Nella seconda ora di gara della 57ma Rolex 24 at Daytona prosegue il duello ravvicinato tra le Acura Penske e le Mazda Joest, ora con Dane Cameron, Helio Castroneves, Renè Rast ed Oliver Pla a dare il cambio ai compagni di squadra Juan Pablo Montoya ed Oliver Jarvis, che col loro duello hanno infiammato le fasi iniziali della gara, a seguito della prima Full Course Yellow.

Causa scatenante della neutralizzazione, il motore della Porsche 911 GT3 R dell’NGT Motorsport che esplode provocando un lago di liquidi in curva 1.

Nel frattempo Alex Zanardi era salito sulla BMW M8 #24, regalando dopo poco la migliore prestazione parziale tra le GTLM fino a quel momento. Durante la neutralizzazione disastro ai box Corvette, con Tommy Milner che rientrando colpisce l’anteriore della C7.R di Jan Magnussen, provocando la rottura del tirante destro dello sterzo, la cui riparazione costa circa 3 giri.

Al restart, è Joey Hand con la Ford #66 a ritrovarsi al comando della categoria, in virtù della diversa strategia, mentre anche l’altra Corvette era costretta ad un drive-through per jump restart. Davanti invece le due Penske precedono le due Mazda, dopo che Filipe Albuquerque, risalito sino alla piazza d’onore prima della neutralizzazione, aveva ceduto il volante della sua Cadillac a Christian Fittipaldi, per il primo stint della sua gara d’addio.

Purtroppo per il veterano brasiliano, un problema alle luci posteriori costringeva i box dell’Action Express ad una lunghissima riparazione che lo lasciava in fondo alla classifica generale, distanziato di oltre 13 giri, poco avanti alla Lamborghini di Ebimotors, protagonista di una brutta uscita al Western Horseshoe.

La GTD fino a quel momento era dominio della Lamborghini del GRT Grasser, ma le penalità successive ad un comportamento non corretto durante le bandiere gialle da parte di Rik Breukers poneva i vincitori 2018 3 giri dietro. Stesso metro anche per la Ford #66, che pure era chiamata a scontare oltre 3’ di Stop&Hold per lo stesso tema.

La leadership della categoria andava quindi all’Audi del Montaplast by Land di Cristopher Mies, che a sua volta aveva avuto la meglio sulla Lexus di Townsend Bell.

La seconda neutralizzazione alla fine della terza ora di gara, con la BMW di Jesse Krohn, appena subentrato a Zanardi, ferma all’uscita della pitlane, a causa di un problema al volante. Ricordiamo che il sistema di guida cambia conformazione per permettere la guida al nostro portacolori.

Al successivo restart, sotto la sola luce dei riflettori, Helio Castroneves da’ spettacolo conquistando la seconda posizione dietro Rast, ma da qui inizia lo show di Fernando Alonso, subentrato al volante della Cadillac del WTR, che macina posizioni su posizioni e in pochi minuti si ritrova alle spalle del tedesco e lo passa per il comando della gara.

L’asturiano prende rapidamente 11” sul resto della concorrenza, che si ritrova a battagliare duramente fino alla nuova Full Course Yellow, la terza odierna contro le quattro di tutta l’edizione 2018, procurata dalla Cadillac di Will Owen, ferma dopo un testacoda al Bus-Stop.

Ad un sesto di gara, in regime di bandiere gialle, Alonso conduce su Tristan Nunz, subentrato a Rast, alle due Acura ora con Alexander Rossi e Simon Pagenaud, e all’altra Mazda di Harry Tncknell. In LM P2 per ora è doppietta DragonSpeed con Nicolas Lapierre davanti a Sebastian Saavedra, mentre in GTLM Fred Makowiecki e la Porsche #911 ha avuto la meglio sulla Corvette di Marcel Fassler e sulla BMW di Philipp Eng.

Piccolo dramma infine in GTD, con Dominik Farnbacher, che conduceva la categoria grazie alla strategia accurata di Scuderia Corsa, era costretto a rallentare e cedere nuovamente la leadership a Cristopher Mies, ora insidiato dalla Mercedes di Felipe Fraga.

Piero Lonardo

La classifica dopo la quarta ora di gara


Stop&Go Communcation

Anche una Corvette e una BMW rallentate. Penalizzazioni sanguinose tra le GT

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/01/WTR10b.jpg USCC – Daytona, 4a Ora: Alonso e Zanardi danno spettacolo