Sono concluse le quattro giornate di test al Lausitzring, ultima occasione per scendere in pista prima dell’avvio di stagione.

Fra due settimane si alzerà il sipario sul DTM 2019, annata ricca di novità per la categoria – l’arrivo di un nuovo Costruttore, il ritorno dei team privati e i due eventi congiunti con il Super GT. Senza dimenticare il nuovo 4 cilindri, che farà il proprio debutto in gara ad Hockenheim.

L’ultimo appuntamento pre-stagionale è rappresentato, come di consueto, dalle quattro giornate di test organizzate da ITR. Dal 15 al 18 aprile, le vetture 2019 sono scese in pista per testare il lavoro svolto in condizioni reali e cercare di raccogliere il maggior numero possibile di dati.

La località designata non è stata Hockenheim, secondo la tradizione, bensì il Lausitzring: nonostante la pianificata chiusura, poi smentita, il circuito ora di proprietà di DEKRA celebra 30 anni di collaborazione con il DTM.

Osservando i tempi al giro, è facile notare quanto le nuove auto siano più veloci rispetto alle precedenti V8: il leader nella sfida al cronometro Robin Frijns ha segnato un tempo di 1m35.169s, limando più di 2.6 secondi dal record di Lucas Auer, in pole su questo tracciato lo scorso anno.

In realtà, la timetable mostra Audi con una marcia in più rispetto ai rivali: cumulando i risultati delle quattro giornate, le otto vetture di Ingolstadt appaiono al top, contando quelle affidate alla squadra clienti WRT.

“Siamo in linea di massima molto soddisfatti dei risultati ottenuti e abbiamo imparato molto”, ha commentato il direttore di Audi Motorsport, Dieter Gass. “Ovviamente, questi numeri non devono essere sopravvalutati. L’esperienza ci insegna che nessuno mostra le sue carte nei test pre-stagionali.”

Si prospetta, dunque, un vantaggio per la squadra dei Quattro Anelli? Non è detto, in quanto le prime osservazioni dipingono le RS5 come molto forti sul giro secco, ma sensibili al degrado degli pneumatici negli stint più lunghi – condizione paragonabile a quella di gara.

“La velocità della nostra auto è promettente”, ha aggiunto il vice-campione in carica René Rast. “I lunghi stint rappresentano la sfida maggiore, c’è ancora molto da imparare lì.”

Al contrario, la costanza in condizioni di gara sembra essere un punto di forza della debuttante R-Motorsport: “Sono colpito dalla velocità di sviluppo del nostro team”, ha riferito entusiasta Paul Di Resta. “Dopo aver debuttato in pista a marzo, la nostra Aston Martin Vantage DTM mostra sempre più il proprio potenziale qui al Lausitzring.”

“Ciò che mi piace particolarmente è la costanza nelle lunghe percorrenze. Abbiamo potuto imparare molto, specie sul consumo delle gomme. L’handling è praticamente a posto, e guidare la nuova auto è molto divertente.”

BMW, dal canto suo, è stata colpita da problemi di affidabilità che hanno costretto le M4 DTM a lunghe soste nei box, dunque è difficile fare conclusioni dai tempi registrati dalla sua squadra.

“I primi due giorni non sono andati esattamente come pianificato”, ha spiegato Jens Marquardt, a capo di BMW Motorsport. “Ma l’intera squadra, piloti inclusi, non si è fatta cogliere impreparata. Mercoledì e giovedì abbiamo percorso tanti giri di pista e abbiamo compreso meglio l’auto. In tal senso, abbiamo fatto grandi progressi.”

Il brand di Monaco ha collezionato in totale poco più di 5700km, circa 700 in meno dei rivali di Audi. R-Motorsport, avendo a disposizione solo due vetture, si è fermata a circa 3500km.

WRT, infine, ha portato al Lausitzring una sola RS5: Jonathan Aberdein ed il recentemente confermato Pietro Fittipaldi si sono alternati al cockpit, coprendo poco più di 2100km in totale.

Non resta che aspettare due settimane: nel weekend 3-5 maggio, le scuderie inizieranno a scoprire le proprie carte, con il calcio d’inizio del DTM 2019 ad Hockenheim.

Giuseppe Poliseno


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