Come da copione, le due Toyota portano a casa la doppietta anche nel secondo appuntamento del World Endurance Championship 2019-2020, la 6 Ore del Fuji.

Rispetto a Silverstone, l’ultima apparizione delle TS050-Hybrid sul circuito di casa ha visto le posizioni dei due equipaggi, con la vittoria di Brendon Hartley (al primo successo col costruttore nipponico), Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima sui compagni Kamui Kobayashi, Mike Conway e Josè Maria Lopez, a 33”. A podio la Rebellion di Norman Nato, Gustavo Menezes e Bruno Senna, a due giri dal leader.

Questo l’asettico risultato della pista (e fin qui, penserete, nulla di nuovo); invece di nuovo c’è stata la paura, quasi fisica, del team giapponese di non portare a casa il successo finale sul suolo amico a causa del “Success Handicap” introdotto da questa stagione sulle LM P1.

Tantissima pretattica ok, però quando al via la Ginetta di Egor Orudzhev si è affacciata dietro Buemi e soprattutto quando Norman Nato ha superato entrambi, installandosi stabilmente dietro il battistrada senza lasciare spazio al Koba, il quale ripetutamente doveva desistere per la maggiore velocità di punta della meno sofisticata R13-Gibson, forse qualche campanello d’allarme è realmente scattato all’interno del team giapponese.

Ad ogni modo, la pratica è stata liquidata già nella prima mezz’ora, complice anche l’unica safety car della giornata per la melée causata al via da Satoshi Hoshino con la Porsche del Dempsey-Proton, e i distacchi finali, per quanto Menezes abbia ottenuto un giro più veloce di quello ottenuto dll’equipaggio della Toyota #8, parlano da soli. A titolo di cronaca, va segnalato anche il drive-through sostenuto dalla Toyota di testa dopo la metà gara per eccesso di velocità in pitlane, che non ha modificato più di tanto – nemmeno in modo estemporaneo – la classifica.

Le Ginetta si sono ancora una volta autoeliminate dalla lotta per la vittoria. La #6 già ieri, con il disastro in qualifica e la successiva decisione da parte della direzione gara di farla partire dalla pitlane per non aver rispettato tutti gli obblighi di sicurezza dopo aver ricostruito la vettura a fronte del cambio di motore avvenuto tra venerdì e sabato, cui si sono aggiunti ben 6’ di stop&hold per aver utilizzato troppi pneumatici.

La #5, quella con Luca Ghiotto, ha terminato nona assoluta dopo un problema ai freni (ad ogni pit-stop delle G60-LT-P1 sembra di essere tornati alle soste delle F1 anni 90 per il tanto carbonio sollevato) ed un successivo stop in pista proprio che ha coinvolto proprio il vicentino.

Staremo a vedere nelle gare successive (ricordiamo che le due Toyota al Fuji scontavano 1”4 e 1” circa di handicap) se la formula di equivalenza adottata per le LM P1 porterà finalmente una lotta equilibrata nella top class di questa serie mondiale.

Lotta equilibrata che invece c’è stata ancora una volta in GTE-Pro, dove è tornato al successo il “dane train” Aston Martin formato da Marco Sorensen e Nicki Thiim.

Al via la Porsche di Gianmaria Bruni in pole cedeva subito alla Ferrari di Alessandro Pier Guidi, ma la leadership del vincitore di Le Mans durava solo poco più di mezz’ora, con Thiim che al termine della prima ora si sbarazzava poi di entrambi i contender.

Il successivo drive-through inflitto al romano per abuso dei limiti di pista lasciava entrambe le Aston al comando, e la doppietta del team inglese è sfuggita solo grazie alla furiosa rimonta di Michael Christensen e Kevin Estre, risaliti fino alla seconda posizione dalla sesta piazzola di partenza. I due conquistano così la leadership nella cortissima classifica generale, che li vede precedere di un punto i vincitori odierni, di due i compagni di squadra e di quattro l’altra Aston.

Aston che raddoppia col successo in GTE-Am di TF Sport di Charlie Eastwood, Salih Yoluc e Johnny Adam. La rossa Vantage, partita dalla pole position ereditata grazie all’escusione post-qualifiche della Porsche #57 del Project 1, non ha avuto sostanzialmente rivali, conducendo la gara flag-to-flag.

Nuovamente a podio a dispetto dei 30 kg extra di Success Ballast la Ferrari #83 di Manu Collard, Francois Perrodo e Nicklas Nielsen, ad un giro; completa il podio proprio la Porsche cui è stata tolta la pole di Ben Keating, Jeroen Bleekemolen e Felipe Fraga.

Nella LM P2 infine, prima vittoria del Racing Team Nederland di Frits van Eerd, Giedo van der Garde e soprattutto Nicky de Vries. Il neocampione F2, pronto a saggiare la Toyota pigliatutto il prossimo dicembre in Bahrain nel Rookie Test organizzato dalla FIA, ha dominato la prima parte di gara dopo essere risalito dal settimo posto in griglia.

Al comando si sono quindi alternate le Oreca di High Class Racing, Jota e Jackie Chan DC Racing, tutte non a caso gommate Goodyear, ma alla fine è stato proprio de Vries, risalito in macchina per lo stint finale, a riportare la vittoria grazie ad una strategia vincente che ha lo visto rifornire senza cambiare gomme all’ultimo pitstop, lasciando alle due vetture gestite da Jota Sport il resto del podio.

Gara da dimenticare per Alpine, gravata da una foratura a seguito di un contatto con la Ferrari del Red Rover Sport dopo nemmeno un terzo di gara, e soprattutto United Autosports, ferma lungo la pista al termine della quarta ora. Il team angloamericano ha comunque potuto riportare la quarta posizione; al traguardo, distanziata di 6 giri, la Dallara del Cetilar Racing, ricordiamo unica non-Oreca iscritta alla categoria, di Andrea Belicchi, Giorgio Sernagiotto e Roberto Lacorte.

UPDATE: L’Oreca di Jota Sport di Anthony Davidson, Roberto Gonzalez e Antonio Felix da Costa, seconda al traguardo tra le LM P2, è stata squalificata in quanto gli stewards non sono riusciti ad azionare la folle esterna che disconnette la trasmissione. Al suo posto avanzano sul podio, dietro la vettura del Racing Team Nederland, le Oreca di Jackie Chan DC Racing e United Autosports.

Dimenticavamo: e la pioggia? Rispetto ad altre edizioni, non è stata un fattore, le precipitazioni sono state persistenti ma fortunatamente leggere per tutto il secondo terzo di gara. Tutte e 30 le vetture che hanno preso la partenza hanno visto il traguardo.

Prossimo appuntamento con il World Endurance Championship il 10 novembre con la 4 Ore di Shanghai.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 ore del Fuji


Stop&Go Communcation

In GT, fra i due litiganti gode (due volte) l’Aston Martin. Primo successo olandese in LM P2

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/10/Toy8_pit.jpg WEC – Fuji, Gara: Toyota TS050-Hybrid, ultima vittoria in casa