Il mondo dell’endurance, come molti sapranno, ha subito nei giorni scorsi una scossa positiva con l’annuncio dell’istituzione della nuova classe LMDh, che fungerà da piattaforma unica sia nelle gare ACO che in quelle gestite dall’IMSA a partire dal 2022. Nella stessa sede si è rimandato al weekend della cosiddetta Super Sebring per ulteriori chiarimenti sul regolamento tecnico comune.

Uno dei temi più attesi, dopo la conferma che finalmente le vetture che corrono nella serie americana potranno disputare la 24 Ore di Le Mans senza modifiche tecniche e che verranno “Boppate” per permettere di confrontarsi con le nuove Hypercars, riguarderà senza dubbio l’equivalenza contraria, vale a dire l’eventualità che le Hypercars future protagoniste del WEC a partire dal prossimo settembre, possano invece gareggiare negli eventi IMSA.

Va detto che Toyota, cioè il costruttore che sin dall’inizio ha appoggiato questa formula, ha immediatamente espresso a mezzo social la sua sensazioni positive riguardo la convergenza, così come Porsche, che alcuni media individuano come ulteriore prossimo competitor, grazie alla formula ibrida – senza dubbio teatro del mercato anche per le vetture sportive nel breve – e ai costi ridotti, della serie IMSA:

Peccato però che in casa Aston Martin, vale a dire l’unico altro competitor committato sulle Hypercar, tutto taccia o quasi. La recentissima iniezione di contante che ha portato all’acquisizione di un consistente pacchetto azionario della casa di Banbury da parte di Lawrence Stroll, già proprietario della Racing Point F1, nonchè la sua nomina a direttore esecutivo del marchio britannico, hanno portato come conseguenza l’entrata in campo in forma ufficiale della Aston Martin nella massima formula di monoposto a partire dal 2021 e per almeno i successivi dieci anni a venire.

Il comunicato ufficiale considera anche le implicazioni della collaborazione con Red Bull F1, che negli ultimi quattro anni ha “vestito” il marchio britannico, nonché la collaborazione con la Red Bull Advanced Technologies che ha portato al progetto Valkyrie, base di partenza della futura Hypercar.

Riguardo ciò però, si cita precisamente che “la Red Bull Advanced Technologies continuerà a lavorare con la Aston Martin allo scopo di consegnare le prime Valkyrie hypercar alla fine dell’anno”. In questa affermazione, oltre a fare riferimento peraltro ad una data posteriore alla partenza della Season 9 del World Endurance Championship (che di per sé non rappresenterebbe un problema, visto il termine di due anni per la produzione delle 150 vetture di produzione derivanti dal prototipo), non si fa alcun cenno ai programmi sportivi correlati.

Visti anche i recenti chiari di luna relativi alla partecipazione dell’Aston nel DTM, nonché l’eventuale impegno parallelo fra le GTE, è lecito porsi il dubbio sulle reali possibilità della presenza del marchio britannico nella nuova classe regina del WEC.

Il campionato comunque prosegue con la sua ottava stagione, ed è giunta la conferma nella giornata di ieri che una delle nuove Corvette sarà presente, oltre che al Circuit of the Americas il 22-23 febbraio prossimi, anche alla 1.000 Miglia di Sebring, di cui è stata rilasciata una prima versione dell’entry list.

Si sa ora che ad Austin saranno il veteranissimo Jan Magnussen e Mike Rockenfeller ad alternarsi sulla C8.R che correrà col numero 63. Addizione dell’ultimo momento alla Lone Star Le Mans, l’Oreca del DragonSpeed, recente vincitrice tra le LM P2 a Daytona, mentre non sono più listate le due Ginetta LM P1, che invece vengono ancora riportate per Sebring.

Rispetto al Bahrain inoltre, oltre alla wild-card G-Drive, sarà assente l’Oreca LM P2 del Cool Racing. Sempre nella categoria cadetta, da segnalare il ritorno di Job van Uitert sulla vettura del Racing Team Nederland, mentre in casa Jota Sport sarà assente Antonio Felix da Costa, entrambi per gli impegni concomitanti con la Formula E in Cina. Sempre con riferimento alla categoria full-electric, Brendon Hartley dovrebbe essere invece regolarmente della partita sulla Toyota #8, così come James Calado sulla Ferrari 488 GTE Evo #51.

Non ancora nominate invece le terze guide che si alterneranno al volante delle due vetture del Cavallino iscritte in GTE-Pro, mentre tra le AM tornerà, come peraltro ad Austin, Felipe Fraga sulla Porsche #57 del Project 1 al vertice della classifica di categoria dopo il trionfo nell’ultimo appuntamento. Sempre fin qui legato infine alla sola figura di Thomas Preining l’effort della Porsche #88 del Dempsey-Proton.

Piero Lonardo

L’entry list provvisoria della 1.000 miglia di Sebring

L’entry list aggiornata della Lone Star Le Mans


Stop&Go Communcation

Una Corvette anche a Sebring. DragonSpeed al COTA.

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/02/Toy_Hyp-1024x1024.jpeg WEC – Hypercars, luci ed ombre