Ford non proseguirà oltre il 2019 con il programma GT. La notizia è trapelata immediatamente dopo la conferma dell’ammissione dei due esemplari gestiti dal Chip Ganassi Team USA alla prossima 24 Ore di Le Mans, dove la casa dell’ovale parteciperà, oltre che la quarta volta consecutiva con quattro vetture complessivamente iscritte in GTE-Pro oltre alle due entry automatiche del WEC, anche con un quinto esemplare iscritto in GTE-Am per Ben Keating.

Il direttore del programma sportivo Ford, Mark Rushbrook, nel ringraziare l’ACO, ha reso noto che il programma GT ha compiuto il percorso previsto di quattro anni e, dopo l’atto finale della “Super Season” 2018/2019 del World Endurance Championship, che dovrebbe vedere nuove livree retrò calcare l’asfalto della Sarthe, a fine anno chiuderà anche il programma nel WeatherTech SportsCar Championship.

Ancora non si conoscono i piani precisi del colosso di Detroit, ma è quasi certo che il prossimo anno vedremo una nuova DPi su chassis Riley/Multimatic equipaggiata con lo stesso motore 3,5 litri V6 biturbo della GT a rinverdire i recenti successi nell’endurance americana, mentre la GT potrebbe proseguire la propria carriera in mano ai privati nella prossima edizione del WEC.

Tutto da definire invece l’approccio di Ford alle “Hypercars”, la nuova classe regina della serie mondiale che dovrebbe debuttare nella stagione 2020/2021 e che continuano a non trovare il giusto appeal da parte dei costruttori, eccetto Toyota, che ha già confermato la propria presenza.

L’ultima novità sul tema riguarderebbe i costi, ritenuti ancora troppo alti da parte di McLaren, Ferrari ed Aston Martin, che avrebbero esposto i propri dubbi anche sulla gestione dell’impianto ibrido.

Chi sarà sicuramente al via della prossima stagione del WEC sarà Paul di Resta, che è stato annunciato quale terzo pilota da parte di United Autosports. L’ex-DTM e F1, che he debuttato in endurance proprio col team di Richard Dean e Zak Brown sfiorando il podio a Daytona 2018, andrà a raggiungere Filipe Albuquerque e Phil Hanson sulla Ligier LM P2 del team angloamericano, che si è apertamente dichiarato poco soddisfatto dell’unica entry – peraltro garantita solo dalla recentissima vittoria nell’Asian Le Mans Series – all’87ma Le Mans.

Tra gli scontenti di questa entry list va annoverato anche Duqueine Engineering, team di punta nella ELMS tra la LM P2 e dai nomi prestigiosi come Romain Dumas, Pierre Ragues e Nico Jamin. Prima fra le riserve, a mezzo social ha scherzosamente proposto una ricompensa a chi rapirà uno dei team manager rivali così da ricevere l’ammissione.

Reale disappunto invece in casa Meyer Shank, che ha visto la propria entry tutta al femminile, capeggiata da Katharine Legge e Jackie Heinricher, considerata solo quale nona e penultima riserva, con chance quindi praticamente nulle di entrare fra i fatidici 60. La Heinricher, iscritta a tutta la serie IMSA con una Acura NSX GT3 ma assente a Daytona per problemi fisici, non le ha certo mandate a dire e, a mezzo stampa, ha evidenziato che la Legge – a suo avviso la pilotessa più veloce del mondo -meritava certamente una chance.

Non ha certamente aiutato a rasserenare gli animi del team statunitense, che per l’occasione avrebbe goduto di una partnership con l’Algarve Pro Racing per schierare una Ligier LM P2, l’ammissione alla gara, da parte dell’ACO, dell’altro equipaggio “rosa” iscritto da Kessel Racing, e che sarà protagonista della prossima stagione europea con una Ferrari 488.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Nuove perplessità da parte dei costruttori sulle hypercars. Tanti scontenti tra le riserve di Le Mans

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/03/PL53035-1024x682.jpg WEC – Ford lascia dopo Le Mans. Di Resta si unisce ad United Autosports