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“Mi sono svegliato dopo 35 anni di coma”

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Una vita da film. Poche storie biografiche sono così sorprendenti, intense e veloci come quella vissuta dallo scrittore Manel Monteagudo, che questo pomeriggio presenta il suo nuovo libro, ‘De mariño a poeta’ allo spazio di coworking O Sanatorio (Pontevedra). Che il giornalista esagera? Vieni a leggere:

La sua vita è come un film.

(SSorridi) Ti hanno già detto qualcosa.

Per cominciare dall’inizio: com’è stata la tua infanzia?

È stato molto triste davvero triste perché eravamo molto poveri. Ebbene, doveva essere diviso in due parti: all’inizio era molto buono perché Avevo una nonna straordinaria, era una persona impressionante che ha attraversato la mia vita, oppure ho incrociato la sua nel migliore dei modi. L’ho adorata, tanto che quando è morta mia madre ha detto “beh, ho perso una madre ma ho guadagnato un figlio”. Perché non amavo mia madre, amavo mia nonna. E quando lei non c’era eravamo molto affamati, ci mancava tutto, i miei genitori non avevano niente. Vivevamo in una casa a Noia dove il pavimento era sporco, il legno nelle stanze era tutto mangiato dalle tarme…

“Quando mia nonna non c’era eravamo molto affamati, ci mancava tutto, i miei genitori non avevano niente”

Si imbarcò all’età di 14 anni.

Appena ho lasciato la scuola, sì, a 14 anni. Dovevo lavorare. Salii a bordo di una nave a Las Palmas de Gran Canaria e andai in Sud Africa. Era davvero molto giovane, era anche molto magro perché avevamo molta fame ed era molto magro, molto pallido. E così sono andato a Las Palmas. Mai in vita mia avevo visto un aereo da vicino.. E quando sono arrivato alla barca tutti mi hanno fissato, stavo per svolgere il lavoro di oliatore e quello davanti a me aveva 32 anni. A 17 anni sono andato ad Amburgo, in Germania, dove mi sono imbarcato fino al servizio militare. Ma anche prima, quando ho iniziato ad avere un buon stipendio, avevo iniziato a studiare elettricità ed elettronica navale. Quando sono uscito dal servizio militare mi sono già imbarcato come ufficiale elettrico e, tra l’altro, Ho avuto un riconoscimento dalle autorità tedesche nel 1978, perché ero l’ufficiale più giovane di tutta la Germania.

Ed è qui che è avvenuto l’incidente.

Sulla nave è stato fantastico, ma Siamo andati con una spedizione in Iraq e ho avuto un gravissimo incidente: sono caduto nella stiva della nave da un’altezza di 6 metri. E posso dirtelo fino ad allora, perché da quel momento sono stato in coma per 35 anni, fino a quando mi sono svegliato di nuovo.

Dal coma, immagino, non ricorderà nulla.Niente di niente. Ricordo solo una cosa: che doveva aggiustare una parte, un proiettore, e la scala su cui si trovava aveva i piedini di gomma, era coperta, non so come sia scappato in quel modo. Non appena ho allungato la mano per afferrare il proiettore e mi sono spinto su per la scala, sono andato. In quel momento ho notato come cadeva, ho pensato “allá vou”. E nient’altro, è finita.

Dove ti sei svegliato e com’è stato quel momento?

Mi sono svegliato in una stanza che non conoscevo, qui dove vivo ancora. Non ho riconosciuto nulla, sono rimasto molto sorpreso, non ho capito niente. Improvvisamente arriva una signora, con i capelli grigi, non sapevo chi fosse. E mi cadde addosso piangendo. In quel momento non sapevo chi fosse, non la conoscevo, finché non vidi il suo viso. Appena l’ho vista ho riconosciuto la mia ragazzaPerché all’epoca era la mia ragazza. Ho pensato che non poteva essere. Ha iniziato a parlarmi, a parlare con me, non ho capito niente di quello che stava dicendo finché non ha preso in mano uno specchio che aveva comprato apposta. Sai cosa ho visto?

La paura mi dà la risposta.

Un uomo pieno di capelli grigi, perché ho i capelli completamente bianchi e la barba bianca. E gli ho appena detto “non, non. Questo non è l’UE. Questo è un capello. Io non sono questo, ho 22 anni. Ho 22 anni, 22, questo non potrebbe essere eu. Come saranno questi capelli? E lei mi ha spiegato, a poco a poco mi ha spiegato le cose. È stato molto drammatico, devo dire che il risveglio è stato molto drammatico per me. E trascorsi circa 15 minuti, è entrata una ragazza e la mia ragazza le ha detto “entra Sara, entra”. Non sapevo nemmeno chi fosse, ma mi è saltato addosso dicendo esattamente “papà, papà… papà, meu papà”. Poi mi hanno detto che era mia figlia. Mia moglie mi spiegò che avevamo due ragazze e io rimasi sempre più sorpresa e sconcertata. E peggio ancora quando si è presentata la mia seconda figlia, che si è rivelata incinta, tanto che mia nipote è nata 6 giorni dopo il mio risveglio, ovvero il 15 ottobre 2014.

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Posso immaginare il tuo smarrimento.

Totale, tutto era così, molto sconcertante. Come se tutto stesse andando molto veloce, molto veloce, non ho assimilato quello che mi dicevano.

Come è stata la tua vita dopo?Ho dovuto imparare a camminare, a leggere, a parlare bene, anche se non del tutto bene perché in ospedale in Iraq con un tubo mi hanno danneggiato le corde vocali. Questa non è la mia voce precedente. Ho dovuto anche imparare a scrivere.

“Voglio solo vivere. Ho perso molti anni, ma quel tempo è passato e la vita è avanti. Non ho niente a che fare con il tornare indietro, niente, perché non ho più niente alle spalle”

E si è affrettato, perché è già al terzo libro.

Veramente È il quarto perché anch’io ne ho fatto uno autopubblicato per mia figlia che, tra l’altro, è stata accolta così bene che ne abbiamo fatte altre 300 copie.

La tua ragazza si è presa cura di te in questi 35 anni?

si perchè ha sempre avuto la certezza che mi sarei svegliato, nonostante i dottori le avessero detto che non l’avrebbe fatto, che non mi sarei mai svegliato e che pensavo, che ero stato chiaro, che un giorno si sarebbe svegliata e io avrei già avuto freddo, che la mia unica via era il cimitero. È stata mia moglie a prendersi cura di me perché anche lei è un’infermiera, è stata lei a prendersi cura di me per tutto questo tempo.

Sei una persona molto amata. C’è molto amore nella tua vita.

Sì, ho molto amore perché per me una persona deve essere umile in ogni modo e anche avere integrità. Una persona deve essere completa e avere grande dignità e umiltà, e credo di averla sempre avuta. Lo porto nelle vene, dentro, ci sono nato. E, come ti ho detto, mia nonna mi ha dato tutto l’amore del mondo, quindi sono affettuosa, a volte anche romantica (Sorridi); Io sono così.

Cosa vuoi oggi?

Voglio solo vivere. Quello che mi resta della vita, quello che voglio è vivere. Questo è ciò che voglio, vivere la vita, perché ho perso molti anni, ma quel tempo è passato e la vita va avanti. Non ho niente a che fare con la schiena, niente, perché non mi è rimasto più niente, tranne due splendide figlie, due nipoti e mia moglie, che è un monumento al rispetto e alla pazienza. Non potrò mai ripagarlo per quello che ha fatto per me, non si può esprimere a parole.

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