Lo svizzero di Abt conquista il gradino più alto del podio, un risultato che mancava dal lontano 2016. Philipp Eng risale fino al secondo posto, René Rast limita i danni con la terza posizione.

Non è servita la safety car a stravolgere l’esito della gara 2 a Misano Adriatico, una delle più movimentate del DTM 2019. Tutto è cominciato al semaforo verde, con la partenza lenta di René Rast: il poleman è stato immediatamente affiancato dalle vetture gemelle di Nico Müller, Robin Frijns e Jonathan Aberdein, prefigurando uno scontro a quattro sin dall’ingresso in curva 1.

Ciò ha permesso a Marco Wittmann, partito dalla sesta piazzola, di assediare il pilota #33: il breve duello fra i due, al culmine nel complesso di curve 4,5 e 6, si è concluso alla lenta curva 8 – la Quercia, nota in particolar modo ai fans MotoGP: nel tentativo di scavalcare i due litiganti, Aberdein si è lanciato nella traiettoria interna, spingendo la RS5 di Rast contro la M4 del due volte iridato.

La BMW griffata Schaeffler è quella che ha riportato i danni maggiori, costringendo il furioso Wittmann al ritiro. La direzione ha investigato l’incidente post gara, optando infine per non intraprendere ulteriori azioni.

Rast, con un po’ più di respiro, si è lanciato all’inseguimento del duo Abt Sportsline che viaggiava al comando: al nono passaggio, il leader di classifica ha ripreso il comando della gara, mentre Müller ha approfittato del fiato corto del compagno di scuderia Frijns per imporsi in piazza d’onore.

Per il campione 2017, i guai sono tornati alla tornata numero 14, sotto forma di foratura: Rast si è infilato il più velocemente possibile nella pit lane, consegnando di fatto il comando a Nico Müller.

Servito il pit stop d’ordinanza al diciassettesimo giro, l’alfiere di Abt Sportsline ha cominciato un secondo stint coi fiocchi, distanziandosi sempre più dal resto del gruppo. Superato Jake Dennis dieci passaggi dopo – il britannico di R-Motorsport è stato l’ultimo ad effettuare il cambio gomme, al giro successivo – Nico Müller non ha dovuto fare altro che evitare inutili rischi.

Tagliato il traguardo con un confortevole vantaggio di 7.6s, svizzero #51 è tornato così sul gradino più alto del podio per la prima volta dal 2016, stagione in cui vinse il secondo round al Norisring. Per la squadra di Hans-Jürgen Abt, invece, termina la carenza di successi in DTM che perdura dall’addio di Mattias Ekström.

Per Rast, anche la seconda parte della gara non è stata facile. Rientrato in pista, l’alfiere del team Rosberg si è trovato presto a fare i conti con Philipp Eng, in netta ripresa dopo essere partito dalla nona piazzola.

L’austriaco del team RBM, il quale ha montato un nuovo set di gomme al giro 16, ha ottenuto la piazza d’onore dopo un duello durato cinque tornate, con un sorpasso da manuale effettuato al tornante 10 sul pilota Audi.

Il campione 2017, col fiato corto nel secondo stint, ha infine deciso di limitare i danni, riducendo pian piano la pressione sul rivale Eng e portando infine a casa il gradino più basso del podio.

Non molto distante, Robin Frijns è in gran recupero dopo esser stato mandato in testacoda dal collega Loïc Duval. Il francese, dal canto suo, verrà punito con un drive-through che lo lascerà in ultima analisi fuori dalla zona punti.

Il pilota #4 ha tagliato il traguardo in quarta piazza, superando nelle battute finali Pietro Fittipaldi. Il brasiliano, in forze al team Rosberg come pilota di riserva, risulta dunque quinto – ad oggi, il suo miglior risultato in DTM.

Joel Erikkson e Jonathan Aberdein hanno regalato spettacolo nella seconda metà dell’evento: lo svedese di BMW è infine emerso vittorioso, ottenendo il sesto posto a scapito del sudafricano, settimo. Anche per il giovane pilota WRT, questo è ad oggi il punto più alto della sua ancora breve carriera in DTM.

Bruno Spengler, Sheldon van der Linde e Mike Rockenfeller completano infine la top ten.

Degna di nota è la tardiva battaglia fra il canadese e l’ospite speciale Andrea Dovizioso, culminata con un testacoda del centauro Ducati, quindicesimo infine alla bandiera a scacchi.

Il forlivese è preceduto dalle Aston Martin di Ferdinand von Habsburg, del già citato Jake Dennis e di Daniel Juncadella. Nessuno di essi ha tuttavia raggiunto la zona punti, completando così un weekend del tutto infruttuoso per la scuderia R-Motorsport.

Circa il team svizzero, va menzionato anche il ritiro di Paul Di Resta, il quale ha fermato la sua vettura nella via di fuga della curva 13, in maniera abbastanza protetta da scongiurare l’intervento di una safety car.

Così come per Marco Wittmann, anche per Timo Glock la centesima gara in DTM non ha dato il risultato sperato: l’ex F1 ha parcheggiato definitivamente la M4 #16 in garage dopo 30 giri.

Nonostante le sfortune odierne, René Rast saluta Misano come leader di campionato, 93 punti all’attivo. Philipp Eng è il principale inseguitore con un gap di 10 punti, seguito da Nico Müller che, con questa vittoria, sale a quota 76 lunghezze, scavalcando Marco Wittmann.

Il DTM tornerà dopo una pausa di quasi un mese, con l’appuntamento al Norisring previsto per il weekend 5-7 luglio.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 2


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