comunque terminato quarta e quinta assoluta.

Il sorpasso che vale invece la vittoria di Rebellion, la prima in pista dopo quella a tavolino di Silverstone 2018, è avvenuta dopo circa 75’ di gara, dopodichè è stata una cavalcata fino alla bandiera a scacchi, senza alcun problema tecnico.

Buemi, Brendon Hartley, che qui festeggiava il suo 30 compleanno, e Kazuki Nakajima terminavano a 1’06”, e anche nella prossima gara i nuovi leader in solitario del campionato con 62 punti contro i 59 dei compagni di squadra Mike Conway, Josè Maria lopez e Kamui Kobayashi, oggi terzi, e i 43 dell’equipaggio Rebellion, si sa già che non potranno godere di sonni del tutto tranquilli. La penalizzazione tecnica, che qui era espressa ai massimi livelli (oltre 2″ al giro, pari spannometricamente al 40% in meno circa di potenza) per entrambe le Toyota, non potrà essere ridotta di molto, ma è altrettanto vero che graverà in modo maggiore sulla Rebellion oggi trionfatrice.

Alessandro Pier Guidi e James Calado proseguono frattanto il loro momento magico regalando la prima vittoria di sempre a Ferrari ed AF Corse in GTE-Pro sul suolo cinese. Allo start era abile Nicki Thiim ad approfittare della Porsche in pole di Kevin Estre, imitato dal gallese del Cavallino, che si appropriava così della terza piazza sull’altra Aston di Alex Lynn.

Nella consueta battaglia sul filo dei millesimi della categoria, due gli eventi salienti che hanno contribuito al successo dei recenti vincitori della Petit Le Mans. Il primo, l’uscita ai box al termine della prima sosta, con Calado capace di lasciare un innervosito Michael Christensen sulla riga rossa della pitlane grazie anche alla perizia e velocità di esecuzione da parte dei meccanici di Amato Ferrari. Il conseguente drive-through alla GT tedesca, già passata in pista da Calado, contribuiva a distanziare uno dei clienti più pericolosi del lotto.

La seconda, la foratura alla posteriore sinistra occorsa all’Aston Martin del leader Marco Sorensen, che lasciava Pier Guidi al comando sull’altra Aston. La Vantage #97 veniva però rimontata presto dalle due Porsche che completavano così il podio di categoria. In classifica, ora Christensen ed Estre conducono con soli 5 punti di vantaggio sui vincitori odierni e 6 sui compagni di squadra Gianmaria Bruni e Richard Lietz, oggi terzi. Peccato per l’altra 488 GTE Evo di Miguel Molina e Davide Rigon, che oggi non è mai riuscita ad emergere.

Prima vittoria assoluta anche per Goodyear nel WEC alla terza partecipazione grazie a Jota Sport e ai suoi portacolori Anthony Davidson, Antonio Felix Da Costa e Roberto Gonzalez. Le coperture statunitensi si sono rivelate per la prima volta determinanti e Davidson, partito dalla quinta piazzola, ha potuto rimontare abilmente sin dalle prime battute sino ad insidiare il leader provvisorio Will Stevens, pur’egli su Goodyear, subito davanti al via approfittando della confusione generata dallo start lento del battistrada assoluto.

Il campione WEC 2014 si installava cosi al comando dopo circa un’ora di gara e l’Oreca #37 non mollerà più di un centimetro sino al traguardo. Alle spalle dei battistrada la lotta per il podio vedeva la rimonta di United Autosports, penalizzata ad inizio gara da un inconveniente piuttosto raro: le pellicole del parabrezza che staccandosi si sono infilate nella presa d’aria del motore.

Alla fine Filipe Albuquerque, Phil Hanson e Paul di Resta arriveranno sino a 4” dall’altra Oreca del team di casa, il Jackie Chan DC Racing. Queste le uniche tre vetture della categoria a giri pieni. Il ritiro del Cool Racing, l’unico della gara, causato da problemi elettrici forse derivanti dal contatto con la Porsche Proton #78, permette alla Dallara del Cetilar Racing di terminare al settimo posto finale.

In classifica, i vincitori del Fuji del Racing Team Nederland, oggi quinti dopo le pessime qualifiche, mantengono due punti di vantaggio sull’equipaggio di Jota Sport. Più lontani, a -13 e -15 rispettivamente, i portacolori dell’Alpine e del Cool Racing.

L’Aston Martin si rifà infine in GTE-Am grazie alla rossa Vantage del TF Sport, che conquista la seconda vittoria di fila nonostante i 20 kg extra del Success Ballast. Al via era Egidio Perfetti ad uscire davanti alla prima curva, chiudendo in modo giudicato non regolare dalla direzione gara Paul Dalla Lana, incaricato dello start insieme a tutti gli altri gentlemen, stante la durata della gara ed li tempo minimo di 1h45’ di guida.

Il susseguente drive-through assegnato alla Porsche #56 del Project 1 lasciava al comando Salih Yoluc, nel frattempo risalito sino alla seconda piazza. Intorno alla metà gara ci provava il veterano Darren Turner, nel frattempo risalito sulla Vantage ufficiale dal fondo della classifica, a mischiare le carte in tavola, ma veniva presto superato da Johnny Adam, subentrato al pilota turco.

Nel frattempo era invece l’altra Porche del Project 1 ad infiammare la categoria, prima con Ben Keating, poi con Jeroen Bleekemolen ed infine con il debuttante Larry Ten Voorde, astro nascente della Carrera Cup, che alla fine si impossesserà della piazza d’onore sulla Aston ufficiale.

Lo splash finale gestito in scioltezza grazie all’ampio margine di vantaggio da Charlie Eastwood, autore dell’ultimo stint, servirà solo a ridurre il distacco dal secondo classificato a 16”. Prima delle Ferrari ancora una volta la #83 di AF Corse di Francois Perrodo, Manu Collard e Nicklas Nielsen, quarta, seppur penalizzata da ben 40 kg di zavorra.

La classifica di categoria prima della 8 Ore del Bahrain, di ritorno in calendario dopo lo stop imposto dalla scorsa “Super-Season”, in programma il 14 dicembre prossimo, vede il TF Sport condurre con tre soli punti di vantaggio sulla 488 dai colori bretoni, e di ben 14 su Keating e soci, terzi.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Shanghai


Stop&Go Communcation

Pier Guidi-Calado opportunisti, al top in GTE-Pro. Jota, primo successo Goodyear in LM P2. TF Sport, back-to-back in GTE-Am

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/11/Podium-1024x683.jpeg WEC – Shanghai, Gara: Rebellion, prima vittoria in pista