United Autosports non fallisce l’obiettivo e porta a casa la vittoria nel season opener dell’European Le Mans Series 2020 a Le Castellet con Job Van Uitert, Alex Brundle e Will Owen. Purtroppo non si è trattato della doppietta auspicabile dalle prove, con l’Oreca gemella di Filipe Albuquerque e Phil Hanson rallentata all’ultimo pit da una foratura, una delle tante del caldissmo weekend, forse sottovalutato da entrambi i fornitori di gomme, all’anteriore sinistra che ha comportato una sosta extra e la perdita del podio.

Le due Oreca biancorossoblu hanno dominato sin dallo start, con Owen presto al comando sul compagno di squadra e sul deb G-Drive, Mikkel Jensen. E’ stata proprio la Aurus la maggiore spina nel fianco del team di Zak Brown, peraltro presente qui anzichè in Ungheria a vigilare sulle McLaren di F1, e solo una strategia meno performante ha impedito al campione in carica LM P3, a Nicky de Vries e al patron Roman Rusinov di cogliere la vittoria su di un circuito storicamente ostico al team battente bandiera russa.

 

I due pro hanno dato spettacolo alternandosi alla testa della gara alle vetture di United Autosports, ma la quinta ed ultima inevitabile sosta ha lasciato De Vries in settima posizione, poi tramutata in gradino basso del podio grazie alle soste altrui.

Piazza d’onore, poco attesa dopo la poco lusignghiera undicesima piazzola conquistata nelle qualifiche, per la vettura del Graff dell’ex test driver Toyota Thomas Laurent, Alexandre Cougnaud e James Allen. Completa la top five dietro alla seconda Oreca United, la vettura del Cool Racing di Nicolas Lapierre, Antonin Borga ed Alexandre Coigny.

Ultima nel giro dei vincitori e degna di menzione la sesta piazza di Tatiana Calderon, al debutto nella categoria con il sub di lusso Alexandre Negrao sulla vettura del Richard Mille Racing.

Persi per strada, in modo totale o rallentati, tanti protagonisti. I primi a sparire dalla scena i campioni in carica di IDEC Sport, vittime di problemi tecnici e al traguardo solo per onor di firma, poi quella del Duqueine Team, complice un malinteso tra Kostantin Tereschenko e la Ferrari di Dane Cameron, e infine la vettura del Panis Racing, fuori, forse per la rottura di una sospensione, con Julien Canal all’ultima curva durante la seconda ora di gara. Questi due ultimi incidenti hanno decretato l’unico periodo di Full Coure Yellow e poi l’uscita della safety car per permettere le operazioni di recupero e ripristino.

L’Oreca del DragonSpeed aveva già perso le speranze di vittoria dopo un contatto tra James Cullen e la vettura del Cool Racing nelle prime fasi di gara, mentre lo squadrone targato Goodyear dell’Algarve Pro Racing ha pagato il degrado dei pneumatici con 7 e 6 soste rispettivamente contro le 5 regolari.

United Autosports ha conquistato la vittoria anche tra le LM P3, alla prima gara con le nuove vetture, grazie alla Ligier #2 di Wayne Boyd, Tom Gamble e Rob Wheldon. L’equipaggio è stato in grado di recuperare un drive-through per partenza anticipata, alternandosi al commando con la vettura dell’RLR MSport e quella di Inter-Europol, ultima a cedere nel finale, e che completano, nell’ordine inverso, il podio di categoria.

Paura per il distacco dell’ala posteriore dalla Duqueine del Nielsen Racing con Anthony Wells alla guida, mentre la vettura del Realteam Racing, quinta al traguardo, di Esteban Garcia e David Droux, è stata protagonista, in negativo, per aver chiuso, dopo appena 20’ di gara, alla stella di Hollywood, Michael Fassbender, provocando la rovinosa uscita di strada della sua Porsche.

Porsche che anche con una sola vettura rimasta, non perde l’occasione in GTE grazie ad Alessio Picariello, Michele Beretta e Christian Ried. A dimostrazione del passo di gara della 911 del Dempsey-Proton, ha terminato ad un solo giro di distacco dal podio LM P3, relegando ad un giro tutto il pacchetto delle altre GTE.

Peccato per le tante Ferrari schierate, soprattutto per la #74, incolpata di un jump start francamente poco visibile e poi portata al limite da Nicky Cadei, Davide Perel e Michael Broniszewski fino ad un meritatissimo secondo posto finale davanti all’altra 488 GTE dell’equipaggio tutto al femminile delle Iron Lynx format da Manuela Gostner, Michelle Gatting e Rahel Frey.

L’Aston Martin ufficiale ha pagato ancora una volta le prestazioni di Paul Dalla Lana, protagonista già al primo giro di un contatto con una Duqueine Graff. Il recupero di Ros Gunn e Mathias Lauda è stato infine vanificato da uno splash finale che ha lasciato la Vantage all’uscita box e pertanto non classificata.

Ora l’attenzione della serie europea si sposta verso Spa-Francorchamps, dove il 9 agosto si svolgerà il secondo atto stagionale, ancora una volta a porte chiuse. Ricordiamo che per le GTE vige il regime di Success Ballast, che comporterà una zavorra extra per le tre vetture a podio rispettivamente di +30, 20 e 10kg.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Le Castellet


Stop&Go Communcation

Una G-Drive di rincorsa porta a casa il podio. UA vittoriosa anche in LM P3. Basta una Porsche in GTE

https://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2020/07/PL56308-1024x682.jpg ELMS – Le Castellet, Gara: United Autosports non fallisce l’obiettivo