Gli esiti che emergono dal primo sesto di gara sono che le due Toyota non sono ancora riuscite a spiccare il volo come gran parte dell’audience si aspettava.

La differenza sul tempo secco sul giro delle due TS050-Hybrid è evidente: sono infatti 2”5 a separare il best crono della #7 contro quello di Stoffel Vandoorne sulla BR #11, quarta in graduatoria generale dietro la Rebellion ora nelle mani di Nathanael Berthon, ma le prime quattro LM P1 sono ancora nello stesso giro, ancorchè le due private siano gravemente attardate rispetto alle battistrada.

Kamui Kobayashi e Fernando Alonso, ora al volante per il Gazoo Racing, sono separati da poco meno di un minuto. La seconda Rebellion, quella già gravata da una sosta extra, si è invece girata alla Esse della Foret poco dopo l’inizio della terza ora e, pur non impattando le barriere, ha perso tempo prezioso, anche per il cambio muso al successivo pitstop.

La battaglia ravvicinata si è invece spostata in LM P2 dove è successo un po’ di tutto. Jean Eric Vergne riusciva a prendere il comando della categoria con l’ìAurus sull’Alpine, dall’inizio gara nelle mani di Nicolas Lapierre. Purtroppo una penalità di 10” da aggiungere alla sosta del team battente bandiera russa significava la perdita momentanea della leadership per Job van Uitert, subentrato al popolare JEV.

Il giovane olandese riusciva, anche grazie al ricompattamento conseguente alla foratura della Dallara olandese, fino a quel momento nelle posizioni di testa, ad affiancare e passare nuovamente il prototipo transalpino.

Dietro emergono le due vetture del Jackie Chan DC Racing di Gabriel Aubry, unico a pieni giri insieme ai due battistrada, e David Heinemeier Hansson, mentre l’entry del DragonSpeed prosegue in P5, davanti alla prima non-Oreca, la Ligier dello United Autosports di Will Owen.

Classifica rivoluzionata dietro la Corvette #63, ora con Mike Rockenfeller al volante davanti alla Ferrari di Daniel Serra. Il brasiliano e in precedenza James Calado hanno scalato la classifica anche grazie al gioco di strategie, andando a scavalcare le due Porsche di Earl Bamber – colpito da una penalità di 10” come peraltro l’altra Ferrari AF Corse – e Laurens Vanthoor.

Da questa lotta manca la Porsche #91, con Richard Lietz attanagliato da problemi di maneggevolezza (già subiti anche durante le qualifiche) e costretto a perdere terreno. Tutte e quindici le vetture della categoria sono comunque ancora nello stesso giro dopo quattro ore di gara.

In GTE-Am, il cambio piloti ha modificato ovviamente i valori in campo. Dietro Julien Andlauer, ora alla guida della Porsche #77 del Dempsey-Proton, emergono la Ford con Felipe Fraga e le due Ferrari del JMW con Rodrigo Baptista e del WeatherTech Racing con Toni Vilander.

Problemi per l’Aston Martin ufficiale, attardata da problemi al servosterzo che sono costati ben sei giri. Al momento i campioni in carica della categoria, in assenza fin qui di ritiri fra le 61 partecipanti, chiudono la classifica generale.

Piero Lonardo

La classifica dopo 4 ore di gara


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Calado-Serra e la Ferrari è di nuovo in contention in GTE-Pro

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