La fase serale della 58ma Rolex 24 inizia con la prima caution dopo quasi cinque ore di corsa libera, che a sua volta porta il primo ritiro definitivo tra i 38 partecipanti. La neutralizzazione è propiziata da un brutto incidente che vede protagoniste la Lamborghini del PPM e l’Aston Martin dello Heart of Racing.

Lo scontro è avvenuto nella parte bassa del banking del triovale, nella zona delimitata dalla doppia striscia gialla per intenderci, ed ha visto la Vantage di Alex Riberas, sanzionata poi in modo postumo con uno Stop&Hold + 60’, avere la peggio con danni sostenuti all’anteriore che significano ritiro immediato, mentre l’Huracàn se l’è cavata con una sosta extra.

Vittima contestuale di questa neutralizzazione la BMW #25, rallentata più volte da problemi di natura elettrica e costretta ad una lunga sosta ai box. Davanti è ora la Acura di Simon Pagenaud a dettare il ritmo sulla Mazda di Olivier Pla, il quale al restart può restituire il sorpasso subito alcune decine di minuti prima e risalire al comando.

Mentre tra le LM P2 è sempre l’Oreca del PR1/Mathiasen a dominare, grazie anche ad una delle rare forature del weekend che riallontana la vettura del DragonSpeed, in GTLM vacilla sempre più la leadership Porsche delle prime ore, e Jesse Krohn sulla BMW superstite può issarsi in vetta alla categoria.

Tra le GTD, emerge definitivamente la Lamborghini del Paul Miller Racing, mentre ha minor fortuna l’esemplare del GRT Grasser, ricordiamo alla ricerca del tris nella classica della Florida, a lungo ferma ai box.

La classifica subisce uno scossone al termine della sesta ora, a causa del contatto fra la Corvette di Nicky Catsburg e la Aston Martin ufficiale di Pedro Lamy, che innesca la seconda Full Course Yellow. Anche stavolta è la Vantage ad avere la peggio, e per le vetture inglesi la Rolex 24 si conclude assi anzitempo con un doppio ritiro.

Nella sosta collettiva si approfitta per le riparazioni più dispendiose in termini di tempo e al restart, complici i distacchi contenuti tra i primi sette, tutti nello stesso giro, davanti a tutti si ritrova Renger van der Zande con la Cadillac del WTR davanti all’altra DPi V.R di Filipe Albuquerque e alla Acura di Pagenaud.

Krohn approfitta poco dopo di un lungo di Nick Tandy per riconquistare con la BMW la leadership delle GTLM mentre in GTD emergono anche l’Audi del WRT Speedster, uscita indenne un paio di ore da un contatto interclasse con la Mercedes dello stakanovista Ben Keating, nelle mani del neoacquisto Mirko Bortolotti. In evidenza anche gli altri nostri portacolori della categoria con Marco Mapelli sulla Huracàn del GRT Magnus, Andrea Caldarelli su quella del PMR e Alessandro Balzan con la Ferrari di Scuderia Corsa.

La corsa libera resiste sino al termine del primo terzo di gara, a causa del crash dell’Oreca LM P2 del Performance Tech con Cameron Cassels. Al successivo restart Ben Hanley può finalmente concretizzare il sorpasso che vale la leadership della categoria su Simon Trummer, ma la gioia del DragonSpeed è di breve durata perché alla sosta successiva Henrik Hedman nulla può contro il factory driver Oreca Gabriel Aubry.

Durante la decima ora un altro colpo di scena, con la Corvette che perde il primo pezzo a causa di una perdita d’olio che costringe la nuova C8.R #4 ad una lunga sosta, durante la quale viene chiamata anche la terza caution, generata dalla Lamborghini del GEAR di Tatiana Calderon, ferma in curva 4 per problemi alla pompa della benzina.

Il restart è una doccia fredda per il team Mazda a causa del’assegnazione di un drive-through per sorpasso in regime di bandiere gialle per il leader Tristan Nunez. E’ quindi l’ora di Loic Duval e della Cadillac del JDC/Mustang Sampling, che fino a quel momento ha girato di conserva con tutti i suoi piloti.

Il vincitore di Le Mans 2013 cederà il volante a Joao Barbosa, che alla metà gara conduce con 14” di vantaggio sulla Cadillac di Kamui Kobayashi e sulle due Mazda di Olivier Pla e Ryan Hunter-Reay (la #55 ricordiamo è stata graziata dai commissari dopo il contatto quasi terminale con la Acura di Castroneves). Seguono la Acura di Simon Pagenaud e l’altra Cadillac dell’Action Express, che viaggia su una strategia leggermente differente ma che condivide lo stesso giro dei battistrada.

In LM P2, è Nick Boulle a portare ora avanti con successo l’effort del PR1/Mathiasen, mentre in GTLM c’è un po’ di gloria – grazie alle strategie differenti – anche per la Ferrari del Risi Competizione, che per qualche minuto guadagna la seconda piazza dietro la BMW battistrada del campione delle Supercars Chaz Mostert, in controllo con la sua M8 GTE.

Tra le GTD infine, Bryan Sellers ha ripreso la leadership della categoria sull’Audi di Bortolotti e sull’altra Huracàn del GRT Magnus di Marco Mapelli. Poco dopo lo scoccare della seconda ora però la classifica cambia ancora per un drive-through comminato al team campione 2018 che lascia nuovamente spazio alla R8 coi colori canadesi. Sono comunque ancora sette i piloti nello stesso giro quando ci si avvia alla lunga notte della Florida.

Piero Lonardo

La classifica dopo dodici ore di gara


Stop&Go Communcation

JDC-Miller, PR1/Mathiasen, BMW e WRT Speedster al vertice in attesa della lunga notte della Florida

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/01/JDC5_N.jpg USCC – Daytona, 12ma Ora: Due Cadillac al comando