Edizione da ricordare anche questa 22ma della Petit Le Mans, sul recentemente ribattezzato Michelin Raceway di  Road Atlanta. Tanto più che per una volta ci sembra corretto dare spazio prima al trionfo della Ferrari di Risi Competizione in GTLM che ad Action Express/Whelen Racing, che ha invece riportato la vittoria assoluta.

Eravamo rimasti a metà gara con la 488 GTE Evo #62 ad inseguire la Ford di testa. Bene, da quel momento in poi Alessandro Pier Guidi, Daniel Serra e James Calado, complice anche un comportamento nettamente migliore della macchina in termini di consumo delle gomme col calare delle temperature, hanno messo in atto un forcing che ha riportato la Rossa al comando a sette ore e mezzo circa di gara.

C’era però da fare i conti con le diverse strategie e le eventuali neutralizzazioni. Invece questa Petit Le Mans andrà a referto con il maggior numero di giri compiuti dalla vettura di testa, 465, ben 22 in più del record dello scorso anno. Ciononostante, a solo mezz’ora dallo scadere delle fatidiche 10 ore di gara, la quarta Full Course Yellow della giornata, causata, sfortuna vuole, dal contatto fra l’altra Ferrari in gara, la 488 GT3 di Scuderia Corsa, con la Acura di Katharine Legge.

Ma anche questa eventualità non ha tolto il risultato pieno alla Ferrari, che al restart ha ripreso il consueto passo e con Calado, autore dell’ultimo doppio stint, ha portato a casa la quinta vittoria di sempre, di cui quattro in GT, per il team di Houston sul tracciato della Georgia.

Completano il podio della GTLM la Ford GT #66 di Richard Westbrook, Ryan Briscoe e Scott Dixon, all’ultima apparizione ufficiale, almeno col Team Ganassi, e la BMW M8 GTE di Connor de Philippi, Tom Blomqvist e Colton Herta. Il titolo di categoria va a Laurens Vanthoor ed Earl Bamber, quinti al traguardo dietro la Corvette dei campioni uscenti Antonio Garcia e Jan Magnussen, ancora una volta coadiuvati da Mike Rockenfeller, e davanti ai teammates Patrick Pilet, Nick Tandy e Fred Makowiecki.

L’ultima neutralizzazione è stata invece decisiva per le altre due categorie ancora in gara, la DPi e la GTD, stante i ritiri di entrambe le Oreca iscritte alla LM P2 che hanno comunque convalidato il titolo per il PR1/Mathiasen.

La lotta per la leadership assoluta nella seconda parte di gara è stata un affare a tre fra le due Cadillac di Action Express e la Mazda #77, complice un Timo Bernhard in formato lusso, capace di trainare la rimonta del Team Joest fino a sfiorare la vittoria finale.

Fuori gioco le due Acura, con Montoya e Cameron preoccupati solo di non terminare oltre il settimo posto finale e guadagnare così l’agognato titolo per il “Captain”, prima Mike Conway e poi Filipe Albuquerque hanno tirato fino a raggiungere e superare il prototipo Soul Red. Anche Pipo Derani, nonostante un fondo vettura compromesso, faceva del suo per riportarsi sotto con l’altra Cadillac dell’Action Express.

La citata ultima neutralizzazione metteva comunque tutti allo stesso livello, ed il team di Denver, NC, cercava di propiziare la vittoria di Albuquerque e c., effettuando l’ultimo decisivo pitstop in regime di caution senza cambiare le gomme, a differenza delle altre quattro vetture ancora a pieni giri.

Purtroppo per il portoghese, che qui a Road Atlanta meriterebbe l’oscar della sfortuna stante anche il finale dello scorso anno, a 10’ dalla fine il disco freno anteriore sinistro, esploso spettacolarmente in curva 10, metteva fine alla gara della sua Cadillac.

Largo quindi a Pipo Derani, che può quindi festeggiare, oltre al 26mo compleanno, la seconda vittoria del 2019 dopo Sebring insieme a Felipe Nasr e ad Eric Curran. Festeggia degnamente invece la 150 gara di sempre il WTR col secondo posto finale davanti alla Acura di Helio Castroneves, Ricky Taylor e Graham Rahal, mentre la Mazda superstite si deve accontentare del sesto posto dietro all’altra Acura e all’altra Cadillac del JDC-Miller di Stephen Simpson, Simon Trummer e Chris Miller.

In GTD infine, storica 60ma vittoria nelle gare IMSA di Bill Auberlen, che eguaglia così il numero record di successi di Scott Pruett. Il veterano della California (curiosità, anch’egli nato il 12 ottobre) e la BMW M6 GT3 del Turner Motorsport sono sempre stati al top per tutto il weekend e solo la disattenzione da parte di Robby Foley nelle qualifiche poteva impedirne una gara di vertice.

Il finale, con le vetture raggruppate dalla safety car, è stato a dir poco emozionante, con Auberlen a dare la caccia a Felipe Fraga fino all’ultima curva, fino al sorpasso che vale la vittoria. La Mercedes del Riley Motorsports termina fuori dal podio, che si completa con un’altra protagonista assoluta della categoria, l’Audi del Montaplast e con l’equipaggio della Porsche dello Pfaff Motorsport, a titolo già assegnato a Trent Hindman e Mario Farnbacher, costretti invece al ritiro a metà gara a causa di un buco nel radiatore.

A Toni Vilander, grande combattente di questa categoria, Jeff Westphal e Cooper MacNeil la quinta posizione finale con la Ferrari 488 GT3 di Scuderia Corsa.

E’ tutto per questa edizione del WeatherTech SportsCar Championship, che ritornerà a Daytona i primi giorni del 2020, con i test ufficiali, la cosiddetta Roar Before the 24, in vista della 24 Ore del 25-26 gennaio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 22ma Petit Le Mans


Stop&Go Communcation

I colpi di scena finali premiano Action Express in DPi e Turner Motorsport in GTD

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/10/PL53840-1024x683.jpg USCC – Petit Le Mans, Finale: Calado-Pier Guidi-Serra dominatori con la Ferrari