Due pit-stop per il campione 2017, sfruttando alla perfezione l’ingresso della safety car. Audi blocca il podio con il duo Abt, nell’ordine Nico Müller e Robin Frijns.

Visto il risultato delle qualifiche, la gara 2 ad Hockenheim non si prospettava favorevole per la squadra Audi. Anzi, le vetture di Monaco proseguivano in scioltezza nelle prime tornate della gara, mentre il team dei Quattro Anelli cominciava a perdere pezzi.

Siamo alla settima tornata, quando la RS5 di Mike Rockenfeller rallenta vistosamente, per poi tornare ai box e ritirarsi definitivamente. Già prima della partenza, i meccanici del team Phoenix stavano lavorando sulla vettura del tedesco per risolvere un problema all’impianto sterzante.

Nello stesso momento, anche il compagno di scuderia Loïc Duval finiva prematuramente la sua gara: il francese è uscito alla Sachskurve, arenandosi nella ghiaia. L’intervento della safety car è stato necessario, per rimuovere la RS5 #28 – per questo motivo, la durata della gara è stata estesa a 37 giri.

Questa è la chiave di volta che ha ribaltato le sorti di René Rast, sedicesimo sulla griglia di partenza: all’arrivo della bandiera gialla, il trentaduenne di Minden ha attraversato la pit lane col fine di effettuare un primo cambio gomme. Data l’interruzione di gara, Rast era consapevole, assieme al suo team, di dover servire una seconda sosta a fine della gara.

Rientrato in pista all’ultima piazza, mentre il gruppo si disponeva a doppia fila per la ripartenza, il campione 2017 ha prontamente dimostrato l’esattezza della sua tattica. Con il ritorno delle bandiere verdi all’inizio della decima tornata, ha iniziato a risalire il gruppo con una velocità sorprendente.

Nelle caotiche fasi successive, il rookie Sheldon van der Linde è finito in testacoda dopo un contatto con Jamie Green, costato un drive-through al britannico. Lo stesso è accaduto a Marco Wittmann, colpito da Pietro Fittipaldi: anche il brasiliano di WRT ha dovuto scontare la stessa punizione.

Il vincitore della gara 1 ha avuto una ripartenza piuttosto caotica, fatta di numerosi contatti, motivo per cui il quarto posto mantenuto fino all’interruzione. Tutto ciò ha giovato alla causa di Rast: l’alfiere Phoenix ha raggiunto la seconda piazza al tredicesimo passaggio, lanciandosi poi all’assedio del poleman Philipp Eng.

L’austriaco, che aveva mantenuto il comando sia al via che al rientro della safety car, ha capitolato dopo solo una tornata: Rast ha potuto cominciare così a costruire il necessario gap sul resto del gruppo, in vista della sua seconda sosta.

Eng ha perso anche la piazza d’onore al diciottesimo giro, scavalcato da Frijns. Il ventinovenne della scuderia RBM verrà superato anche da Müller al passaggio successivo, quando entrambi hanno servito il cambio gomme d’ordinanza.

Rast ha attraversato nuovamente la pit lane al passaggio 22, lasciando effettivamente il comando della gara a Paul Di Resta. Anche il pilota Aston Martin ha effettuato il cambio gomme poco prima dell’arrivo della safety car ma, avendo imboccato la pit lane un istante prima delle bandiere gialle, non era tenuto ad effettuare una seconda sosta – a differenza del vice-campione 2018.

Mentre il pilota #33 guadagnava terreno ad un ritmo di 3 secondi al giro, Di Resta ha optato per la seconda sosta, cambiando gli pneumatici ormai esausti per un nuovo set. Il suo obiettivo era di riguadagnare posizioni nei giri finali: lo scozzese di R-Motorsport ha tagliato il traguardo in settima piazza.

Frijns, dal canto suo, si è invece fermato al giro 23 su 37 totali: il passo dell’olandese si è rivelato ottimo anche col nuovo set di gomme. Il pilota Virgin FE è arrivato a tallonare il compagno di scuderia Müller, ottenendo per la seconda volta consecutiva il gradino più basso del podio.

Alle spalle del terzetto Audi al comando troviamo altrettanti piloti BMW: il poleman Eng, poi Bruno Spengler ed infine Timo Glock per la sesta piazza.

Superato dal già citato Di Resta a due giri dal termine, Marco Wittmann si è dovuto accontentare dell’ottava posizione. Jamie Green, invece, ha concluso la sua risalita alle spalle del due volte iridato, mentre Joel Eriksson ha negato a Jake Dennis l’ultimo punto della giornata, superandolo pochi metri prima del traguardo.

Dopo l’Aston Martin del britannico troviamo un altro debuttante, nella fattispecie Jonathan Aberdein per WRT. Rimanendo nella stessa scuderia, il già citato Fittipaldi – classificatosi quindicesimo – ha firmato il giro più veloce dell’evento con 1m30.401s.

Oltre al duo del team Phoenix, fra i ritiri va annoverato anche Daniel Juncadella, fermo ai box a tre giri dalla bandiera a scacchi.

Nonostante la sfortuna odierna, Marco Wittmann lascia il primo round del DTM 2019 come leader di classifica, 34 punti all’attivo. Salito sul podio in entrambe le gare, Robin Frijns è distante solo 3 lunghezze, mentre René Rast è terzo a quota 25 punti grazie alla vittoria in gara 2.

Per il prossimo appuntamento, dal 17 al 20 maggio, il DTM farà tappa a Zolder – qui si è disputata la gara che ha dato i natali alla serie, nel 1984.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 2


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