Sotto un sole splendido ed una temperatura primaverile ha preso il via la 58ma edizione della Rolex 24 at Daytona. Il ritmo è stato imposto sin dalla green flag, sventolata dal Grand Marshal Christian Fittipaldi, dalla Mazda #77 partita dalla pole di Oliver Jarvis.

Il pilota britannico non ha lasciato spazio alla concorrenza, mantenendo bene il comando, seppur con un vantaggio relativamente contenuto, prima sulla Acura Penske di Juan Pablo Montoya e poco prima della prima sosta ha dovuto cedere la posizione alla Cadillac dell’Action Express di Felipe Nasr, che allo start ha avuto subito la meglio sull’altra RT24-P condotta da Jonathan Bomarito.

Nelle prime due ore di gara, tutte in regime di corsa libera, ha infiammato la lotta per la quinta piazza tra la Cadillac del WTR di Ryan Briscoe e l’Acura di Ricky Taylor, partita dal fondo del lotto delle DPi a causa del crash avvenuto nelle qualifiche di giovedì. I due si sono scambiati la posizione un paio di volte e al momento è la nera DPi V.R #10 davanti, per la gioia di Max Angelelli, tornato ai box del suo team dopo un problema fisico che lo ha tenuto lontano dai campi di gara per gran parte del 2019.

Briscoe, autore dei primi quattro stint, ha beneficiato del rallentamento improvviso della Cadillac dell’Action Express, che ha effettuato un passaggio ai box per poi ripartire in fondo al gruppo, ora con Pipo Derani al volante. Il ruolo di inseguitore della Mazda di testa è ora nuovamente dell’Acura #6 guidata dall’altro campione in carica della serie, Dane Cameron.

Tra le LM P2, il gran triplo stint da parte di Ben Keating con l’Oreca del PR1/Mathiasen vale la leadership della categoria. Alle spalle del gentleman texano – che ricordiamo nelle prossime 24 ore si dividerà con la Mercedes AMG GT3 del Riley Motorsports – si sono alternati Henrik Hedman, John Farano e Cameron Cassels con la vettura del Performance Tech ricostruita dopo la disavventura nell’ultimo turno di libere, ma alla fine è stato Ben Hanley, presto subentrato sulla macchina del DragonSpeed, a fungere da major contender nei confronti del team campione in carica della serie.

Porsche in controllo invece nelle categorie GT, con la nuova (per gli States) 911 RSR-19 e Nick Tandy sempre al comando. La vettura gemella gestita fin qui dal solo Laurens Vanthoor ha subito al via l’assalto della altrettanto nuova Corvette di Antonio Garcia, che però ha ceduto durante la seconda ora anche alla BMW #24.

Gara difficile per la Ferrari del Risi Competizione, con Alessandro Pier Guidi e James Calado assillati da una cronica mancanza di potenza – derivante dall’ultimo aggiustamento del BoP – che, nelle parole del pilota britannico “rendono difficile sorpassare anche una GTD”. Ciononostante, la Rossa di Houston grazie ad una strategia differenziata rispetto alla concorrenza, viaggia in quinta posizione nella categoria.

Da segnalare il problema incorso al termine della seconda ora per la BMW fino a quel momento meglio piazzata, vittima di un dado difettoso che ha rallentato notevolmente la sua seconda sosta, e ora è doppietta Porsche con Tandy davanti a Vanthoor, in attesa del primo cambio.

Zach Robichon infine sta dettando legge con la Porsche del Pfaff Motorsports tra le GTD. Dietro GT3 R vestita in tartan si sono alternati la Ferrari GT3 Evo 2020 si Jeff Westphal, la Acura NSX campione in carica di Trent Hindman la BMW M6 GT3 di Robby Foley.

Gara di conserva per ora per le Lamborghini, favoritissime alla vigilia di questa Rolex 24, con Madison Snow che allo scoccare dei primi 120’ viaggia in terza posizione con l’esemplare del Paul Miller Racing.

Piero Lonardo

La classifica dopo la seconda ora di gara


Stop&Go Communcation

Le Porsche dominano in GT. La Ferrari Risi può maledire il BoP

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/01/Mazda77af.jpg USCC – Daytona, Start: Jarvis e la Mazda impongono il ritmo