Il G-Drive Racing ci ha preso gusto a vincere a Monza, dove trionfa per la terza volta di fila in altrettante edizioni della 4 Ore. Protagonisti del nuovo successo del team russo, il primo del 2019 e per la neobrandizzata Aurus 01, Norman Nato, Job van Uitert ed il patron Roman Rusinov.

La gara – che oltre a Mark Patterson, infortunato nei test di martedì, non contava nemmeno Lèo Rousell, ospedalizzato dopo il crash delle Libere-2 per delle vetrebre incrinate – nelle fasi iniziali sembrava predominio del Graff, altro team che a Monza ha lasciato dei bei ricordi, grazie a Alexandre Cougnaud, che al via aveva la meglio su Alexandre Coigny e su Rusinov, che gli partivano davanti. Il francese riusciva a macinare in poco tempo un discreto distacco sugli inseguitori, che presto contavano anche Pierre Ragues con l’Oreca del Duqueine Engineering e James Allen con la vettura del DragonSpeed.

In LM P3 Colin Noble e la Norma del Nielsen Racing avevano la meglio sul polesitter Lucas Legeret, che a sua volta precedeva Jean-Baptiste Lahaye sulla M30 dell’Ultimate trionfatrice a Le Castellet e Damiano Fioravanti sulla entry dell’Oregon. In GTE, Christain Ried doveva quasi subito cedere la leadership alla Ferrari di Fabien Lavergne, scattato a razzo dalla sesta piazzola nonostante i 30 kg extra del “Success Ballast”, il quale a sua volta, dopo un lungo duello, doveva cedere il passo alla Porsche del Project 1 di Egidio Perfetti. Sempre in casa Ferrari, Wei Lu si toccava con Duncan Cameron, che si girava e perdeva terreno.

Una foratura impediva a Giorgio Sernagiotto e alla Dallara del Cetilar Villorba di lottare nelle prime posizioni, ma era solo l’antipasto di un problema ben più importante, alla centralina, che costringeva il team tricolore ad un prematuro ritiro nella gara di casa, ultimo appuntamento prima di Le Mans. Al termine della classica della Sarthe, la gestione tecnica della Dallara azzurra (che nella stagione WEC 2019-2020 porterà in giro per il mondo il brand Pharmanutra), sarà affidato ad AF Corse.

Tornando alla gara, allo scadere della prima ora però le carte in tavola venivano mischiate per la prima Full Course Yellow per l’uscita di Paul Lafargue alla seconda di Lesmo. Quasi tutte le LM P2 optavano per anticipare la seconda sosta salvo Cougnaud, che inspiegabilmente rimaneva fuori e usciva dalle strategie.

La safety car, entrata in pista dopo circa 88’ di gara per il big crash di Nobuya Yamanaka alla Ascari, finiva per penalizzare Allen, che rimaneva bloccato dal semaforo rosso in corsia box; frattanto davanti van Uitert, subentrato a Rusinov, si era già portato alle spalle del leader, e alla nuova sosta dell’Oreca transalpina ereditava il comando con l’Aurus per non mollarlo più sino al traguardo.

Le ultime fasi vedevano l’inseguimento dell’Oreca IDEC, soprattutto grazie al forcing di Paul-Loup Chatin, penalizzato in qualifica, il quale riusciva quasi ad insidiare Norman Nato, destinato a gestire in scioltezza il finale della squadra russa. A seguire nell’ordine di arrivo le due Ligier dello United Autosports, che grazie al talento indiscusso di Alex Brundle ma soprattutto di Filipe Albuquerque supplivano alla carenza di velocità di punta – valutata nell’ordine di quasi 10 kmh – sul circuito brianzolo dei prototipi made in Onroak.

Tra le LM P3 risaliva Mikkel Jensen, partito dal fondo dello schieramento a causa del botto in qualifica, con la Ligier dell’Eurointernational, fino a schierare il primato di categoria, per poi cedere il volante al gentleman Jens Petersen, che non solo limitava degnamente i danni, ma conquistava anche la leadership, mantenuta nello stint finale del danese, che riportava inaspettatamente al successo la Ligier JS P3 sulle apparentemente più performanti Norma. Sempre parlando di Norma, peccato per Oregon, costretti ad una lunga sosta conseguente al principio di incendio ai freni anteriori. Completano il podio l’Inter-Europol e United Autosports.

In GTE invece, terminato il compito del patron Ried, la Porsche del Dempsey-Proton, prima affidata al poleman Matteo Cairoli e poi nel finale a Riccardo Pera, si innalzava al comando, lasciando gli altri, come Andrea Pier Guidi con la Ferrari del Luzich Racing, ad inseguire. Matteo Cressoni e la 488 del JMW – una delle vetture non inficiate dal Success ballast – si appropriavano della seconda piazza, in sicurezza, proprio sui trionfatori di Le Castellet. Poco poteva Joerg Bergmeister sulla Porsche del Project 1, che gli terminava alle spalle, seppur nel giro dei primi.

In classifica generale, G-Drive passa al comando proprio su IDEC, così come Eurointernational in LM P3, anche grazie al ritiro nelle fasi finali della vettura dell’Ultimate, vittima di un contatto con la Ferrari Kessel di Andrea Piccini. In GTE, il Dempsey-Proton grazie alle due pole position consecutive balza avanti di due puti sul Luzich Racing.

L’European Le Mans Series tornerà a Barcelona, circuito che debutta alla grande nel mondo dell’endurance con un arrivo in notturna, il 20 luglio prossimo; ma prima tanti dei protagonisti del proscenio continentale saranno impegnati alla 24 Ore di Le Mans, il 16-17 giugno.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 ore di Monza


Stop&Go Communcation

Cairoli e Pera trascinano il Dempsey-Proton in GTE. Eurointernational, ancora una volta dall’inferno al paradiso delle LM P3

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2019/05/PLM5415-1-1024x681.jpg ELMS – Monza, Gara: G-Drive ancora re di Monza