Rebellion gioie e dolori nel secondo e ultimo turno di prove libere della Lone Star Le Mans. Gustavo Menezes ha ritoccato il proprio limite portandosi sull’1.48.804, ma verso metà sessione il V8 Gibson di 4,5 litri che equipaggia la R13 ha reso l’anima in pista, a sole tre ore dalle qualifiche dei prototipi.

Il team svizzero, per bocca del suo manager, Bart Hayden, si è dimostrato confidente nell’impresa di rimontare un nuovo propulsore in tempo utile. A 6 decimi la Toyota #8, dopo una sessione tormentata, mentre la gemella ancora una volta ha sofferto oltremodo l’handicap di 2,77 secondi imposto dal regolamento sportivo della serie mondiale, terminando col settimo tempo assoluto, in mezzo al pacchetto delle LM P2.

La categoria cadetta peraltro potrebbe riuscire proprio in terra texana nell’impresa di puntare al bersaglio grosso, qualora in grado di replicare in gara le prestazioni di queste libere. Nicky de Vries ha infatti portato l’Oreca del Racing Team Nederland ad un solo secondo dal battistrada, col tempo di 1.49.863.  Il podio virtuale di classe si completa con United Autosports e Jackie Chan DC Racing.

Tra le GT, lotta tutta danese in GTE-Pro tra i piloti di Aston e Porsche, con Michael Christensen e la 911 RSR-19 #92 a battere sul filo di lana (53 millesimi) Marco Sorensen col tempo di 2.01.716, un decimo meglio del best lap ottenuto da Martin nelle libere-1.

La Vantage del “Dane train” ha recuperato dopo aver sofferto la perdita di una ruota che ha portato ad una breve interruzione nelle fasi iniziali della sessione. Solo P4 e P5 per le due Ferrari AF Corse davanti alla Corvette, tutte e tre precedute anche dal migliore delle GTE-Am, Matt Campbell, neo acquisto del team ufficiale Porsche per Le Mans, che con la #77 del Dempsey-Proton ha fissato presto i cronometri su 2.02.192.

Peggior sorte per l’altra 911 RSR del team che porta il nome del celebre attore, che invece ha portato ad una chiusura anticipata della sessione con circa 6’ sul cronometro.

In attesa delle qualifiche, che prenderanno il via, come sempre con le GT, alle 5.40 PM locali, David King, presidente dell’Aston Martin Racing, ha approfittato per esprimere ai media presenti in Texas il proprio punto di vista sullo stop al programma Valkyrie Hypercar.

Secondo il manager inglese il repentino cambio di rotta da parte di ACO e WEC che ha portato al varo della nuova categoria LMDh ha tolto spazio a potenziali clienti della casa, rendendo quindi il programma Hypercar svantaggioso per la casa. Ufficialmente quindi niente a che vedere, secondo King, col nuovo programma F1 del costruttore.

Nessun accenno invece ai corposi investimenti messi in campo per realizzare il nuovo SUV, il DBX, che hanno creato una crisi di liquidità coperta proprio dal contante fresco immesso nella società da parte di Lawrence Stroll. Peccato perché – sempre per bocca di King – la vettura era in fase avanzata di realizzazione e avrebbe calcato la pista in un paio di mesi al massimo.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2


Stop&Go Communcation

Servirà un nuovo V8 Gibson a tre ore dalle qualifiche. Nicky de Vries fa volare l’Oreca LM P2 olandese. King parla dello stop alla Valkyrie

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