L’inizio della terza ora di gara di questa Petit Le Mans è uno show personale di Mathieu Vaxivère, che ne combina una più di bertoldo. Prima un drive-through per eccesso di velocità in pitlane, poi il contatto assassino che mette fuori gara la Lexus di Aaron Telitz fuori all’uscita di curva 1 – non sanzionato dalla direzione gara – che determina una nuova Full Course Yellow, la seconda della giornata.

Questa neutralizzazione genera una distopia far le strategie di diverse squadre, prima fra tutte la capolista Action Express, che sceglie di mandare dentro solo la nera e oro #5 e non la capolista (ricordiamo che in ballo non c’è solo il titolo assoluto ma anche quello della Michelin Endurance Cup, che assegna punti ad intervalli di gara).

Anche in GTLM le Porsche ne approfittano per cambiare un po’ le carte in tavola di questa gara che le vede procedere insolitamente di conserva. Inizio di un lungo stop invece per la Mazda di punta, la #55 con Olivier Pla al volante, ora fuori dalla lotta di vertice.

Frattanto anche l’unica vettura residua in LM P2, quella del PR1/Mathiasen, deve subire un lungo stop per riparare i danni derivanti dalla foratura all’anteriore sinistra. A questa sosta seguirà più avanti anche uno Stop&hold+60” per interventi tecnici effettuati in pitlane.

Frattanto Toni Vilander, salito sulla Ferrari di uderia Corsa, da’ spettacolo fra le GTD infilandosi con le cattive prima sull’Audi di Cristopher Mies all’entrata delle Esses e più tardi con la Mercedes di Felipe Fraga. Entrambi i contatti vengono sanzionati a favore della GT del Cavallino e questo significa, aldilà dei danni subito dalla carrozzeria della 488 GT3, la prima posizione virtuale in categoria, al netto delle diverse strategie.

Davanti continuano ad alternarsi le due Cadillac ora con Pipo Derani, che spera di festeggiare al meglio il suo 26mo compleanno, e Mike Conway, che ha il suo daffare a mantenere in pista la DPi V.R, così diversa dalla Toyota che guida nel WEC. Frattanto ha ripreso la gara la vettura del Juncos Racing, dopo quasi un’ora di stop per un problema tecnico non meglio specificato.

Colpo di scena in GTLM a metà della quinta ora, con la Ford di Dirk Mueller, seconda nella categoria, a muro in curva 1. La macchina potrà riprendere la pista dall’ultima posizione della categoria.  E’ però il tempo per una nuova neutralizzazione, la numero tre di oggi, che però non sconvolge più di tanto gli equilibri in campo, a parte in GTD, dove i primi cinque decidono di optare per la stessa strategia.

E’ però ora delle “forze minori” anche in casa Action Express, ed Eric Curran non si dimostra al passo dei due brasiliani, lasciando strada ad un rimontante Dane Cameron, il quale peraltro fino a due anni fa faceva parte proprio della squadra della #31. Così alla metà gara davanti a tutti conduce Joao Barbosa con solo 1”5 di vantaggio sula Mazda di Timo Bernhard e poco meno di 10” sulla Acura di Cameron.

In GTLM è la volta di Scott Dixon a precedere Daniel Serra, rientrato per il suo secondo turno di guida sulla Ferrari Risi (fin qui ad ogni pit c’è stato un cambio nel team di Houston). P3 per la BMW residua di Tom Blomqvist.

In GTD infine, grazie ad una accurata gestione dei pit, è Robby Foley a condurre ora con la BMW del Turner Motorsport, ricordiamo partita dal fondo dello schieramento per l’incidente accaduto ieri in qualifica. Chissà che non sia questa l’occasione per Bill Auberlen, che affianca Foley e Dillon Machavern sulla M6 GT3, per agguantare il record assoluto di vittorie detenuto da Scott Pruett.

La categoria probabilmente perderà i neocampioni del Meyer Shank Racing in quanto la NSX GT3 di Justin Marks allo scadere della quinta ora è stata costretta a rallentare con vistose volute di fumo dagli scarichi.

Piero Lonardo

La classifica dopo cinque ore di gara


Stop&Go Communcation

La Ford mantiene la leadership in GTLM ma perde un pezzo e la Ferrari insegue

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/10/PL51889-1024x682.jpg USCC – Petit Le Mans, Half: E’ alternanza al comando fra le due Cadillac di Action Express