C’è sempre una Toyota davanti in entrambe le sessioni di prove libere della 6 Ore del Fuji, secondo appuntamento del World Endurance Championship 2019-2020.

Il success handicap, che in teoria avrebbe dovuto rallentare le due TS050-Hybrid – qui all’ultima apparizione ufficiale sul tracciato di casa – nell’ordine di 1”4 per la vincitrice di Silverstone e di 1” netto per la #8, sostanzialmente fin qui non si è visto, confermando i sospetti sul reale potenziale dei due prototipi nipponici.

Sebastien Buemi ha infatti condotto la prima sessione, disputata in piena nottata italiana su pista inizialmente umida, col tempo di 1.27.373, mentre il teammate, ugualmente campione del mondo in carica, Kazuki Nakajima, ha alzato l’asticella poco fa con 1.25.623.

Le Toyota non hanno però infierito con la consueta doppietta; a seguire infatti in entrambi i turni è l’unica Rebellion iscritta, ricordiamo non penalizzata dal risultato del season opener, con Norman Nato autore nei secondi 90’ di 1.27.042, 1”4 in più dei battistrada. Terzo tempo assoluto della giornata, ad un distacco di 0”6 dalla R13-Gibson (equivalente al rallentamento imposto dal regolamento mediante modifica dei parametri di consumo), per la Ginetta con Egor Orudzhev, che ricordiamo dividerà l’abitacolo anche col nostro Luca Ghiotto.

Tra le LM P2, si è fatto valere il “padrone di casa” Kenta Yamashita, che con l’Oreca dell’High Class Racing ha dominato la prima sessione segnando il miglior crono della categoria con 1.29.624, lasciando il proscenio nella seconda ad Anthony Davidson con l’altra Oreca di Jota Sport, di soli 9 millesimi più lento.

Le prestazioni dei due battistrada va detto sono sicuramente frutto anche dei pneumatici Goodyear, evidentemente più a proprio agio sotto il Monte Fuji rispetto a Silverstone. Terza miglior prestazione di giornata, la migliore tra i gommati Michelin, per Phil Hanson con l’Oreca di United Autosports. L’unica non-Oreca, la Dallara tricolore del Cetilar Racing dei nostri Andrea Belicchi, Giorgio Sernagiotto e Roberto Lacorte chiude la classifica di categoria a circa 2” dai leader.

Personale opinione: sarebbe bello avere da subito una forma di BoP anche per questa categoria, non solo per livellare le prestazioni dei diversi costruttori, ma anche per evitare di ritrovare assieme le più performanti sul dritto LM P2 insieme ai prototipi della categoria superiore, situazione che col Success Handicap potrebbe accadere facilmente nel prosieguo della stagione.

Da segnalare infine il rientro anticipato di Alexandre Coigny nell’abitacolo della vettura del Cool Racing dopo l’incidente nella gara di Silverstone nell’European Le Mans Series, mentre Nicky de Vries ritorna per il Racing Team Nederland, dopo essere stato sostituito da Job van Uitert a Silverstone, quale neocampione della F2.

In GTE-Pro si profila come in Inghilterra una lotta a due fra Porsche e Ferrari. Le nuove 911 RSR hanno segnato le migliori prestazioni in entrambe le sessioni con Gianmaria Bruni e Michael Christensen, con il danese autore nella seconda sessione di 1.38.214. James Calado, recentemente nominato pilota Jaguar per il prossimo campionato di Formula E, si è infilato nel secondo turno tra le due Porsche a soli 38 millesimi dal battistrada.

Leggermente più lontane le Aston Martin con Maxime Martin a poco più di 2 decimi; ricordiamo che tra le GT, come peraltro tra le LM P1, vige il fornitore unico di pneumatici Michelin.

Aston Martin invece sugli scudi in GTE-Am, con la rossa Vantage del TF Sport a dominare entrambi i turni con Johnny Adam e Charlie Eastwood. Di quest’ultimo il best crono della giornata con 1.38.719, a mezzo secondo dal leader delle Pro.

A 2” la Porsche del Project 1 col “solito” Matteo Cairoli, mentre per vedere una delle quattro Ferrari iscritte bisogna scendere alla quarta prestazione grazie a Giancarlo Fisichella, a 2 decimi dl battistrada con la 488 GTE Evo di AF Corse condivisa con Francesco Castellacci e Thomas Flohr.

Ricordiamo che, similmente alla ELMS, a partire da questa stagione è in vigore il Success Ballast, con i vincitori di Silverstone Francois Perrodo, Manu Collard e Nicklas Nielsen gravati da 30 kg extra, che scendono a 20 per l’Aston Martin di Paul Dalla Lana, Darren Turner e Ross Gunn, e a 10 kg per la Ferrari dell’MR Racing di Kei Cozzolino, Olivier Beretta e Motoaki Ishikawa.

Diffusa intanto la prima entry list della gara successiva, la 4 Ore di Shanghai, in programma dall’8 al 10 novembre prossimo. I due equipaggi Ginetta appaiono entrambi come TBA, ancorchè le vetture siano già presenti sul continente asiatico; previsto inoltre il ritorno di Paul di Resta nelle fila di United Autosport smaltiti gli impegni col DTM.

La novità maggiore risiede in GTE-Am, dove Proton Competition schiererà come a Le Mans una terza Porsche per Philippe e Louis Prette, ancora una volta coadiuvati dall’ex-Bentley Vincent Abril; Felipe Fraga dal canto suo dovrebbe chiudere il proprio commitment con Ben Keating ed il Project 1 per i concomitanti impegni con le Stock Car brasiliane.

Il programma della 6 Ore del Fuji prosegue nella nottata italiana con la terza sessione di libere e le qualifiche, rispettivamente alle 9.20 e alle 13.10 ora locale.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

I risultati delle Libere 2

La prima entry list della 4 Ore di Shanghai


Stop&Go Communcation

Rientro a sorpresa per Alexandre Coigny. A Shanghai una Porsche Proton in più

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/10/Toy8.jpg WEC – Fuji, Libere 1 e 2: Toyota oltre il Success Handicap