La notte ha portato a compimento diversi duelli affiorati nel corso della gara, ma permane l’elastico tra le due Toyota al comando. Il distacco fra le due TS050-Hybrid comunque fin qui è stato gestito sempre a favore della #7, nonostante circostanze che avrebbero potuto mutare lo status quo.

Primo fra tutti l’incidente occorso alla BR di Egor Orudzhev, sulle barriere alle curve Porsche ed il relativo intervento della safety car, che ha riportato le due Toyota a vista, salvo poi ritornare al valore di circa un minuto. Da segnalare il cambio di entrambi i cofani, anteriore e posteriore, sulla macchina al momento gestita da Fernando Alonso.

A podio ritorna la Rebellion di Thomas Laurent (anche qui un po’ di Toyota..), ormai staccata di 3 giri dai due battistrada, così come la BR superstite. Neel Jani con la seconda R13 gravata delle defaillance iniziali segue in P5 a 7 giri.

Frattanto anche il calvario odierno della ENSO CLM del ByKolles dovrebbe essere giunto alla fine, a causa di un’uscita del prototipo ad Arnage nel corso della 13ma ora.

La lotta al coltello tra la Aurus G-Drive e la Signatech Alpine in LM P2 pare essersi risolta – ovviamente salvo imprevisti – a favore del team battente bandiera russa, con Vergne e compagnia finalmente in grado di ristabilire un cuscino di sicurezza di oltre 1’.

Al contrario, dietro i due battistrada sono tornate a contatto l’Oreca del Jackie Chan e quella del DragonSpeed, grazie alla safety car portata in pista dalla BR. Prosegue frattanto con passo costante la terza 24 Ore del Cetilar Villorba, ora in P16 assoluta.

In GTE-Pro, la Ferrari #51 ha preso definitivamente le redini della categoria, anche a causa dei problemi accusati dalla Porsche #92, costretta ad un paio di soste anticipate per problemi agli scarichi. Il testimone di major contender è stato rilevato dai compagni di squadra Lietz, Bruni e Makowiecki, distanziati di circa 20” a tre quinti di gara.

Sempre nello stesso giro, strategie permettendo, gran parte del pack, a partire dalla Corvette superstite e dalla Porsche North America di Nick Tandy, Patrick Pilet ed Earl Bamber, che precedono un terzetto di Ford.

Purtroppo per il Cavallino, la #71 di Bird, Rigon e Molina deve arrendersi ai box dopo aver lasciato diversi fluidi motore lungo il circuito.

In GTE-Am infine, prosegue il dominio della Ford di Ben Keating; più che il BoP revisionato post-qualifiche, è il passo dell’intero equipaggio ad impressionare, mentre gli altri contender fino ad adesso hanno subito forse più del dovuto i gentlemen.

Dopo che Euan Hankey, il quale aveva portato l’Aston Martin del TF Sport alle spalle della capolista, è ora la Porsche del Project 1 ad essere tornata ad inseguire, a seguito di un’uscita di strada a Mulsanne di quella che possiamo tranquillamente affermare quale l’unica Vantage in palla oggi nelle due categorie GT.

Anche la 911 RSR #77 del Dempsey-Proton trionfatrice lo scorso anno è stata costretta ad una sosta extra per un’escursione che ne ha rovinato il fondo e soprattutto le residue possibilità di trionfo finale nella categoria. La classifica prosegue con le due Ferrari di JMW e Clearwater Racing.

Piero Lonardo

La classifica dopo 15 ore di gara


Stop&Go Communcation

Aurus si stacca dall’Alpine in LM P2. Ford padrona in GTE-AM con Ben Keating.

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/06/PL55060-1024x682.jpg WEC – Le Mans, 15ma Ora: L’elastico Toyota favorirà la 7?