Il giovane austriaco debutta sul gradino più alto del podio, accompagnato da Joel Eriksson e Nico Müller, mentre l’ingresso della safety car che riscrive le sorti della gara.

Trentacinque anni fa, il circuito di Zolder ospitava la prima gara DTM in assoluto, terminata con la vittoria della BMW 635CSi pilotata da Harald Grohs. Oggi, in questo stesso luogo, una vettura del brand biancoblu torna a far sventolare la bandiera a scacchi, per la terza gara del DTM 2019.

A salire sul gradino più alto del podio non è il poleman Marco Wittmann, bensì Philipp Eng, in forze alla scuderia RBM – basata nella città belga di Mechelen, nel cuore delle Fiandre, non molto distante da Zolder.

Per l’austriaco, debuttante in DTM lo scorso anno, si tratta della vittoria inaugurale nella categoria. Con un pizzico di fortuna, la strategia scelta si è rivelata favorevole per l’ex pilota Porsche Carrera Cup, il quale può già vantare due pole position nel suo curriculum.

Per Eng, la buona sorte è arrivata sotto forma di safety car: l’interruzione della gara si è avuta al quindicesimo passaggio, a causa del contemporaneo guasto delle Vantage di Daniel Juncadella e di Jake Dennis.

La vettura dello spagnolo si è fermata all’esterno della curva 7, per un problema all’acceleratore stando alle prime notizie, mentre il britannico è rimasto bloccato da un problema elettrico all’ingresso della pit lane.

L’arrivo delle bandiere gialle e la conseguente ripartenza – avvenuta alla diciannovesima tornata – hanno invece giocato a sfavore del trio composto da Bruno Spengler, Marco Wittmann e René Rast, al comando durante le fasi iniziali della gara. Il canadese è stato estremamente reattivo al semaforo verde, superando in un sol colpo i due che occupavano la prima fila.

In particolare, la seconda parte dell’evento è stata disastrosa per il campione 2017: durante la ripartenza a doppia fila, Rast non è riuscito a contenere la carica del rookie Sheldon van der Linde, perdendo successivamente sempre più posizioni per un evidente calo di potenza della sua RS5.

Rast ha effettuato il cambio gomme – particolarmente lento fra l’altro – solo ad undici giri dal termine, ma rientrerà definitivamente al box dopo altri quattro passaggi.

L’ingresso della safety car ha ricompattato il gruppo, favorendo coloro che avevano già servito il pit stop d’ordinanza: per il già citato Eng ciò è avvenuto alla dodicesima tornata, assieme al rivale Nico Müller. Quest’ultimo ha dovuto scontare una penalità di 5 secondi durante il pit stop per aver anticipato la partenza: la stessa sorte è toccata a Loïc Duval e Pietro Fittipaldi.

Anche Joel Eriksson ha affrontato la ripartenza con pneumatici in ottimo stato, avendoli montati nel corso dell’ottavo giro. Lo svedese ha mantenuto la seconda posizione nonostante il lungo assedio di Müller, durato sino al traguardo.

La situazione si è complicata ulteriormente al passaggio finale, quando la M4 DTM #47 è arrivata lunga in frenata all’ingresso della chicane numero 10, volando sui cordoli. Nonostante ciò, Müller non era abbastanza vicino da sfruttare l’errore dell’avversario, aggiudicandosi infine il gradino più basso del podio.

Appena fuori dal podio troviamo i due piloti di Phoenix Racing, Loïc Duval e Mike Rockenfeller: anche loro hanno effettuato il cambio gomme prima delle bandiere gialle. Mentre il francese è sopravvissuto incolume ad una sportellata con Aberdein nelle fasi finali della gara, costata il ritiro al sudafricano, Rockenfeller è partito dal fondo della griglia per le riparazioni effettuate sulla sua RS5 durante il parc fermé.

La strategia è stata favorevole anche per Jamie Green, sesto al traguardo. Alle spalle del britannico, Wittmann rappresenta il miglior piazzamento fra coloro che sono stati sfavoriti dalla safety car.

Il due volte campione ha superato nelle ultime tornate Paul Di Resta e Ferdinand von Habsburg, due portacolori R-Motorsport che hanno raggiunto la top ten. Per l’austriaco, in particolare, questi sono i primi punti accumulati in DTM.

Il già citato Spengler, privo di mordente nel suo secondo stint, si è dovuto accontentare della decima piazza.

Nonostante la fortuna avversa, Wittmann mantiene oggi il comando della classifica, con 43 punti all’attivo – tre più di Philipp Eng, che diventa il principale inseguitore. Müller, a podio anche in gara 2 ad Hockenheim, segue con 37 lunghezze.

Le precipitazioni non sono arrivate a mescolare le carte in gara 1, anzi l’intero evento si è svolto con sole splendente e temperature più alte rispetto alle qualifiche. Nella giornata di domenica, tuttavia, permane una certa possibilità di pioggia sulla cittadina belga.

Le qualifiche relative alla gara 2 avranno inizio domattina alle 10:25.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 1


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