Un podio che sa di LM P1 per questa prima edizione della 24 Ore di Le Mans virtuale, appena conclusa sul tracciato della Sarthe riprodotto al computer nel weekend di quella vera, posticipata come noto per il Coronavirus.

50 vetture, divise fra LMP (tutte Oreca LMP2) e GTE, a propria volta suddivise fra Porsche, Aston Martin, Corvette e Ferrari. Alla guida 200 tra i migliori esponenti del motorsport e del sim racing e un’organizzazione faraonica per un evento che è stato coperto dalle televisioni di tutto il mondo.

Rebellion ha riportato la vittoria finale con Louis Deletraz, Raffaele Marciello e i due sim racer polacchi Nikodem Wisniewski e Kuba Brzezinski, in associazione con Williams Esport. Un successo che si è concretizzato nella notte, vicino alla metà gara, con un vantaggio che si è avvicinato al giro pieno prima di un drive-through per track limits e la seconda bandiera rossa, che ha bloccato per la seconda volta le posizioni nel corso della 20ma ora di gara.

Non è stato però un problema per Marciello e c. mantenere un vantaggio che alla fine ammonterà a 17”7 sulla concorrenza, rappresentata dalla vettura gemella contraddistinta dal #13 di Agustin Canapino, Jack Aitken, Michael Romanidis e Mack Gassner (quest’ultimo ingaggiato all’ultimo momento per sostituire un altro gamer che non dava sufficienti garanzie tecniche) e dalla ByKolles di Tom Dillmann, Esteban Guerrieri, Jernej Simončič e Jesper Pedersen.

Una penalità simile a quella del battistrada assegnata alla Rebellion di scorta ha riavvicinato i due contender, i quali hanno ingaggiato una furiosa battaglia nelle fasi finali che ha premiato alla fine il team austriaco, associato per l’occasione alla Burst Esport. Considerando il drive-through assassino che ne ha spezzato il ritmo iniziale dalla pole position e gli ulteriori problemi tecnici che hanno ributtato nel gruppone l’equipaggio della #4, un risultato gigantesco.

Completano la top five, pure loro in battaglia negli ultimi km, 2 Seas Motorsport di Oliver Rowland e Veloce Esports con i due assi Jean-Eric Vergne e Pierre Gasly.

Delusione per le due Toyota, che non hanno fatto meglio dell’undicesimo e del quattordicesimo posto, e per le superstar Fernando Alonso, Rubens Barrichello, Max Verstappen e Lando Norris. Entrambe le loro vetture sono state messe ko da problemi tecnici e riammesse in gara dopo il reset dei server (unico aspetto degno di revisione per uno spettacolo sostanzialmente perfetto), dopo che la macchina del Team Redline aveva accarezzato seriamente propositi di vittoria nel primo terzo di gara.

Tra le GTE, non c’è stata storia nei confronti della Porsche #93 di Nick Tandy – uno che Le Mans, quella vera l’ha già vinta – Ayhancan Güven, il polesitter Joshua Rogers e Tommy Østgaard, capaci di dare un giro a tutti. Sembrava profilarsi un dominio delle 911, con i tanti equipaggi ben assortiti fra piloti e sim racers, ma via via l’armata Porsche ha perso pezzi, ultima la #92 rallentata da problemi di connessione, e ne hanno approfittato in primis la Corvette dell’R8G della stella del DTM Dani Juncadella, di Mathias Beche, Erhan Jajovski e Risto Kappet.

Purtroppo per la compagine messa assieme da Romain Grosjean, il crash propiziato dalla Ferrari di Amos Laurito riportava la C7.R a tiro della Aston Martin #95 di Nicki Thiim, Lasse Sorensen (fratello dell’altro componente del “Dane Train”), Richard Westbrook e del nostro sim racer Manuel Biancolilla, che si appropriava del secondo gradino del podio ai danni della Corvette. La lotta finale per la quarta piazza premia la Corvette ufficiale #64 ai danni della Porsche del Dempsey-Proton che schierava anche il nostro Riccardo Pera.

Gara da dimenticare invece per le Ferrari, che riescono a piazzare la migliore delle 488 approntate a tempo di record sulla piattaforma rFactor2 al settimo posto di categoria con Federico Leo, Miguel Molina, Amos Laurito e Jordy Zwiers.

La gara della #52 dei big della F1 Charles Leclerc ed Antonio Giovinazzi è stata un calvario dalla metà gara in poi a causa di problemi di connessione che ne hanno inficiato la prova. Analoghi problemi per la #71 di David Perel, subito fuori gioco per inconvenienti similari.

In generale, oltre al successo assoluto di Marciello fra i piloti, va ricordata la prova dei tanti sim racers italiani che hanno infoltito i ranghi di tante delle squadre più prestigiose.

E’ tutto per questa prima edizione della 24 ore di Le Mans virtuale; quella vera, è in programma il 19-20 settembre prossimi, e lì i valori in campo cambieranno radicalmente.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

 


Stop&Go Communcation

Basta una sola Porsche ufficiale per vincere in GTE. Ferrari solo P7

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/06/Reb1bis.jpg WEC – Rebellion-ByKolles-Rebellion l’insolito podio di Le Mans (virtuale)