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Membri di Salut e del Comune di Barcellona accusati di irregolarità nel vivaio di Vall d’Hebron

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Il Tribunale di Istruzione 9 di Barcellona indaga per presunta appropriazione indebita e prevaricazione nell’asilo nido dell’ospedale Vall d’Hebron da Barcellona a 12 persone, tra cui direttori dell’Istituto catalano di salute (ICS), dirigenti e funzionari ospedalieri del consiglio comunale in carica dal 2013 ad oggi.

La causa è parte di denuncia di un infermiere ospedalierorappresentato dagli avvocati Miguel e Miguel Ángel Durán (Durán & Durán), che venerdì in una conferenza stampa hanno valutato che l’asilo nido, rivolto ai figli degli operatori ospedalieri, “non ha rispettato tutti i tipi di requisiti legali e c’è stato nessun tipo di controllo da parte dell’ospedale, dell’ICS o del Consiglio comunale”.

Tra gli indagati c’è il responsabile dell’associazione che gestiva l’asilo nido, che secondo l’accusa privata ha lavorato in strutture pubbliche “senza alcun tipo di licenza” dal 2013 fino a questo mese, quando ha chiuso perché il Consiglio comunale ha verificato che non aveva la licenza. Il giudice ha aperto il caso nell’ottobre 2018 a seguito di tale ricorso e, dopo aver ricevuto a Rapporto della Guardia Civile sul caso, nel luglio di quest’anno ha emesso le accuse delle 12 persone che interrogherà in quanto indagate a fine ottobre.

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Secondo gli avvocati dell’accusa, le forniture e il materiale dell’asilo “sono stati pagati dall’ICS o direttamente dall’ospedale” nonostante operasse senza la necessaria licenza e, secondo loro, senza rispettare le norme sul trasferimento di beni agli individui.

File nel 2017

Miguel Ángel Durán ha precisato che nel 2017, dopo che l’infermiera lo aveva reso noto, il concistoro -competente a concedere la licenza- ha aperto una pratica per verificare se l’asilo nido avesse la licenza. Fonti comunali lo hanno spiegato a Europa Press all’inizio di settembre già nel 2017 il Distretto di Horta-Guinardó aveva chiesto all’associazione che gestisce il vivaio di regolarizzare la situazionee finalmente questo mese il centro è stato sigillato dopo aver verificato che tale regolarizzazione non è stata effettuata.

La denunciante del caso, un’infermiera ospedaliera ed ex membro dell’UGT, ha criticato che quando ha avvertito la dirigenza del sindacato di queste irregolarità, ha ricevuto “interdizioni e una campagna diffamatoria”.

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