Doveva essere ancor più di Shanghai una battaglia ravvicinata tra le cinque LM P1 iscritte alla 8 Ore del Bahrain, quarta tappa del World Endurance Championship, invece si è trattato di una cavalcata pressochè in solitario di Toyota, che piazza un inaspettato uno-due nonostante il pesante success handicap assegnato alle due TS050-Hybrid.

Mike Conway, Kamui Kobayashi e Josè Maria Lopez bissano il successo di Silverstone in scioltezza, portandosi al comando della classifica mondiale precedendo di un giro i compagni di squadra Brendon Hartley, Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima.

La concorrenza, rappresentata dall’unica Rebellion e dalle due Ginetta è presto sparita dalla lotta per il primato, complice l’harakiri di Charlie Robertson che ha travolto la R13-Gibson di Bruno Senna al via, aggravato per il team svizzero da una noia agli automatismi elettronici del cambio che stava costando anche il podio. Le due Ginetta invece, cui va giusto il merito di essere state le più veloci in pista, sono entrambe scomparse per noie meccaniche nel terzo quarto di gara.

Tra l’altro, nessun grande problema – a differenza del round cinese – per le Toyota nei confronti delle LM P2, dove ha letteralmente dominato l’Oreca dello United Autosports di Filipe Albuquerque, Paul di Resta e Phil Hanson. Per la squadra di Zak Brown, per la prima volta presente in circuito in questa stagione, si tratta della giusta ricompensa dopo le sfortune di Silverstone e i due podi asiatici.

Partita dalla pole conquistata ieri con l’ex-Force India F1, l’Oreca #22 non si è più voltata indietro, anche se nel finale ha dovuto subire la rimonta di Jota Sport, che grazie alle Goodyear più performanti nelle ancora più miti temperature serali, è rinvenuta sino a 21” dalla vittoria nel duello tutto portoghese tra Albuquerque ed Antonio Felix da Costa.

Completa il podio l’altra vettura gestita da Jota del Jackie Chan DC Racing, che così passa al comando della classifica di categoria. Peccato per la wild card Aurus G-Drive, major contender di UA nella prima metà di gara, quarta al traguardo, e va comunque lodato l’impegno dei nostri portacolori del Cetilar Racing, ancora una volta con onore al traguardo, nonostante una penalità, un paio di toccate e una foratura.

La battaglia delle GTE-Pro alla fine ha visto emergere, tra i due litiganti Porsche e Ferrari il terzo incomodo Aston Martin. E’ un peccato che il numero delle vetture sia così limitato perché ancora una volta abbiamo visto una gara feroce ma aperta a tutti i risultati possibili, e un numero maggiore di vetture potrebbe solo alimentare questa competizione ma tant’è.

Tornando alla gara, momento sicuramente decisivo il doppio ko Porsche, che per una volta hanno scontato – va detto – solo dei normali problemi di gara. I due equipaggi di AF Corse ce l’hanno messa tutta, anche usando le cattive, ma alla fine, complice anche uno stop&go comminato per un pattinamento, è stato almeno podio con Davide Rigon e Miguel Molina dietro il “Dane train” formato da Nicki Thiim e Marco Sorensen.

James Calado e Alessandro Pier Guidi con l’altra 488 GTE Evo avrebbero conquistato il gradino basso del podio, ma la manovra di sorpasso nei confronti dell’altra Vantage è stata considerata fuori dai limiti di pista da parte della direzione gara, e l’inglese è stato costretto a ridare la posizione a Maxime Martin a 20’ circa dalla bandiera a scacchi.

In classifica generale, i due danesi grazie al punteggio moltiplicato per 1,5, combinato col sesto posto dei precedenti capilista, Kevin Estre e Michael Christensen, saltano addirittura in vetta alla classifica di categoria, sempre in attesa dell’appello contro la squalifica della Ferrari #51 a Shanghai, che incredibilmente non verrà discusso prima di gennaio.

Vittoria netta infine in GTE-Am da parte del Project 1 con Ben Keating, Jeroen Bleekemolen e Larry ten Voorde. Chiave di volta di questo successo, il triplo stint iniziale da parte del gentleman texano, che pur perdendo la leadership, ha permesso ai due olandesi di riconquistare presto il comando senza voltarsi più indietro per la prima W stagionale dopo la pole conquistata ieri.

Al secondo posto termina l’Aston Martin ufficiale di Paul dalla Lana, Ross Gunn e Darren Turner davanti alla Porsche del Gulf Racing, uniche vetture a terminare nel giro dei vincitori. L’Aston capoclassifica del TF Sport perde punti preziosi soccombendo prima del limite per un problema al cambio, e lascia il passo all’equipaggio della Ferrari #83, quarta al traguardo con Nicklas Nielsen, Francois Perrodo e Manu Collard, che in classifica generale ora conduce a pari punti con Keating e Bleekemolen.

E’ tutto per il WEC dal Bahrain, per il 2019 e, fanno notare qui, per il decennio. Se ne riparlerà il 22-23 febbraio prossimo in quel di Austin, al Circuit of The Americas, in un evento strutturato sui due giorni anziché su classici tre, con due sessioni di libere di due ore ciascuna e le qualifiche al sabato e la gara la domenica.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 8 Ore del Bahrain


Stop&Go Communcation

Prima vittoria di United Autosports in LM P2. All’Aston Martin la battaglia delle GTE-Pro. Project 1 domina con Ben Keating e gli olandesi in Am

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/12/PL51006-1024x682.jpg WEC – Bahrain, Finale: Toyota, doppietta inaspettata, ringrazia e allunga