La nottata statunitense di questa 58ma Rolex 24 sta passando fin qui senza interruzioni, per        quella che potrebbe essere un’edizione record per quanto riguarda la distanza percorsa dopo le uniche tre neutralizzazioni occorse.

Davanti, la Cadillac del Wayne Taylor Racing da l’impressione di poter dominare con tranquillità e continua a condurre dopo gli stint di Kamui Kobayashi e Renger van der Zande, che ai due terzi di gara può gestire un vantaggio di 50”. Alle spalle della nera #10 l’altra DPi V.R si è accomodata stabilmente del JDC Miller/Mustang Sampling, mentre al terzo posto si alternano, in funzione delle soste, la Cadillac dell’Action Express e la Mazda meglio piazzata, la Arctic White #55, uniche quattro vetture a pieni giri.

Dal gruppetto di testa si è definitivamente staccata l’Acura campione di Dane Cameron e Juan Palo Montoya, che durante la 14ma ora ha dovuto sostituire il cofano anteriore per rimediare ad una evidente carenza di deportanza e si è accodata in sesta piazza alla seconda Mazda. L’altra Cadillac del JDC-Miller, la gialla “Banana boat” frattanto, ha subito una penalità per velocità eccessiva ai box che ha portato il distacco complessivo dalla vetta a 6 giri.

Tra le LM P2, il duello tra PR1/Mathiasen e DragonSpeed continua a vedere l’Oreca con la livrea di Evil Knievel inseguire nonostante l’impegno del solito Ben Hanley, nei confronti di un equipaggio evidentemente meglio assortito nonostante una disattenzione da parte di Aubry, lungo all’International Horseshoe, che ha ridotto il distacco tra le due vetture all’interno del minuto. Lontanissime gli altri tre contender, che possono sperare solamente in una defaillance dei due battistrada per sperare in qualcosa di più.

Ma i momenti migliori di quest’ultimo sesto di gara provengono dalla GTLM, dove da ore è in atto un duello ravvicinato tra la BMW #24 e la Porsche #912. Mathieu Jaminet e il box Porsche hanno approfittato della 16ma sosta per passare davanti a Jesse Krohn. Il pilota finlandese però ha restituito il favore in pista nel corso della 16ma ora nei confronti di Laurens Vanthoor, che al momento continua ad inseguire distanziato di meno di un secondo dalla M8 GTE.

Frattanto anche la seconda 911 RSR-19 si è avvicinata ai due battistrada, e continua a precedere a sua volta la Corvette residua e la Ferrari del Risi Competizione, che ha perso però il giro dei primi quattro.

La GTD ha perso forse definitivamente una delle protagoniste, vale a dire la Porsche dello Pfaff Motorsports, dominatrice del primo quarto di gara, portata in garage e non ancora riemersa dopo oltre mezz’ora.

Lunghissima sosta anche per la Lexus #12 (non quella condotta anche dall’asso NASCAR Kyle Busch), e gara difficile anche per la Acura #86 campione in carica della categoria, ricordiamo ricostruita totalmente dopo la Roar.

Davanti dopo la penalità è tornata a condurre la Lamborghini del Paul Miller Racing trascinata da Andrea Caldarelli sull’Audi del WRT Speedster di Mirko Bortolotti e sull’altra Huracàn del GRT Magnus, che pure si era concessa il lusso del sorpasso in pista all’inizio della quindicesima ora. Queste le uniche vetture rimaste a pieni giri in attesa dell’alba sui cieli della Florida.

Piero Lonardo

La classifica dopo sedici ore di gara


Stop&Go Communcation

Davanti WTR in controllo. Nuova tegola sulla Acura campione

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/01/Porsche_fuochi-1024x682.jpeg USCC – Daytona, 16ma Ora: Infiamma il duello BMW-Porsche in GTLM