Senza particolari sorprese, le due Toyota terminano davanti a tutti nella Journée Test della 24 Ore di Le Mans. Miglior tempo, come nel 2018, per la TS050-Hybrid #8, questa volta con Sebastien Buemi, autore di 3.19.440, ottenuto a mezz’ora dal termine della sessione pomeridiana, a ribadire un dominio siglato per tutta la giornata.

Anche le migliori prestazioni assolute sul giro dei due prototipi nipponici rimangono a livello del 2018, indipendentemente dalle equivalenze; anzi, a differenza dello scorso anno è mancato l’exploit delle P1 private, con André Lotterer e la migliore delle Rebellion si piazzano a 1”8 dai battistrada e a 1”2 da Nike Conway, autore della migliore prestazione della Toyota gemella, poi la consueta graduatoria che vede le R13 a braccetto con le BR1 di SMP Racing, con Stoffel Vandoorne nei crono del 3 volte vincitore di Le Mans, poco più dietro la BR del DragonSpeed e buona ultima la Enso a motore Gibson del ByKolles.

Il prototipo gestito in pista dal team di Elton Julian, qui all’ultima apparizione, ha perso gran parte della mattinata ai box per problemi agli ammortizzatori. Qualche tornata, 5 in tutto, anche per Brendon Hartley, neoacquisto del Gazoo Racing in vista della prossima stagione.

Il miglior tempo fra le LM P2 per l’Oreca #38 del Jackie Chan DC Racing con Ho-Pin Tung la dice tutta sull’importanza, in termini velocistici, di questi test collettivi per la categoria, quest’anno competitiva come non mai, grazie anche ai benefici dell’allargamento a 62 partenti.

Dietro al cinese, autore di 3.28.504, la solita sfilata di Oreca, con Pastor Maldonado e l’esemplare del DragonSpeed e Nicolas Lapierre con i vincitori a tavolino dello scorso anno dall’Alpine Signatech. L’ex-Williams F1 sarà di nuovo della partita nel 2019-20 insieme alla medesima line-up composta da Anthony Davidson (suo il quinto tempo di categoria oggi) e Roberto Gonzalez, ma sotto la bandiera di Jota Sport, che già gestisce in pista il team sponsorizzato dall’attore di Hong Kong.

Prima delle non-Oreca, la Dallara del Racing Team Nederland con Nicky de Vries, a oltre 2”, mentre la prestazione di Giorgio Sernagiotto vale la sedicesima posizione della categoria alla P217 del Cetilar Villorba, condivisa con Andrea Belicchi, che qui festeggerà la sua decima Le Mans, e Roberto Lacorte.

Corvette in evidenza fra le GTE-Pro con Mike Rockenfeller, vincitore assoluto nel 2010, autore di 3.54.001 davanti alla Ford GT di Harry Tincknell, all’altro esemplare di C7.R di Tommy Milner e a Davide Rigon con la Ferrari #71 di AF Corse.

Il pilota vicentino era reduce dalla gara del Blancpain terminata in notturna al secondo posto al Paul Ricard, mentre l’alfiere Ford, così come altri, ha trasvolato l’Atlantico durante la notte dopo la corsa del WeatherTech SportsCar Championship di Detroit.

Poco più lontane due delle quattro Porsche ufficiali, con le due BMW M8 staccatissime a chiudere la graduatoria, a oltre 2” dai battistrada.

Ferrari sugli scudi – per ora – anche in AM, con un pokerissimo capitanato da Toni Vilander e la 488 del WeatherTech Racing davanti col tempo di 3.56.862 a Matt Griffin con l’esemplare del Clearwater, Giancarlo Fisichella e Francesco Castellacci sulla vettura di Spirit of Race, Kei Cozzolino e i campioni asiatici del Car Guy e infine Andrea Piccini per il Kessel Racing.

Due delle vetture più attese, la Porsche “art car” del Project 1 (nella foto) e la Ford GT privata del Keating Motorsport, chiudono insieme alla Porsche verde acido di Tracy Krohn, la lista dei 62.

Nessun incidente di particolare rilevanza da segnalare, anche se sono stante tante le uscite di strada e gli insabbiamenti. Le due interruzioni più rilevanti sono state causate da due danesi: Marco Sorensen al mattino con l’Aston Martin #95, ancorchè senza le conseguenze dello scorso anno, e Dennis Andersen nel pomeriggio al volante dall’Oreca dell’High Class Racing, entrambi fermi alle curve Porsche.

Uscita di pista rilevante anche per Paul-Loup Chatin e l’Oreca IDEC, sulle barriere a Indianapolis dopo circa 2 ore e mezza dall’inizio della sessione, imitato nel pomeriggio da Jordan King nello stesso punto con l’Oreca #37 del Jackie Chan DC Racing.

Nell’intervallo fra le due sessioni c’è stato infine un nuovo outing del prototipo a idrogeno, che ha svolto due gli completi del tracciato di 13,626 km.

E’ tutto per la Journée Test della 87ma edizione della 24 Ore di Le Mans. A partire da martedì 11 giugno si inizierà di nuovo a fare sul serio in pista, ma l’appuntamento è già per domenica 9 giugno per le verifiche tecniche pubbliche in Place de la Republique.

Piero Lonardo

I risultati della Journée Test


Stop&Go Communcation

Bene Corvette e Ferrari in GTE-Pro. Pokerissimo del Cavallino in GTE-Am

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/06/Toy8_GD.jpg WEC – Le Mans, Journée Test: Toyota, naturalmente