IDEC Sport riesce finalmente a coronare fino alla bandiera a scacchi le potenzialità dell’equipaggio formato da Paul-Loup Chatin, Memo Rojas e Paul Lafargue nella 4 Ore di Silverstone.

La giornata non era iniziata nel migliore dei modi per l’equipe francese, che nelle qualifiche doveva accodarsi a due dei piloti chiamati al doppio impegno nel weekend: Ben Hanley con l’Oreca del DragonSpeed e Filipe Albuquerque con la vettura di United Autosports. Peggio ancora andava a Jean-Eric Vergne e alla Aurus del G-Drive, che non andava oltre al sesto tempo.

Le altre pole di categoria andavano alla Norma dell’M Racing di Yann Ehrlacher in LM P3 e a Thomas Preining tra le GTE con la Porsche Proton, che all’ultimo momento piazzava sulla 911 RSR #88 una line-up composta da Ricardo Sanchez e Gian Luca Giraudi.

La pioggia, che aveva risparmiato il circuito del Buckinghamshire per tutto il weekend, decideva di mostrarsi proprio in coincidenza dello start. James Allen, incaricato del primo turno sul prototipo con la livrea di Evil Knievel, rimaneva in pista con le slick sperando in un breve scroscio. Purtroppo per il team di Elton Julian, la precipitazione durava più del previsto e, dopo che tutti gli altri contender avevano già montato le wet, Allen si ritrovava ben dietro.

La leadership passava quindi incredibilmente ad un altro protagonista dell’ultimissimo momento, Mathieu Vaxivière, salito sull’Oreca dell’RLR MSport al posto di Bruno Senna. Il francesino, dopo aver eseguito il proprio compito lasciava il comando al teammate John Farano, che però veniva coinvolto in un contatto che metteva fuori gioco il prototipo, gravato da problemi al cambio. Nel frattempo la gara aveva già perso uno dei protagonisti, con Phil Hanson, al via per Albuquerque, ko alla Luffield per un apparente problema allo sterzo.

Mikkel Jensen intanto aveva già preso il comando delle LM P3 con la Ligier dell’Eurointernational, mentre in GTE si profilava un uno-due per le Ferrari Kessel, grazie a Sergio Pianezzola e Michelle Gatting. Anche un altro protagonista dei prototipi, Oregon, aveva ceduto anzitempo le armi, con la Norma fermo all’uscita della pitlane.

Alla metà gara la classifica vedeva quindi avanti le due unità dell’IDEC, con Chatin davanti alla Ligier di Buret e Nico Jamin e la vettura del Duqueine Engineering. Ben Hanley frattanto aveva iniziato una furiosa rimonta che riportava il DragonSpeed persino al comando grazie al gioco delle strategie, ma due safety car, uscite a ripetizione per le uscite di strada di Mike Guasch alle Maggotts/Beckett’s, e poi proprio per il crash che coinvolgeva lo stesso Jamin – già rallentato dal sacrosanto drive through derivante dal contatto con l’incolpevole Ligier LM P3 di Sam Dejonghe – e Alexandre Coigny con l’Oreca del Cool Racing, rimescolavano ulteriormente le carte in tavola.

A soli 60’ dalla fine, era Jonathan Hirschi sull’Oreca del Graff, a trovarsi al comando, pressato però da Vergne, risalito dopo il consueto stint da urlo della stellina Job van Uitert fino alla seconda posizione.

Jens Petersen frattanto, chiamato a proseguire l’ottimo lavoro effettuato da Jensen sulla Ligier LM P3 Eurointernational, veniva però coinvolto in un contatto e relativo spin che costava quasi tutto il giro di vantaggio sui capoclassifica di Inter-Europol.

Nicklas Nielsen era invece il protagonista del momento fra le GTE. La leadership della Ferrari del Luzich Racing, che ricordiamo era gravata dal massimo quantitativo di “Success ballast” 35 kg, durava però solo fino al successivo pit-stop, ed era Rahel Frey a conquistare il comando della categoria, con la Ferrari tutta al femminile.

I minuti finali di gara erano un tourbillon di colpi di scena, grazie all’alternanza dei pit stop che vedevano prima Hanley e poi Vergne cedere il comando per un ultimo necessario splash, lasciando via libera a Memo Rojas, il quale non aveva problemi a mantenere il comando con l’Oreca dell’IDEC Sport, che chiudeva con 10” di vantaggio su Vergne e la Aurus e 17” su Tristan Gommendy e la entry del Graff. L’areca #39 a propria volta riusciva a precedere Hanley nonostante un drive-through per aver ostacolato proprio al restart dietro vettura di servizio, l’Oreca #21.

In classifica generale, Job van Uitert e Roman Rusinov mantengono il comando con 81 punti, solo 9 in più dei vincitori odierni, i quali hanno giustamente commemorato sul podio lo sfortunato Anthoine Hubert; a due gare dalla fine, Cool Racing sconta invece 28 lunghezze, che diventano addirittura 41 (praticamente doppiati) in confronti dei portacolori del DragonSpeed.

Avvincente più che mai anche il finale delle GTE, con Thomas Preining che con un forcing finale di proporzioni epiche e riusciva ad avere la meglio sulla Frey, la quale riusciva comunque a mantenere la posizione sul compagno di squadra Giacomo Piccini e sul polesitter WEC Alessandro Pier Guidi, che fino a quel momento si erano dati battaglia senza esclusione di colpi, a vantaggio del portacolori del team svizzero.

II trio del Luzich Racing mantiene comunque saldamente il comando della classifica generale con 77 punti, 11 in più di ben tre equipaggi, JMW Motorsport, oggi solamente P6, l’equipaggio rosa di Kessel Racing e la Porsche #77 del Dempsey-Proton con Christian Ried, Riccardo Pera e Matteo Cairoli, autori di una gara giocoforza di conserva dopo l’errore commesso dal team owner nelle prima fasi di gara.

Dramma finale infine tra le LM P3, con una bandiera nera e arancione esposta all’indirizzo della vettura di testa per una riparazione richiesta dalla direzione gara sul posteriore del prototipo. La penalità non veniva servita da Eurointernational entro la bandiera a scacchi e veniva commutata in 30” extra, che lasciavano il successo proprio ai capoclassifica, Martin Hippe e Nigel Moore, che con la seconda vittoria consecutiva consolidano la propria leadership con 83 punti contro i 62 del team battente bandiera USA. Garrett Grist, Wayne Boyd e Tommy Erdos, che completano il podio tutto Ligier con la vettura di United Autosports, passano terzi anche in classifica generale, a -53.

UPDATE: La direzione gara ha verificato che la Ligier originariamente data per vincitrice di Inter-Europol non ha rispettato il tempo minimo di guida di Martin Hippe, assegnando una penalità pari al minor tempo trascorso di 1’43” che riporta nuovamente il risultato finale al giudizio della pista, con vittoria ad Eurointernational. Penalità di 30″, sempre per lo stesso motivo, anche all’equipaggio dell’Ultimate, che mantiene la settima posizione.

Alla luce di queste decisioni, la classifica delle LM P3 ora vede Inter-Europol sempre al comando ma ora con soli 76 punti contro i 69 di Eurointernational.

Il prossimo appuntamento con la serie europea è per il penultimo round, la 4 Ore di Spa-Francorchamps, fra tre settimane. Domani largo al WEC con un’altra 4 ore sul circuito britannico.

Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Eurointernational, primi in pista e anche dopo in LM P3. Preining schiaccia le Ferrari in GTE

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/08/PL57444-1024x682.jpg ELMS – Silverstone, Qualifiche e Gara: IDEC, primo successo